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Al via il pool legale delle associazioni Codici, Acu, Casa del Consumatore, Unione Nazionale Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino per verificare la possibilità di avviare una class action contro Autostrade per l'Italia per il risarcimento dei danni subiti da molti cittadini lo scorso anno, durante l'ondata di maltempo che ha colpito l'Italia tra il 17 e il 18 dicembre, quando numerosi automobilisti sono rimasti bloccati per lunghe ore sulle tratte A11 Firenze - Pisa e sulla A1 tra Firenze e Arezzo.
Il pool invita tutti i cittadini che hanno vissuto tale disagio a manifestare la propria disponibilità a partecipare all'azione risarcitoria: per aderire alla class action, sarà sufficiente fornire la documentazione comprovante di essersi trovato coinvolto nei disagi sulle tratte A11 Firenze -Pisa e sulla A1 tra Firenze e Arezzo (trasmettendo una copia del tagliando di transito in porta automatica, telepass, viacard, estratto bancomat/carta di credito, report posizioni navigatore). L'iniziativa è rivolta a tutti i conducenti delle autovetture che hanno percorso le tratte e ai loro passeggeri interessati a tutelarsi: si potrà scrivere all'indirizzo e mail

La proposta di direttiva prevede regole chiare in materia di pubblicità, di informazione precontrattuale, di consulenze, di valutazione di solvibilità e di estinzione anticipata del mutuo. E le banche saranno tenute ad utilizzare un modello unico di informazioni standard che fornisca ai consumatori anche informazioni personalizzate e permetta loro di comparare le diverse offerte degli istituti di credito.
Si vuol creare, così, un mercato unico del credito ipotecario più efficace e concorrenziale, creando anche condizioni di concorrenza uguali per tutti gli operatori professionali permettendogli di esercitare la propria attività più facilmente al di fuori del proprio paese, in altri Stati membri. Ora tocca a Parlamento e Consiglio esaminare la proposta.

In Italia soltanto il 10% dei farmaci distribuiti è un generico, mentre in Europa la media è del 50% con punte del 70% in Paesi come la Germania. La strada da percorrere nel nostro Paese è quindi ancora lunga; per questo Teva Italia, azienda leader nel settore dei farmaci equivalenti, ha lanciato oggi, in collaborazione con il Movimento Consumatori, la campagna "Equivalente - conosci e scegli i farmaci equivalenti".
Si tratta di un'iniziativa educazionale che punta a fornire le corrette informazioni sui farmaci generici e a dare suggerimenti per la prevenzione delle principali malattie che colpiscono gli italiani.
Scegliere il farmaco equivalente (o generico) significa alleggerire la spesa della famiglia, ma anche quella del Sistema Sanitario Nazionale, che avrà più risorse per favorire l'accesso a terapie costose e innovative. Il progetto, patrocinato da Movimento Consumatori, prevede incontri nelle principali piazze italiane, ma anche in molte farmacie, ASL, Associazioni e ambulatori, dove medici e operatori sanitari daranno consigli per la prevenzione e la gestione delle principali problematiche di salute e la corretta gestione dei farmaci.
"Il concetto di sicurezza degli equivalenti, - spiega Rossella Miracapillo responsabile dell'Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori - ormai dopo dieci anni dalla loro introduzione, ormai è fuori di discussione. Eppure il loro utilizzo è ancora ridotto, con un danno al budget familiare e uno più grande e, meno noto, alle economie delle Regioni. Si pensi, per esempio, che l'addizionale IRPEF, nata per coprire l'extraspesa sanitaria, quest'anno ha riguardato Regioni quali Molise, Lazio, Calabria e Campania. Guarda caso, queste Regioni sono il fanalino di coda nell'utilizzo di farmaci equivalenti. Dunque i cittadini pagano due volte: una volta in farmacia e una volta come tasse."

E' di 90 milioni di euro il finanziamento globale che la Commissione Europea darà a 24 Stati membri per distribuire gratuitamente frutta e verdura nelle scuole, per l'anno scolastico 2011-2012. E l'Italia potrà beneficiare del contributo maggiore: 18 milioni di euro.
Alla Germania vanno 11 milioni, alla Francia 10, alla Polonia 9, alla Romania 8, alla Spagna 6 e così via. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di rilanciare il consumo di frutta tra i giovani per contribuire alla lotta contro l'obesità infantile e migliorare le loro abitudini alimentari. Nell'anno scolastico 2009-2010 sono stati 4,7 milioni i bambini in Europa che hanno beneficiato del provvedimento. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, in Europa sono almeno 22 milioni i bambini in sovrappeso e 5,1 milioni di questi sono considerati obesi.

Da aprile 2011 ci saranno bollette di luce e gas molto più care: + 2% per l'energia elettrica e +3,9% per il gas. Lo ha comunicato l'Autorità per l'energia elettrica e il gas nel suo aggiornamento trimestrale. Il rialzo dei prezzi è stato dovuto alle prolungate e forti tensioni dell'ultimo anno sulle materie prime energetiche. Alla fine di marzo 2011, alle famiglie in condizioni di disagio o numerose - ricorda l'Authority - sono stati assegnati oltre 2,8 milioni di bonus elettricità e gas, a riduzione delle bollette per un totale di circa 460 milioni di euro. Sugli aumenti, afferma l'Autorità, pesa un duplice effetto: "da un lato, la crescita ininterrotta delle quotazioni petrolifere dal gennaio 2009 (+ 45% negli ultimi 12 mesi e + 145% in due anni), con picchi di oltre 116 dollari al barile per il Brent, il greggio di riferimento nei mercati europei; dall'altro, sui prezzi dell'energia elettrica incide, in particolare, il finanziamento delle rinnovabili per complessivi 4,9 miliardi di euro, tra cui 1,4 miliardi di euro per i certificati verdi e 2,4 miliardi di euro per il fotovoltaico".

Secondo la Corte di giustizia dell’Unione Europea le tariffe massime degli avvocati previste dalla legge italiana non ostacolano l'accesso degli avvocati di altri Stati membri al mercato italiano dei servizi professionali. La Corte ha quindi respinto il ricorso presentato dalla Commissione Europea contro le norme italiane che le prevedono.
Sin dal 2005, la Commissione ha richiamato l'Italia sulla possibile incompatibilità delle tariffe delle attività stragiudiziali degli avvocati, estendendo poi la sua diffida alle tariffe giudiziali. La Corte ricorda che, anche se indistintamente applicabili, le misure che pregiudicano l'accesso al mercato da parte di operatori di un altro Stato membro possono costituire delle restrizioni alla libertà di stabilimento o di prestazione dei servizi. In concreto, esse si configurano se questi avvocati non possono penetrare nel mercato dello Stato membro ospitante, in condizioni di concorrenza normali ed efficaci. Peraltro, la normativa di uno Stato membro non è da considerare restrittiva per il solo fatto che altri Stati applichino regole meno severe o economicamente più vantaggiose ai prestatori di servizi simili stabiliti sul loro territorio.
La Corte ha constatato che la disciplina italiana sugli onorari presenta una flessibilità che sembra permettere il corretto compenso per qualsiasi tipo di prestazione.

È stato presentato al Presidente dell'Enac Vito Riggio e al Direttore Generale Alessio Quaranta uno studio sull'evoluzione del fenomeno low cost a livello nazionale ed europeo. Dallo studio emerge che il settore del trasporto aereo cresce molto grazie all'apporto delle low cost e alla forte concorrenza introdotta nel mercato dalla liberalizzazione.
Di fronte a questo scenario “il compito della regolazione del comparto diventa sempre più essenziale e pertanto non può essere messo in discussione da parte di singoli operatori" ha detto il Presidente Riggio.
L'analisi, commissionata dall'Enac alla società KPMG, ha preso in esame alcuni aeroporti italiani che ospitano voli low cost e li ha confrontati con altri scali nei principali Paesi europei, analizzando la rilevanza del comparto in termini di volumi di traffico e di incidenza sul segmento nazionale e internazionale. Obiettivo del progetto è stato quello di fornire all'Enac un quadro conoscitivo completo del fenomeno low cost e ha riguardato: la rilevanza dei vettori low cost per il traffico italiano rispetto agli altri Paesi europei; l'evoluzione del traffico low cost in Italia evidenziando differenze e analogie rispetto al contesto europeo; gli effetti economici e sociali dello sviluppo di traffico low cost sulle economie locali e regionali.
Il documento ha messo in evidenza come il traffico generato dai vettori low cost sia stato negli ultimi anni, e continui ad essere, un elemento di grande propulsione dello sviluppo del settore a fronte di un andamento sostanzialmente stabile dei vettori tradizionali.
Preso atto dei contenuti dello studio, il Presidente e il Direttore Generale dell'Enac hanno deciso di convocare a breve un incontro allargato alle principali compagnie aeree e alle più importanti società di gestione aeroportuale per condividere i contenuti dello studio stesso e per avviare una riflessione coordinata sul crescente fenomeno low cost, sulle implicazioni che l'aumento di questo segmento di traffico determina sugli aeroporti interessati, soprattutto su scali grandi che gestiscono principalmente traffico con vettori 'tradizionali'. In tale occasione verrà presentata una sintesi del documento con i dati emersi a livello italiano e con il confronto con l'Europa.
L'Enac, inoltre, intende avviare al proprio interno un'analisi in merito all'impatto del traffico low cost sulla regolamentazione del settore. Il fenomeno, infatti, sia a livello nazionale che europeo, non interessa più solo scali minori, ma anche aeroporti che ospitano principalmente traffico di aviazione commerciale con compagnie 'tradizionali'. Questo comporta la valutazione sulla necessità di elaborare una apposita regolamentazione che permetta la convivenza senza problemi per le due tipologie di traffico aereo.

Il prezzo industriale di benzina e gasolio per autotrazione in Italia resta costantemente al di sopra della media europea. Per questo l’Antitrust ha avviato un’indagine conoscitiva sul mercato dei carburanti con l’obiettivo di individuare gli elementi che possono renderlo più concorrenziale e verificare la congruità, adeguatezza e trasparenza dell'utilizzo della quotazione Platt's come riferimento nella determinazione dei prezzi.
Secondo l'Antitrust, in un mercato oggettivamente oligopolista come quello dei carburanti, recentemente sembrerebbero emergere fenomeni che potrebbero accrescere la concorrenza, come l'espansione della modalità di vendita self service a prezzi inferiori rispetto al servizio e l'abbandono da parte delle società petrolifere dei prezzi raccomandati unici per tutto il territorio nazionale a favore di politiche di prezzo articolate. Soprattutto, si sono sviluppate le pompe bianche in grado di influenzare gli equilibri tradizionalmente esistenti tra le società petrolifere, con prezzi di vendita particolarmente convenienti rispetto a quelli praticati sugli impianti di distribuzione tradizionali.
L'Autorità, in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza che ha costruito una prima banca dati, ha quindi deciso di fotografare numero e distribuzione geografica dei c.d. distributori indipendenti, analizzare le possibilità di una loro ulteriore diffusione e la presenza di eventuali ostacoli al loro sviluppo.
Per l'Antitrust, vista la funzione di stimolo concorrenziale svolta dalle pompe bianche, occorre individuare con precisione i meccanismi di pressione competitiva attivati nei confronti di quelle colorate e le pre-condizioni strutturali necessarie al loro sviluppo (ad esempio prossimità di raffinerie o depositi costieri).

Un evento teso a promuovere lo sviluppo e l’introduzione, nell'abitare e nel vivere quotidiano, di comportamenti “sostenibili”: è quanto promette Ecocentrica, la biennale nazionale della sostenibilità in programma a Speziaexpò, centro fieristico della Spezia,dal 31 marzo al 3 aprile prossimi. L'iniziativa, unica in Italia come contenuti, offerta e obiettivi, nasce da un partenariato tra le province della Spezia e di Venezia. Le maggiori imprese italiane della green economy (fonti rinnovabili, bioedilizia, tecnologie verdi, gestione e riciclo dei rifiuti, eco-arte ed eco-design) s'incontreranno a Speziaexpò per promuovere il proprio business e sviluppare, nell'abitare e nel vivere quotidiano, comportamenti sostenibili. La rassegna si propone di creare un confronto diretto tra industria, distribuzione e consumo.

Le imprese di Ferrara sono sempre più impegnate in responsabilità sociale d’impresa. Sono infatti 13 mila, circa una su tre, le imprese che praticano la responsabilità sociale in provincia di Ferrara. Oltre un milione di euro all’anno è la cifra che complessivamente spendono (in media, circa 1.000 euro ad azienda vanno in buone pratiche).
Un terzo delle aziende sono mosse dalla motivazione etica dell’imprenditore (40%), che viene messa in pratica con l’attività di tutti i giorni (44%), in particolare con attività sportive e culturali (rispettivamente 10,% e 6%). Nello specifico, per quanto riguarda l’ambiente, il 75% degli imprenditori presta attenzione ai rifiuti mentre la salute e la sicurezza dei lavoratori sono la priorità nel campo dei diritti dei dipendenti per il 65% delle imprese. E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Ferrara, che presto attiverà in collaborazione con Unioncamere e con le associazioni di categoria un nuovo sportello di informazione alle imprese sulla responsabilità sociale.
Ha detto Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera: “Anche a Ferrara le imprese hanno dimostrato, pur senza esserne sempre consapevoli, di avere sì un occhio al portafogli, ma anche un “cuore” ed una “cultura sociale” degna di nota. Ed è interessante notare come ciò che spinge l’impresa a diventare socialmente responsabile sia proprio la cultura e, per la maggior parte dei casi, l’ideale etico dell’imprenditore più che il ritorno economico o di immagine. Dobbiamo, dunque, intervenire tutti perché sia riconosciuto, sia in termini di prestigio che di vantaggi all’accesso di opportunità economiche, l’impegno di quegli imprenditori che operano in maniera così lungimirante ed attenta all’interno della struttura sociale”.

Il Parlamento europeo ha approvato una serie di emendamenti alla legislazione comunitaria per proteggere i consumatori che acquistano su internet e aumentare così la fiducia nel commercio transfrontaliero. Il testo tornerà ora in commissione parlamentare per lasciare la porta aperta a un accordo in prima lettura col Consiglio.
Secondo quanto informa il Parlamento europeo, "gli emendamenti approvati mirano ad aggiornare le regole esistenti in materia di commercio transfrontaliero per tenere conto della crescita delle vendite su internet e, se approvati in via definitiva, coprirebbero in pratica tutti i tipi di vendite: in negozio, per telefono, per ordine postale e online. Il voto di giovedì conferisce inoltre al Parlamento un forte mandato per negoziare con i governi nazionali un testo comune in vista di un possibile accordo in seconda lettura. Per tale ragione, i deputati hanno deciso di posticipare il voto finale e rinviare il testo, cosi emendato, in commissione".
Le nuove regole sono volte a rafforzare i diritti dei consumatori su temi quali accesso all'informazione, garanzie di spedizione del bene acquistato, recesso e acquisto di prodotti digitali tramite download, oltre a garantire una diminuzione del carico amministrativo per le piccole e media imprese.
C'è intanto il diritto di scelta informata: "I deputati vogliono che un consumatore che fa un acquisto online o tramite catalogo sappia con chiarezza cosa sta per comprare e il costo finale della transazione, oltre a identità e indirizzo del venditore. I nuovi diritti all'informazione dovrebbero anche eliminare la pratica dei "costi nascosti", spesso aggiunti alla somma finale tramite un sistema di selezione predeterminata di opzioni. In questo modo, si dovrebbe assicurare al consumatore una completa informazione sul prezzo finale prima che la vendita sia conclusa".
Sul versante della spedizione, secondo le regole del Parlamento "ogni spedizione di un acquisto effettuato a distanza deve avvenire entro 30 giorni, limite dopo il quale il consumatore può cancellare l'ordine. Il commerciante è responsabile di qualsiasi danno o perdita avvenuti durante la spedizione".
Le nuove regole prevedono inoltre un diritto di recesso per le vendite a distanza, valido fino a 14 giorni dopo l'acquisto, grazie al quale il consumatore può restituire il bene, per qualsiasi motivo, e ottenere il rimborso entro i successivi 14 giorni. Nel caso di un prodotto che costi più di 40 euro, il commerciante ha anche il dovere di pagare la spedizione, in caso di restituzione. Il diritto di recesso non si applicherebbe invece ai prodotti digitali, quali musica, film o software, poiché la vendita si considererebbe conclusa al momento dell'inizio del download.

Le operazioni fatte alle Dogane mettono in evidenza che, mentre nell'Unione europea il fenomeno della contraffazione e gli interventi sui pezzi contraffatti individuati sono in diminuzione, in Italia si verifica invece un fenomeno inverso: "il nostro Paese subisce il fenomeno in proporzione particolarmente accentuata". È quanto ha detto il presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà in audizione presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, alla Camera dei Deputati.
Catricalà è partito da recenti dati della Commissione europea per valutare le dimensioni del fenomeno relativo a merci extra-Ue: "I beni interessati non sono solo quelli di lusso (vestiario, accessori, scarpe, orologi, occhiali). Il fenomeno dell'uso illecito di marchi altrui si estende a cibi e alcolici; articoli per la cura del corpo, telefoni mobili, articoli tecnici, CD, DVD, giocattoli, prodotti dal tabacco, medicine e articoli medici. Dalla Cina proviene il 64% della merce contraffatta di tutti i generi - afferma il presidente Antitrust - Il numero degli interventi di accertamento delle contraffazioni operati dalle dogane e dei pezzi contraffatti individuati nel complesso dell'area UE è diminuito tra il 2008 ed il 2009. Con riferimento al nostro Paese il dato è invece inverso: dai circa 3000 accertamenti di casi di contraffazione del 2008 siamo passati a più di 5000 del 2009; dai 9 milioni di articoli contraffatti del 2008 siamo passati ai circa 13 milioni del 2009. Il dato segnala con evidenza che il nostro Paese subisce il fenomeno in proporzione particolarmente accentuata".

A tavola con le specialità lombarde nel mondo: è pari a 3 miliardi l’export, che segna un aumento del 7,2%. Aumentano infatti nel 2010 le esportazioni lombarde di alimenti e bevande, +7,2% in un anno, superando i 3 miliardi di euro. Principali destinazioni sono Francia (15,5%), Germania (13,6%) e Stati Uniti (8,8%).
Fra i beni più esportati, ci sono quelli lattiero-caseari (20,9%), gli alimentari generici (18,6%), le bevande (15%) e i prodotti da forno (12,4%). La Lombardia nel 2010 ha rappresentato il 19% delle esportazioni italiane alimentari verso il mondo e quasi un quarto di tutto l’interscambio (23,9%). È quanto rende noto la Camera di Commercio di Milano.

Con oltre 383 mila imprese nel 2010 (13 mila in più del 2009), 54,4 miliardi di euro di valore aggiunto e 752 mila dipendenti (pari al 6,5% di tutti gli occupati dell’industria e dei servizi), il sistema turistico italiano rappresenta un asset strategico. Sul quale la crisi di questi anni e l’accentuarsi di una serie di mutamenti nel comportamento di quanti scelgono l’Italia come meta delle proprie vacanze hanno inciso in maniera considerevole. E’ quanto ha evidenziato Unioncamere, nel corso dell’audizione alla 10° Commissione Industria, commercio e turismo del Senato sullo schema di decreto legislativo recante il Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo.
La domanda internazionale nei primi 11 mesi del 2010 è tornata a crescere. Ma se il settore sta recuperando su questo fronte, registra una notevole debolezza nel suo prodotto di punta – quello balneare – maggiormente legato alla domanda interna. A questa dinamica, evidenzia l’Osservatorio Unioncamere-Isnart, le imprese ricettive hanno reagito abbassando del 10,3% i prezzi rispetto al 2008. Un vantaggio per gli stranieri che desideravano venire in Italia, ma insufficiente a tenere in pareggio i bilanci delle imprese che nei soli mesi estivi devono realizzare il fatturato dell’anno. Cosa che ha determinato un calo del 2,1% dei risultati globali del sistema turistico nazionale.