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The CocaCola Company apre alle associazioni dei consumatori italiane, che da oggi per la prima volta sono in visita agli stabilimenti della sede centrale della Coca Cola ad Atlanta. La delegazione è composta dai dirigenti di Adoc, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum e Consumers’ Forum. L’obiettivo è "un confronto sulla qualità delle bevande e del loro ciclo produttivo, approfondendo le iniziative dell'azienda e degli imbottigliatori nell'ambito della sicurezza alimentare".
Secondo Sergio Veroli, presidente di Consumers’ Forum, con questa visita "si potrà verificare, a garanzia di quanti ne fanno uso, come opera l'industria delle bollicine sul fronte della qualità, dell'innovazione e della sicurezza. Per chi istituzionalmente ha il compito di tutelare il consumatore, è molto importante che le aziende produttrici si aprano e diventino più trasparenti. Ciò consente di conoscerle anche dal di dentro, verificando come funzionano e sono organizzate, come nasce l'innovazione dei loro prodotti e come si svolge il ciclo produttivo. Un'azione che negli ultimi tempi è diventata abbastanza usuale a tutela di tutti i consumatori".

Unioncamere: nel IV trimestre del 2010 i consumi sono in ripresa per le vendite di Natale, ma soffrono ancora i piccoli negozi mentre va meglio per le imprese di maggiori dimensioni. C’è incertezza per i primi tre mesi del 2011, soprattutto per le imprese minori. È quanto informa l’Indagine congiunturale su commercio e servizi relativi all’ultimo trimestre dell’anno.
Per quanto riguarda le previsioni per il primo trimestre 2011, rileva Unioncamere: “Il clima di incertezza delle piccole imprese del commercio si rispecchia chiaramente nelle previsioni per il I trimestre dell’anno. Il saldo medio tra attese di incremento e di diminuzione delle vendite (pari a -5 punti percentuali) è dovuto all’atteggiamento decisamente più pessimistico delle imprese minori (-19 il saldo), mentre le imprese con oltre 20 dipendenti manifestano un atteggiamento decisamente più positivo (il saldo tra quanti si aspettano una aumento e quanti temono un decremento delle vendite). Tra i settori, solo gli Iper e supermercati sembrano non temere più il futuro (+22 il saldo), mentre, a livello territoriale, le imprese del Nord-Ovest guardano ai prossimi mesi con maggior serenità e ottimismo (+10 punti percentuali) diversamente da quelle delle altre regioni del Paese. Più positive le previsioni delle imprese degli altri servizi nel loro complesso (+4 il saldo tra attese di crescita e di diminuzione del volume d’affari), con le imprese con oltre 50 dipendenti che manifestano migliori aspettative di quelle minori (il saldo è pari rispettivamente a +16 e -5)”.

La Commissione europea ha lanciato nei giorni scorsi una consultazione pubblica sulle azioni di classe in Europa: l'iniziativa invita tutti i soggetti interessati a dare il loro contributo, entro aprile 2011, per identificare alcuni principi giuridici comuni che devono essere alla base delle azioni di classe in tutta l'Unione europea.
Attualmente la legge europea già prevede la possibilità di esercitare azioni collettive inibitorie in materia di diritto dei consumatori, ma i sistemi giuridici nazionali variano notevolmente in materia di mercati finanziari, di concorrenza, di tutela dell'ambiente ed altri settori del diritto. E la situazione è ancora più complicata se si tiene conto delle differenze tra un Paese e l'altro rispetto alle richieste di risarcimento collettive, quando cioè sono più consumatori o più aziende a voler chiedere il risarcimento per uno stesso danno. La Commissione intende in questo modo identificare alcuni principi legali comuni che dovrebbero rafforzare le azioni collettive in Europa, quali i principi di efficacia, il principio di efficienza, l’informazione ai cittadini.

C’è tempo fino al prossimo 21 febbraio per iscriversi alla nona edizione del Premio Sodalitas Social Award, il riconoscimento che ogni anno dal 2002 viene assegnato a imprese, associazioni imprenditoriali, distretti industriali ed organizzazioni che si siano concretamente impegnate in progetti di Responsabilità Sociale d'Impresa e di Sostenibilità, coerentemente con i valori dichiarati. È quanto si legge sul sito internet di Sodalitas.
Le grandi aziende, rileva la Fondazione, “non hanno smesso di impegnarsi per portare avanti il “buon business”: nel 2009 infatti ben 7 aziende su 10 hanno investito in iniziative di Sostenibilità, confermando il trend positivo degli ultimi anni. Guardando alle dimensioni, fra le aziende più grandi sia in termini di fatturato che di dipendenti, la percentuale di investitori sale addirittura all’88%”.
Tale andamento è in linea con quanto dichiarato dai Top Maganer di 44 imprese aderenti a Fondazione Sodalitas nel 2009 nell’ambito della ricerca “Le prospettive della Responsabilità Sociale in Italia”: la crisi in atto sembra aver agito come acceleratore dell’impegno aziendale sul fronte della sostenibilità, rafforzando la convinzione che questa rappresenti una via per uscire dalla crisi, una scelta per contribuire a ricostruire su basi nuove un rapporto di fiducia tra imprese e società, nonché un modo per vedere rafforzata la propria competitività e migliorata la propria performance economica.
Il bando di partecipazione alla nona edizione del Premio si articola in sei categorie: Premio per la migliore iniziativa a favore dell’Ambiente; Premio per la migliore iniziativa rivolta alla Comunità, ai suoi soggetti e ai suoi bisogni; Premio per la migliore iniziativa a sostegno del valore della Persona e del Lavoro; Premio per la migliore iniziativa nell’ambito del Mercato; Premio per la migliore iniziativa di Responsabilità Sociale realizzata da PMI; Premio per la migliore iniziativa di Responsabilità Sociale realizzata da ente locale, istituzione pubblica o scolastica.

Associazioni dei Consumatori e Ministero dello Sviluppo Economico hanno lanciato oggi una campagna informativa per la lotta alla contraffazione con lo slogan “Io non voglio il falso”. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione generale per la lotta alla contraffazione - Ufficio Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con otto Associazioni di Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codici, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino) con l’obiettivo di sensibilizzare i consumatori sull'illegalità della contraffazione e sui pericoli per la salute che spesso derivano dall’acquisto di prodotti contraffatti. Fra le iniziative, ci saranno incontri territoriali, info-point e una ricerca per individuare la percezione dei cittadini riguardo a tale fenomeno.

No a modifiche legislative che blocchino l'apertura delle parafarmacie. Il Presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà lo ha sostenuto a chiare lettere in una segnalazione inviata al Governo e al Parlamento, alla luce dell'emendamento n. 1206 presentato al decreto legge milleproroghe. Secondo l'Autorità, se venisse votata la modifica proposta, non sarebbe più possibile aprire nuovi punti vendita ma, dietro autorizzazione dell'amministrazione competente, sarebbe consentito solo il trasferimento di quelli già esistenti in un'altra area dello stesso comune o di un comune differente, che ne sia priva.
Nella segnalazione l'Antitrust ribadisce che il contingentamento del numero di esercizi farmaceutici sul territorio nazionale si traduce nella protezione di reddito delle farmacie già presenti il cui numero, in una larga parte dei comuni italiani, è peraltro inadeguato a soddisfare le esigenze dei cittadini.
Per l'Antitrust, se passasse l'emendamento presentato, si ridurrebbero le possibilità di scelta dei consumatori, con probabili effetti negativi sul livello dei prezzi e sulla qualità del servizio offerto, attenuando significativamente gli effetti concorrenziali che il libero sviluppo di questo nuovo canale distributivo sta esercitando. Al contrario, il processo di liberalizzazione della distribuzione dei farmaci deve proseguire, non solo attraverso un ampliamento del numero degli esercizi, ma anche consentendo la vendita al di fuori della farmacia, e sempre alla presenza del farmacista, dei medicinali di fascia C, acquistabili solo con la ricetta medica.
Secondo l'Antitrust l'apertura di oltre tremila parafarmacie in meno di quattro anni e il conseguente ampliamento delle possibilità di scelta del consumatore, nonché l'apertura di circa 500 punti vendita nella media e grande distribuzione, dove i prezzi sono in media più bassi del 25%, sono risultati sicuramente importanti sotto il profilo concorrenziale.

Accesso con la carta "Tutto Treno Lazio" agli intercity ed Eurostar-city del territorio regionale, lotta all'evasione tariffaria, tutela dei diritti dei diversamente abili, schede di valutazione su pulizia e comfort sui convogli, servizio controllo qualità e abbassamento del limite di tolleranza sui ritardi con la previsione di un trend di miglioramento. E ancora: nuovi parametri per le condizioni di rinnovo, le detrazioni delle penali e l'acquisto di materiale rotabile. Queste le principali novità del contratto di servizio tra Regione Lazio e Ferrovie dello Stato Spa per il trasporto ferroviario firmato ieri.
Novità in arrivo anche sulla linea ferroviaria Roma-Fiumicino "Leonardo Express". Grazie ad un protocollo sottoscritto oggi dalla Regione Lazio con la Rete Ferroviaria Italiana, Rfi, entro giugno saranno introdotti sulla tratta nuovi convogli e, nell'ottica di una lotta all'evasione tariffaria, a settembre prossimo saranno installati dei tornelli nella stazione dello scalo aeroportuale. E ancora, a fine anno, a seguito dei lavori di sistemazione della piastra di Roma-Termini, i treni diretti a Fiumicino saranno spostati nei binari di "testa" della stazione di Termini, facilitando così il raggiungimento delle linee della metropolitana.

Partirà a marzo, e si svolgerà presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Arezzo, il master universitario di primo livello “Etica degli Affari, del Consumo e della Responsabilità Sociale”, organizzato da Università di Siena, Centro Studi e Ricerche di Etica Applicata e Responsabilità Sociale e Unione Nazionale Consumatori, con il sostegno del CNCU, e in collaborazione con Consumers’ Forum, Unicef, Provincia di Arezzo, Monte dei Paschi di Siena e Abi.
Il master è un percorso di alta formazione riservato a 15 studenti motivati a diventare esperti in etica di impresa, gestione di responsabilità sociale, consulenti di direzione per il programma etico aziendale, per la responsabilità sociale, per i rapporti con i consumatori e gli utenti. Le domande di ammissione dovranno essere presentate entro il 18 febbraio. Gli allievi potranno frequentare stage presso CNCU, Assoutenti, Banca Monte dei Paschi di Siena, Cittadinanzattiva, Consumers’ Forum, Lega Consumatori, Provincia di Arezzo, Unione Nazionale Consumatori e Wind Telecomunicazioni.

Imprese cinesi e milanesi: quale rapporto? Per il 40% delle imprese del capoluogo la Cina è sia un rischio che un’opportunità mentre sono pochi i disinteressati (3,9%). Vince come opportunità (27%) rispetto a chi la vive come una sfida (23%). Anche se le conseguenze su lavoro e fatturato si avvertono (in entrambi i casi la concorrenza cinese pesa circa il 5%). Per il 46,8% delle imprese milanesi la Cina rappresenta, o può rappresentare in futuro, uno sbocco interessante per le proprie merci e il 38% ha già o sarebbe pronto ad aprire una filiale in Cina. Anche perché gli imprenditori vedono la Cina come possibile alternativa agli USA tra dieci anni (83%). A Milano i benefici dalla comunità cinese sono ritenuti i prezzi più bassi per la loro concorrenza (per il 23%) e la ricchezza culturale in città, segnalata dal 21% degli imprenditori milanesi. I prodotti meno cari sono abbigliamento, ristorazione, gadget e parrucchieri. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dalla Camera di Commercio di Milano.

La contraffazione è un fenomeno sempre più diffuso e articolato, fatto di flussi transnazionali di merci e denaro, con una forte componente di prodotti che viene dalla Cina e con la capacità di differenziarsi a tal punto da coprire qualunque settore merceologico. Di più: da trovare qual è il settore merceologico dove più conveniente è la contraffazione. Dunque non solo moda, elettronica, giocattoli, beni di consumo, ma anche tanti altri prodotti che possono anche essere assemblati da provenienze diverse per diventare merce contraffatta. A fare il punto della situazione, oggi a Roma, il convegno "Politiche istituzionali e strategie industriali per la lotta alla contraffazione", organizzato da Ministero dello Sviluppo Economico e Unioncamere nell'ambito della mostra "Il falso non ha senso". Il seminario ha visto la partecipazione di Agenzia delle Dogane, Guardia di Finanza, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e rappresentanti del Campidoglio e delle imprese. A introdurre i lavori, Loredana Gulino, Direttore Generale della Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione-UIBM.
I prodotti contraffatti presenti sul mercato, ha spiegato Edoardo Francesco Mazzilli, dell'Ufficio centrale antifrode, Agenzia delle Dogane, sono importati da paesi terzi, oppure derivano dalla circolazione intracomunitaria dei beni, o sono prodotti direttamente in Italia. Il principale mercato di origine dei prodotti contraffatti è l'Estremo Oriente, e fra i prodotti sequestrati dalle Dogane "i due terzi - ha detto Mazzelli - arrivano dalla Cina". Attenzione però, perché la Cina è anche un partner commerciale importante per l'Italia, ha proseguito l'analisi di Mazzilli, che ha sottolineato come i capitoli più a rischio contraffazione siano borse, abbigliamento, calzature, giocattoli, ma che su di essi diverso è stato l'impatto della crisi rispetto all'andamento generale delle importazioni dalla Cina. L'impatto è stato minore, forse perché una delle risposte attuate dai cittadini è stata quella di acquistare merce contraffatta o di valore non elevato.
Mazzilli ha sottolineato il diverso "peso" del ruolo svolto dalle Dogane in Italia rispetto al resto d'Europa: la percentuale di merce importata dalla Cina è cresciuta negli ultimi anni in tutta Europa, ma in Italia non è cresciuta con lo stesso elevato trend. "La sensibilità alla lotta alla contraffazione - ha spiegato Mazzilli - non è uguale in tutti i paesi, perché in Italia ci sono artigiani e piccole griffe che chiedono tutela. L'Italia sequestra il 18-20% dell'ammontare complessivo di quanto sequestrano le Dogane del Nord Europa". Il che significa che la risposta al problema contraffazione non è uguale in tutti i Paesi, e che bisogna "cercare di trovare un punto di equilibrio fra controlli e necessità di non penalizzare i porti italiani, dove arrivano anche merci provenienti dal altri paesi europei".
E nel mercato italiano, quanti sono i prodotti sequestrati? Il colonnello Fabrizio Martinelli, della Guardia di Finanza, ha spiegato come il trend dei sequestri eseguiti dalle Fiamme Gialle dal 2004 in poi si attesti sui 100 milioni di pezzi l'anno. "La contraffazione - ha detto Martinelli - non conosce settori, è un fenomeno che si è esteso e diversificato". E uno degli aspetti più inquietanti è che "aumenta - ha detto Martinelli - l'incidenza dei prodotti pericolosi" sul totale dei prodotti contraffatti. Il colonnello si è anche soffermato sulle nuove dinamiche della contraffazione: la transnazionalità delle organizzazioni responsabili di tale fenomeno e dei mercati di sbocco; l'ingerenza della criminalità organizzata; la diffusione dell'e-commerce.

Domani, martedì 1° febbraio, a partire dalle ore 10.00 a Roma, presso le Scuderie di Palazzo Ruspoli, (Via di Fontanella Borghese 56/B) si svolgerà il convegno "Politiche Istituzionali e strategie industriali per la lotta alla contraffazione". Fra gli interventi previsti, verranno analizzati il ruolo delle Dogane nella lotta alla contraffazione e le azioni anticontraffazione e a sostegno dell’utenza realizzate dalla Guardia di Finanza, e verranno presentati alcuni casi aziendali relativi alla lotta anticontraffazione.

Con la riforma della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali è prevista l'entrata in vigore della "condizione di procedibilità" nel caso in cui le controversie riguardino una serie di materie che comprendono condominio, diritti reali, patti di famiglia, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e altre materie, previsione la cui entrata in vigore è prevista per il 20 marzo 2011. La data sarà rinviata? Nei giorni scorsi in una nota congiunta Camere di commercio, imprese e professionisti hanno chiesto al Governo di non rinviare - come paventato - la data di entrata in vigore della norma e di "dare piena attuazione, come previsto dal decreto legislativo 28/2010, alla riforma della mediazione civile e commerciale".
In un documento congiunto, sistema delle Camere di commercio, imprese e professionisti chiedono al Governo di "non rinviare la data di entrata in vigore della cosiddetta "condizione di procedibilità" prevista dalla riforma, cioè l'obbligo di effettuare, prima di ricorrere al Tribunale ordinario, almeno un tentativo di risoluzione alternativa delle controversie in numerose materie di grande interesse per la vita quotidiana di cittadini e imprese.
Chiedono inoltre di prevedere, a un anno dall'entrata in vigore del provvedimento, una analisi puntuale per introdurre - se necessario - adeguati correttivi e di favorire la realizzazione di iniziative di promozione della cultura della mediazione per consentire a imprese e cittadini di accedere in modo consapevole a questi strumenti". L'ipotesi di un rinvio dell'entrata in vigore della "condizione di procedibilità", fissata per il 20 marzo prossimo, non consentirebbe, si legge nella nota "di rendere tempestivamente efficace la riforma, rischiando di vanificare un così importante sforzo riformatore perseguito dal Governo".

Oggi soltanto l'8% delle piccole e medie imprese europee opera in altri Stati membri. Questa mancanza di dinamismo ostacola le scelte dei consumatori ed impedisce anche alle piccole imprese innovative di crescere e diventare più competitive. Da tempo ormai la Commissione Europea vuole liberare questo potenziale del mercato unico dei servizi e ha deciso di farlo entro il 2012, adottando una serie di azioni mirate per affrontare i problemi restanti.
La direttiva servizi, che mira proprio ad eliminare gli ostacoli superflui ed onerosi che intralciano gli scambi di servizi nel mercato unico, è stato un importante passo avanti. Ma, a un anno dalla scadenza del termine per l'attuazione, la Commissione e gli Stati membri hanno valutato l'attuazione della direttiva ed è risultato che, nonostante i notevoli progressi compiuti, il mercato unico dei servizi non è ancora sfruttato appieno.
Oggi la Commissione ha proposto alcune azioni. Fra queste, assicurarsi che il mercato unico funzioni sul terreno: nel 2011 e 2012 la Commissione eseguirà un "test di efficienza" del mercato unico dei servizi dal punto di vista dell'utente. L'obiettivo è individuare problemi pratici specifici che intralciano il mercato interno dei servizi e valutare in che modo l'interazione tra regole diverse possa avere effetti indesiderati.
Altra azione è di eliminare gli ostacoli ai servizi transfrontalieri: dalla valutazione reciproca è emersa l'esistenza di difficoltà nella prestazione transfrontaliera di servizi in assenza di stabilimento permanente (qualora il prestatore non abbia una base permanente nel paese in cui offre il servizio). La Commissione monitorerà attentamente gli effetti della direttiva servizi sotto questo profilo. Una prima relazione sui progressi compiuti verrà pubblicata entro la fine del 2011 e da allora in poi ogni anno.
Ancora, bisogna garantire un'attuazione ambiziosa e un'applicazione completa della direttiva servizi: la Commissione avvierà un dialogo bilaterale con una serie di Stati membri nei quali sono emersi problemi di attuazione della direttiva. La Commissione eseguirà inoltre nel 2011 una prima valutazione economica degli effetti dell'attuazione della direttiva e del suo impatto sul funzionamento dei mercati dei servizi.
