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Il progetto di legge "Libera la benzina!" arriva in Senato domani. Da una nota del Coordinamento Nazionale Unitario dei Gestori di Faib e Fegica si apprende che il Senato ha messo all'ordine del giorno della seduta di domani, 14 giugno, l'avvio dell'esame del progetto di legge sostenuto da Cisl e Confesercenti, Adiconsum, Adoc, Adusbef e Federconsumatori e da alcuni marchi della GDO, come ANCD Conad.
Soddisfazione per la "calendarizzazione" del provvedimento è stata espressa dai Presidenti di Faib Confesercenti, Martino Landi e di Fegica Cisl, Roberto Di Vincenzo, che sottolineano, soprattutto nell'attuale contingenza, l'importanza del carattere bipartisan dell'iniziativa e l'attenzione posta dal Parlamento al contenimento dei costi energetici. L'iter prenderà avvio in sede referente dalla X Commissione Industria.
La scorsa settimana era stata raggiunta quota 500 mila firme di cittadini e consumatori, a sostegno del progetto di legge che si pone l'obiettivo di completare l'apertura del mercato dei carburanti attraverso la definizione di un mercato all'ingrosso trasparente, l'allargamento al settore carburanti delle competenze del Gestore del Mercato Elettrico e dell'Acquirente Unico per garantire forniture ai prezzi più competitivi.
Si propone anche la separazione della rete distributiva dal controllo diretto dei petrolieri, la rimozione della obbligatorietà del vincolo di fornitura in esclusiva di cui godono le compagnie petrolifere che attualmente impedisce ai 23.000 gestori di impianti di rifornirsi sul libero mercato, l'obbligo di pubblicizzazione esclusivamente del prezzo dei carburanti effettivamente praticato per impedire l'attuale proliferazione dei cartelli ingannevoli di sconti di ogni tipo.

Oltre il 70% degli immigrati ha un conto corrente. E quasi sette imprenditori su 100 sono immigrati. Prosegue e si consolida il processo di bancarizzazione dei nuovi cittadini, anche se con diverse velocità. In particolare, aumenta il numero di immigrati che possiede un conto corrente: nel 2010, considerando anche i dati BancoPosta, il livello di bancarizzazione è pari a oltre il 70% dei migranti adulti residenti in Italia. Quindi "fra il 2007 e il 2009, nonostante la crisi economica, il processo di integrazione economico-finanziaria è proseguito a ritmi significativi, con velocità diversa a seconda della nazionalità di provenienza e del territorio di residenza": è quanto rileva la terza ricerca sull'evoluzione del processo di bancarizzazione dei cittadini stranieri in Italia, realizzata dall'Associazione bancaria italiana insieme al CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) e in via di pubblicazione. Al Sud il processo di bancarizzazione è meno rapido ma proprio nel Mezzogiorno c'è la maggiore incidenza dei prestiti per l'acquisto della casa, visto che uno su tre è un mutuo.
Aumentano gli imprenditori immigrati: al 31 dicembre 2010 i migranti titolari o soci d'impresa in Italia sono 336.583, con un aumento del 4,9% rispetto al 2007. Se nel 2006 il 5% degli imprenditori era composto da immigrati, nel 2010 si passa al 6,5%. In quattro anni le imprese con titolari migranti sono aumentate del 68%, in media il 14% in più per anno. E sono soprattutto società nuove. Le donne rivestono un ruolo importante: sono oltre 50 mila le imprenditrici immigrate, con un aumento del 4,1% tra dicembre 2009 e giugno 2010. Rappresentano il 6% dell'imprenditoria femminile italiana e il 20% di quella immigrata complessiva.
Di questi temi si discuterà al convegno "Immigrati e inclusione finanziaria: fatti e prospettive in un contesto che cambia", a Roma il prossimo 14 giugno.

È "positivo" il bilancio del primo anno di attività dell'Arbitro Bancario Finanziario. "Il numero complessivo dei ricorsi presentati pone in luce come l'istituzione dell'ABF abbia corrisposto a un bisogno effettivo della clientela. Il trend crescente nel corso dell'anno testimonia l'apprezzamento del servizio da parte degli utenti". Al 31 dicembre 2010, sono 3.409 i ricorsi presentati e 1.788 le decisioni adottate. Nel 61% dei casi, l'esito delle procedure è stato in favore della clientela.
È quanto emerge dalla prima Relazione sull'attività svolta dall'ABF. La Relazione, predisposta dalla Banca d'Italia ai sensi delle "Disposizioni sui sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari", contiene l'illustrazione delle caratteristiche dell'ABF e dei rapporti tra questo e la Banca d'Italia. Il documento riepiloga inoltre i dati quantitativi relativi ai ricorsi presentati e alle decisioni assunte con l'indicazione dei relativi esiti, dando risalto all'assenza di inadempimenti da parte degli intermediari, e copre il periodo dalla costituzione dell'ABF nel 2009 a tutto il 2010.
Visti per tipologia di intermediario, i ricorsi hanno interessato per l'80,2% le banche. Si tratta soprattutto (75,8% dei casi) di ricorsi presentati da consumatori e persone fisiche piuttosto che da imprese, anche perché il limite delle controversie sottoponibili è di 100 mila euro. A livello territoriale, la quota di ricorsi presentati dai consumatori domiciliati nel Sud è molto inferiore rispetto alle altre aree del Paese.
I ricorsi più frequenti riguardano conti correnti (21,6%) e mutui (16%), rileva la Banca d'Italia, ma sono significativi anche i ricorsi in materia di strumenti e servizi di pagamento (21,2%) e di segnalazione alla Centrale di allarme interbancaria e ai Sistemi di informazione creditizia (8,8%).
Nel 61% dei casi le procedure si sono risolte con un esito favorevole ai clienti. In particolare, il 34% dei casi si è concluso con decisioni di accoglimento, in tutto o in parte, delle ragioni del cliente che ha presentato ricorso. Il 27% è composto da casi di "cessazione della materia del contendere", ovvero di ricorsi non giunti a decisione nel merito perché, spiega la Relazione, "nel frattempo, cliente e intermediario hanno concordato una soluzione della questione sottoposta che ha comportato il soddisfacimento delle richieste del cliente".

Si allungano ancora i tempi di vendita delle case, anche nelle metropoli e nell'hinterland delle grandi città. Da un'analisi realizzata dall'Ufficio Studi Tecnocasa sull'andamento dei tempi medi di vendita degli immobili tra gennaio e maggio 2011 è emerso che nelle grandi città, per vendere casa, ci vogliono 173 giorni contro i 168 giorni registrati a gennaio 2011. Nei capoluoghi di provincia servono 198 giorni e nei comuni dell'hinterland delle grandi città ben 214, contro i 206 di gennaio 2011. I tempi di vendita maggiori si registrano a Verona (239 giorni), Palermo (213) e Bari (186).

Ad aprile, per la prima volta da 12 mesi, l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala un aumento tendenziale dell'1,1%. Un recupero che viene interpretato con prudenza dalla stessa Confcommercio, per la quale i dati sono "in parte influenzati dalla diversa collocazione delle festività pasquali e dal venir meno dell'effetto statistico sugli acquisti di autovetture" e dunque vanno letti con cautela, anche perché le prospettive delle imprese non sembrano favorevoli.
Scrive Confcommercio che "se da un lato i timidi segnali di miglioramento sul versante dei consumi, che attendono conferma nei prossimi mesi, sembrano avvalorati dal recupero registrato a maggio dal clima di fiducia delle famiglie, dall'altro, le prospettive sul versante delle imprese, visto il deterioramento del sentiment degli operatori di tutti i settori produttivi, risultano meno favorevoli lasciando ipotizzare un'ulteriore perdita di slancio della ripresa nel secondo e terzo trimestre dell'anno".
La dinamica tendenziale dell'ICC di aprile riflette un ulteriore aumento della domanda relativa ai servizi (+2,5%) e un miglioramento, il primo da aprile 2010, della spesa per i beni (+0,6%). Dati positivi riguardano per esempio la domanda di beni e servizi ricreativi, con un aumento dell'1,4% trascinato ancora dalle spese per giochi, lotterie e scommesse. La domanda per beni e servizi per comunicazioni e l'ICT domestico ha registrato, rispetto allo scorso anno, un incremento del 6,5% consolidando la tendenza già emersa nei mesi più recenti.

L'Antitrust ha multato per 70 mila euro la Cofidis, società di credito al consumo. La pratica commerciale scorretta riguarda il finanziamento "Prestito Revolving Cofidis", una linea di credito a tempo indeterminato. La clientela che accede a tale linea di credito revolving può utilizzare la somma resa disponibile a tempo indeterminato in un'unica o più soluzioni ed è tenuta alla restituzione degli importi utilizzati e degli interessi maturati mediante il pagamento di una rata mensile il cui importo minimo è contrattualmente definito.
Il servizio, però, è stato pubblicizzato in modo ingannevole, come ha segnalato all'Antitrust Adiconsum. La campagna pubblicitaria in questione, iniziata il 14 ottobre 2010 e terminata il 18 novembre 2010, riportava un prospetto illustrativo dei piani di rimborso di alcuni prestiti con l'indicazione dei relativi importi e delle singole rate di rimborso, seguito dalle specifiche "il prestito revolving è un credito rotativo a durata indeterminata", "Prestito Revolving Cofidis, fino a 5.000 € lo chiedi al telefono e mentre lo restituisci si ricarica! (...) man mano che lo rimborsi, ripristini il tuo credito che puoi rendere nuovamente disponibile in qualunque momento!" e "TAN 18,50% TAEG MAX 21,80%" e dalle indicazioni "Fogli informativi disponibili sul sito internet (...) o chiamando il numero verde (...)".
Questi messaggi pubblicitari, limitandosi a riportare indicazioni relative ad alcuni esempi di finanziamenti e alle relative rate di rimborso, non hanno indicato chiaramente gli elementi essenziali da cui ricavare gli esatti costi dei finanziamenti.
Infatti, il TAEG, indicatore che consente al consumatore di valutare e calcolare l'esatto importo dell'operazione finanziaria, è unicamente indicato attraverso la specifica "TAEG MAX 21,80%" e l'espressione appare troppo generica e tale da non consentire al consumatore un effettivo e valido calcolo circa i costi complessivi dei finanziamenti di cui agli esempi.
L'assenza di puntuali indicazioni circa il TAEG non consente quindi al consumatore di effettuare un'adeguata valutazione della effettiva convenienza dell'offerta, perché lo priva della possibilità di avere contezza del costo complessivo dell'operazione, del costo, cioè, inclusivo degli interessi e degli oneri da sostenere per utilizzare il credito. Inoltre, tenuto conto della particolare asimmetria informativa che nel settore finanziario caratterizza il rapporto tra operatori economici e consumatori, la condotta di Cofidis deve ritenersi non conforme al livello di diligenza professionale esigibile; la pratica commerciale risulta quindi scorretta ai sensi degli articoli 20 e 22 del Codice del Consumo.

Sei associazioni di consumatori hanno realizzato un motore di ricerca online per facilitare la consultazione del sito dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas e aiutare i cittadini a navigare nei documenti presenti, selezionando quelli che interessano direttamente gli utenti.
Il progetto si chiama "Sapere è un vantaggio" ed è realizzato da Adusbef, Assoutenti, Confconsumatori, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Unione Nazionale Consumatori, autori di una guida online per la ricerca delle informazioni presenti nel sito internet dell'Autorità per l'energia.
"Questa guida - spiega una nota di lancio - è stata ideata per soddisfare l'esigenza degli utenti-consumatori che non dispongono o non possono agevolmente disporre delle nozioni adeguate per esplorare la complessa struttura del sito dell'Autorità per l'energia e le innumerevoli informazioni che esso contiene. Pertanto, il motore di ricerca è stato strutturato in modo da consentire l'individuazione dei documenti di interesse dell'utente, semplicemente inserendo nel campo di ricerca parole del linguaggio comune (es. bolletta) e non termini tecnici (es. fattura)".

Si chiama "Scegli con il cuore" la campagna di sensibilizzazione lanciata da Enel Cuore, onlus di Enel, per sensibilizzare gli italiani su tre diverse emergenze sociali: la povertà alimentare e la malnutrizione dei bambini italiani, il disagio psichico e la solitudine degli anziani. Lanciata nei giorni scorsi, l'iniziativa promuoverà fino al 15 luglio tre progetti nazionali sostenuti dalla onlus con un contributo complessivo di 600 mila euro.
La onlus ha inoltre deciso di stanziare altri 200 mila euro da distribuire fra i tre progetti attraverso una campagna via web e via sms che inviterà i cittadini a scegliere: i fondi saranno ripartiti in proporzione alle preferenze espresse. Le organizzazioni no-profit che presentano i tre progetti sono Save the Children Italia per il contrasto alla povertà alimentare e alla malnutrizione dei minori italiani, Progetto Itaca Onlus per la riabilitazione e l'inserimento sociale e lavorativo delle persone con disagio psichico e la Comunità di Sant'Egidio per all'assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti.
Spiega Enel Cuore: "Il contributo di 200 mila euro verrà assegnato attraverso un'operazione di 'click raising' in cui si chiede agli utenti di votare per il progetto e l'associazione a cui tengono di più con una semplice operazione: un click sul sito www.enelcuore.org/scegliconilcuore o un sms al numero 36644.00.182 indicando il codice dell'iniziativa: BAMBINI (per Save the Children Italia) FAMIGLIA (per Progetto Itaca Onlus) ANZIANI (per Comunità di Sant'Egidio). Il contribuito verrà assegnato a ciascuna associazione proporzionalmente al numero delle preferenze ricevute".

Consumers' Forum ha presentato istanza di riconoscimento di ente di formazione accreditato per svolgere corsi di formazione per mediatori, secondo quanto previsto dal DM 180/2010 sulla mediazione. La legge prevede infatti che i mediatori possano specializzarsi in controversie di consumo.
Spiega Liliana Ciccarelli, Segretario Generale di Consumers' Forum: "L'intento di Consumers' Forum è quello di garantire un'alta qualità per i mediatori che intendessero specializzarsi per questa tipologia di controversie. E' per questo motivo che abbiamo ricercato uno staff di docenti di assoluto rilievo. Il know how specifico di Consumers' Forum dedicato alla formazione in tema di risoluzione alternativa delle controversie è ulteriormente arricchito dalla possibilità di essere accreditati come ente di formazione presso il Ministero della Giustizia. Aspettiamo - conclude Ciccarelli - i tempi tecnici che il Ministero prevede per l'esame della domanda e stimiamo di poter realizzare il primo corso per settembre".

In Italia il volontariato d'impresa coinvolge ogni anno almeno seimila professionisti che vi dedicano oltre 10 mila giornate lavorative, impegnandosi in cultura, ambiente, responsabilità sociale d'impresa, solidarietà. È sullo sfondo di questo fenomeno che la Fondazione Sodalitas - insieme a Ciessevi, Cergas Bocconi e a un gruppo di 15 imprese aderenti alla Fondazione - ha avviato il Laboratorio sul Volontariato d'impresa.
Il Laboratorio è stato presentato ufficialmente in occasione di "Dal Dire Al Fare", il Salone della Responsabilità Sociale d'Impresa che è svolto a Milano il 25 e il 26 maggio. Il suo obiettivo è mettere a punto uno strumento di misurazione dell'impatto che le attività di volontariato d'impresa hanno sulla comunità e nell'azienda, per "incoraggiare sempre più imprese a impegnarsi in questa direzione, mantenere elevato il coinvolgimento dei dipendenti che partecipano alle iniziative di volontariato e far emergere le motivazioni che rendono il volontariato d'impresa uno strumento vincente per il miglioramento del clima interno e dei rapporti con la comunità". I risultati del Laboratorio sono attesi per la fine dell'anno.
Al Laboratorio prendono parte al momento 15 imprese aderenti a Fondazione Sodalitas (ABB, Accenture, Banca Popolare di Milano, Edison, Gruppo Filo Diretto, Holcim Italia, IBM, KPMG, Kraft Foods, L'Oreal, Sandvik, Solvay, Terna, UBS, Vodafone Italia). Edison ad esempio si è impegnata con i propri dipendenti ad Haiti: "Nel 2010, dopo aver chiesto il parere dei dipendenti, risultato più che positivo, la direzione del personale ha deciso di permettere a tutti loro di recarsi ad Haiti per offrire sostengo alla popolazione terremotata - ha spiegato Francesca Magliulo, Responsabile CSR di Edison - Progetti simili incentivano lo spirito di appartenenza all'azienda e possono anche diventare un buon strumento per coinvolgere direttamente i dipendenti nelle iniziative di volontariato".

Buone notizie per i consumatori sul fronte delle garanzie post vendita dei loro acquisti. L'Antitrust ha concluso le sette istruttoria avviate lo scorso novembre nei confronti di alcune catene commerciali per possibili pratiche commerciali scorrette. L'Autorità ha reso vincolanti gli impegni presentati da 7 delle catene commerciali in questione; si tratta di imprese che operano con le insegne Expert, Carrefour, Auchan, Panorama, IPER La Grande I, Eldo Italia, Di Salvo e Della Martira per un totale di circa 460 punti vendita.
Questi impegni avranno i seguenti effetti: il venditore deve garantire in tempi certi e ragionevoli la sostituzione o la riparazione di un prodotto difettoso; la garanzia legale nei confronti del venditore avrà durata di 24 mesi dall'acquisto e verrà fatta valere entro 2 mesi dal manifestarsi del difetto; informazione chiara sulla differenza tra garanzia legale e servizi di assistenza aggiuntivi o accessori e sui diritti dei consumatori in materia; modalità semplici per l'esercizio del diritto di recesso per gli acquisti effettuati via internet. Vengono così applicati in maniera più capillare i principi già affermati nei precedenti procedimenti relativi al pieno riconoscimento, da parte dei rivenditori, del diritto alla garanzia legale di conformità ed all'assistenza post vendita che il Codice del Consumo riserva ai consumatori. Complessivamente i punti vendita interessati all'attività dell'Antitrust, con le 12 istruttorie concluse, sono quasi 1.200.
Ma l'attività dell'Antitrust a tutela del consumatore non si arresta. Nelle scorse settimane, infatti, l'Autorità ha avviato una procedura nei confronti della Apple: secondo i primi accertamenti compiuti dagli uffici la società, insieme alla catena di vendita Comet, proporrebbe un contratto di assistenza a pagamento senza chiarire al consumatore che il contratto si sovrappone temporalmente al secondo anno della garanzia legale che non comporta costi per il consumatore.

Oggi è stata consegnata la prima lettera a "zero emissioni", recapitata con un mezzo elettrico. E' successo a Pisa, dove oggi e domani si tiene la seconda edizione del Forum Green City Energy, evento internazionale sulle nuove energie per lo sviluppo della Smart City. L'iniziativa nasce da un protocollo d'intesa firma da Poste Italiane, Enel e Comune di Pisa che vede la città teatro della prima sperimentazione relativa all'utilizzo di veicoli elettrici per lo svolgimento del servizio di recapito della corrispondenza nel centro storico cittadino.
Dallo scorso aprile sono già operativi 9 veicoli "green" di Poste Italiane (3 van e 6 quadricicli tutti ad alimentazione elettrica) che effettuano il "pieno di energia" presso 9 punti di ricarica (Home station) installati da Enel presso il locale centro postale di distribuzione in via Cannizzaro. Oggi un corteo di veicoli elettrici è partito da piazza dei Miracoli con in testa le due tipologie di veicoli Zero Emission Van della flotta di Poste. Nel corso della sfilata il corteo ha sostato in una delle stazioni pubbliche di ricarica per veicoli elettrici, installate da Enel nelle strade della città in collaborazione con il Comune di Pisa, dove sono state mostrate le operazioni di ricarica.

“La mediazione delle controversie civili e commerciali”: un tema di stretta attualità, quello che sarà affrontato venerdì 27 maggio a Roma presso la Facoltà di Economia Federico Caffè dell’Università Roma Tre. La mattinata sarà dedicata alla presentazione di una serie di interventi alla presenza, fra gli altri, di Augusta Iannini, Capo ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, di esperti e docenti universitari.
Seguirà nel pomeriggio una tavola rotonda cui parteciperanno Liliana Rossi Carleo, Arbitro Bancario Finanziario e Università Roma Tre, Pierfrancesco Bartolomucci, Università degli studi di Napoli Parthenope, Mario Finzi, Camera di conciliazione Consob, Andrea Bandini, mediatore e avvocato, e Liliana Ciccarelli di Consumers’ Forum.

Gli italiani mangiano meno, leggono meno e comprano meno giocattoli. I dati Istatrelativi alle vendite al dettaglio di marzo 2011 registrano una diminuzione del 2% rispetto a marzo del 2010. In flessione le vendite anche rispetto al mese di febbraio 2011, con una contrazione dello 0,2%. I dati sono più impietosi se visti nel confronto annuale: rispetto al 2010, infatti, le vendite di prodotti alimentari diminuiscono, in termini tendenziali, del 2,6% e quelle di prodotti non alimentari dell'1,6%.
Per quanto riguarda il valore delle vendite di prodotti non alimentari, a marzo 2011 le variazioni negative di maggiore entità riguardano Cartoleria, libri, giornali e riviste e Giochi, giocattoli, sport e campeggio (-2,4%), Abbigliamento e pellicceria e Mobili, articoli tessili, arredamento (-2,3%). Da segnalare anche il calo del 2% di Dotazioni per l'informatica, telecomunicazioni, telefonia, dell'1,9% per Calzature, articoli in cuoio e da viaggio e dell'1,8% per i prodotti farmaceutici.