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Si rafforza sempre più il rapporto di collaborazione e fiducia tra Wind e le Associazioni dei Consumatori. L'azienda ha, infatti, lanciato la terza edizione di OPENWIND, l'iniziativa realizzata nell'ottica della trasparenza verso il consumatore. Dopo le due precedenti edizioni, la prima dedicata ai punti vendita e ai call center e la seconda dedicata alle funzioni aziendali Marketing, Vendite e Customer Management, la naturale evoluzione del progetto porta, in questa edizione, alla presentazione del Technology Department che cura la realizzazione delle infrastrutture e la gestione della rete di Wind.
Quest'anno OPENWIND, accogliendo i suggerimenti emersi negli incontri degli scorsi anni, punta ad essere anche un momento di confronto nella gestione del rapporto quotidiano tra azienda e Associazioni dei Consumatori, che si esplica principalmente attraverso lo strumento della Conciliazione Paritetica.
Il progetto 2011 si sviluppa su un arco temporale di circa sei mesi, prevede alcuni incontri distribuiti sul territorio, per consentire la massima partecipazione da parte dei rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori, e una giornata conclusiva in cui si confronteranno i vertici di Wind e i Presidenti/Segretari delle Associazioni insieme ai loro rispettivi responsabili del settore delle telecomunicazioni.

Il commercio equo e solidale regge alla crisi. Secondo il Rapporto Nazionale 2011, presentano da AGICES in occasione della 23esima Assemblea Generale del Commercio Equo e Solidale riunita a Saronno sabato 7 e domenica 8 maggio, il commercio equo e solidale, nel 2010, ha superato il 2009: con 79 milioni di euro di fatturato, una forza lavoro donna per il 63% e 4.700 volontari, le 92 organizzazioni socie di AGICES presidiano 16 Regioni italiane e investono in "buona occupazione", educazione e relazione con i produttori del Sud del mondo.
Il 91% del totale delle vendite (72 milioni di euro) arriva dai prodotti fair trade; tra i lavoratori si conferma la prevalenza delle donne: rispetto al 2008, la percentuale di donne (63%) è infatti aumentata del 2% arrivando a essere quasi il doppio rispetto a quella dei lavoratori. I dati confermano anche la volontà delle Organizzazioni di investire in occupazione stabile: la percentuale di contratti a tempo indeterminato rimane la più alta (40%).
Il Commercio Equo mostra con forza la sua doppia anima: oltre a costruire relazioni commerciali eque e paritarie con i produttori del Sud del mondo, investe gran parte delle proprie risorse in attività di informazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, scuole e istituzioni.

L'Agcom ha approvato il nuovo percorso di riduzione delle tariffe di terminazione mobile, ovvero il costo che un operatore di telecomunicazioni paga per instradare una comunicazione telefonica presso una rete mobile, per permettere ai propri abbonati di chiamare un numero cellulare. Dal Consiglio dell'Autorità è infatti arrivato ieri il via libera alla proposta di delibera relativa al mercato della terminazione mobile che verrà sottoposta a consultazione pubblica nazionale nonché al parere della Commissione europea e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato.
L'Autorità ha confermato "sia la definizione del mercato rilevante - ossia il servizio di terminazione voce su rete mobile - sia la valutazione circa l'assetto competitivo, che continua ad essere caratterizzato dalla presenza di quattro operatori infrastrutturati (Telecom Italia, Vodafone, Wind ed H3G) con notevole forza di mercato e, perciò, sottoposti a regolamentazione ex ante". Vengono confermati gli obblighi di accesso e uso delle risorse di rete, trasparenza, non discriminazione, controllo dei prezzi e contabilità dei costi.
L'Autorità ha inoltre individuato il nuovo percorso di riduzione tariffaria che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2012 e riguarderà il periodo 2012-2015.
Informa una nota: "Per i tre principali operatori le tariffe proposte sono: 4,1 centesimi (di euro al minuto) per il 2012, 2,6 centesimi per il 2013, 1,6 centesimi per il 2014 ed infine 0,98 centesimi per il 2015. Per H3G, ultimo operatore entrato sul mercato in ragione della tuttora permanente asimmetria nella dotazione di frequenze, l'Autorità considera che per il prossimo biennio sia ancora giustificata una moderata asimmetria tariffaria, rispetto ai concorrenti. Dal 2014, è previsto invece il raggiungimento della piena simmetria tariffaria tra tutti e quattro gli operatori. In tal senso, le tariffe proposte per H3G sono: 5,1 centesimi per il 2012, 3,4 centesimi per il 2013, 1,6 centesimi per il 2014 e 0,98 centesimi per il 2015".

Il Consiglio Nazionale del Notariato e 12 Associazioni di Consumatori hanno presentato oggi la settima Guida per il cittadino, dedicata al delicato tema delle successioni e dell'eredità.
È stata presentata oggi, presso il Consiglio Nazionale del Notariato, la Guida frutto della collaborazione fra Notariato e 12 Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori): si tratta di "Successioni tutelate. Le regole per un sicuro trasferimento dei beni", che affronta un tema "difficile" con un linguaggio semplice e trasparente.Come si legge nella Guida, "è fondamentale per chiunque intenda devolvere i propri beni, disporre consapevolmente del proprio patrimonio secondo le regole previste dalla legge. Ad esempio è prevista dal nostro ordinamento la legittima, una quota di eredità che spetta di diritto ai parenti più stretti e della quale bisogna tener conto nel redigere il proprio testamento. È d'altro canto importante - prosegue la Guida - per chi è 'chiamato all'eredità' conoscerne la consistenza in termini di diritti e di oneri". È solo l'esordio in "pillole" di una guida articolata che comprende un'ampia sezione su successione testamentaria, "legittima", accettazione o acquisto dell'eredità, diritti dei legittimatari, seguita da una serie di domande e questioni frequenti, da un approfondimento sulle imposte di successione e da appendici che riguardano le imposte di successione, la terminologia della parentela, i riferimenti legislativi. Un dato interessante: nel 2009 in Italia sono state presentate all'Agenzia delle Entrate 377.894 dichiarazioni di successione (elaborazione dati Agenzia delle Entrate); di queste il 15,78% per testamento pari a 59.648 e l'84,22% per legge, pari a 318.246.

La mediazione obbligatoria, entrata in vigore il 21 marzo scorso, comporta l'uso dei dati personali delle parti che si avvalgono della conciliazione e degli altri eventuali protagonisti coinvolti nel procedimento, anche di tipo sensibile (ad es. richieste di risarcimento del danno da responsabilità medica o diffamazione) e giudiziario (ad es. dati relativi a sentenze di condanna penale in base alle quali si può chiedere il risarcimento).
Per questo è stato necessario l'intervento del Garante Privacy che ieri, con un provvedimento e due autorizzazioni "ad hoc", ha semplificato procedure e adempimenti degli organismi di mediazione civile pubblici e privati che trattano dati sensibili e giudiziari mantenendo comunque elevato il livello di garanzia per i diritti e le libertà fondamentali delle parti coinvolte.
Per essere in regola con la normativa i soggetti pubblici che intendono costituire un organismo di mediazione dovranno quindi rispettare la normativa sulla privacy e aggiungere al proprio regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari un documento predisposto dall'Autorità in cui sono individuati i tipi di dati (stato di salute, vita sessuale, convinzioni politiche, condanne ecc.) e le operazioni eseguibili (raccolta presso l'interessato o presso terzi, elaborazione in forma cartacea o automatizzata ecc.). Il regolamento, integrato dal documento, non dovrà essere sottoposto nuovamente al parere del Garante. Le due autorizzazioni, valide fino al 30 giugno 2012, fissano i principi e le misure per il corretto trattamento dei dati. La prima dà il via libera agli organismi privati di mediazione a trattare i dati di natura sensibile delle parti coinvolte nella controversia oggetto di conciliazione. La seconda riguarda i dati giudiziari e autorizza gli organismi di mediazione pubblici e privati, il Ministero della giustizia e gli enti di formazione per la mediazione a trattare tali tipi di dati per la verifica dei requisiti di onorabilità di mediatori, soci, associati, rappresentanti degli organismi e degli enti privati.

Migliorare la rappresentazione della figura femminile trasmessa dalla tv e dai mezzi di comunicazione nel nostro Paese: nasce con questo obiettivo il piano di riforme dell'Appello Donne e Media lanciato in Rete a novembre 2009 da Gabriella Cims, promotrice dell'Appello e Responsabile Osservatorio Direttiva Ue Servizi Audiovisivi. Dalla protesta si è passati alla proposte e sono stati adottati dalla Rai 12 nuovi impegni che corrispondono a diritti per le donne da far valere in modo che la televisione avvii un nuovo corso nella rappresentazione del mondo femminile.
Il primo obiettivo che si è promosso l'Appello è stato la riforma del contratto di servizio Rai e, informano i promotori, "è oggi una realtà: 12 nuovi impegni per la Rai che sono anche 12 nuovi diritti per le donne e gli uomini da far valere per chiedere alla tivù pubblica un nuovo corso nella rappresentazione delle donne, più rispettosa della dignità umana, culturale e professionale e slegata dagli stereotipi riduttivi della realtà femminile. Se abbiamo avuto successo in questo primo obiettivo, è anche grazie alla "massa critica" che abbiamo attivato attorno alle soluzioni concrete messe in campo".
L'appello promosso nel 2009 sottolineava un fenomeno: "Si potrebbe evitare di condire ogni contesto di trasmissione televisiva con un pezzo di carne di donna. Perché è di questo che si tratta quando accanto al conduttore di turno, che in genere incarna l'autorevolezza, si espone una forma corporea femminile della cui testa - senza metterne in dubbio l'esistenza - il più delle volte nulla è dato sapere".
Nel contratto di servizio Rai, approvato il 3 febbraio in CdA Rai, viene evidenziato nell'articolo due che "la concessionaria è tenuta a realizzare un'offerta complessiva di qualità, rispettosa dell'identità, dei valori e degli ideali diffusi nel Paese, della sensibilità dei telespettatori e della tutela dei minori, rispettosa della figura femminile e della dignità umana, culturale e professionale della donna". E ci si impegna a "valorizzare la rappresentazione reale e non stereotipata della molteplicità di ruoli del mondo femminile" anche con seminari interni, "promuovere e valorizzare un nuovo corso nell'impiego della figura femminile".
Nel punto sette è scritto inoltre che "la Rai opera un monitoraggio, con produzione di idonea reportistica annuale, che consenta di verificare il rispetto circa le pari opportunità nonché la corretta rappresentazione della dignità della persona nella programmazione complessiva, con particolare riferimento alla distorta rappresentazione della figura femminile e di promuovere un'immagine reale e non stereotipata".
I prossimi passi saranno la realizzazione di un tavolo di confronto per l'adozione di un codice Donne e Media condiviso e l'Istituzione di un Comitato che ne monitori l'applicazione e promuova iniziative idonee.

Nell’ambito del ciclo di seminari “Il consumo consapevole in prospettiva dell’Expo” si svolgerà domani a Milano (Palazzo Turati a partire dalle 9.30) l’incontro “Produzione e consumo sostenibile”, organizzato dalla Camera di Commercio di Milano.
In apertura di lavori, interverranno Lucia Moreschi, Consigliere CCIAA di Milano, ed Eliana Romano, Responsabile Servizio Territorio e Ambiente CCIAA di Milano. Durante il seminario si parlerà di “Sostenibilità nella produzione e nei consumi: la responsabilità sociale delle imprese”, de “l’agroalimentare verso la certificazione ambientale”, del “Green packaging” e verranno illustrate una serie di esperienze di buone pratiche, come la sporta per la spesa e i distributori di detersivi alla spina.

Quasi 5 milioni di famiglie in Italia hanno cambiato venditore a quattro anni dalla liberalizzazione del mercato elettrico. "In Italia il mercato è vivace", e dal 1° luglio 2007 al 28 febbraio 2011, il 16,5% dei clienti domestici, pari a circa 4,8 milioni di clienti, ha lasciato il servizio di maggior tutela e scelto il mercato libero; tale dato è pari al 15,3% (circa 4,4 milioni) tenendo conto di quanti sono rientrati nel servizio tutelato nello stesso periodo. Per i clienti non domestici, i cambi di fornitore sono rispettivamente il 22,4% e il 18%. Circa il 4% dei clienti domestici passati al mercato libero ha scelto una società di vendita diversa da quella collegata all'esercente la maggior tutela.
È quanto sottolineato dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas in una segnalazione inviata a Parlamento e Governo sulla maggior tutela, il servizio servizio rivolto a famiglie e piccoli consumatori non serviti nel mercato libero. Secondo l'Autorità, sono inoltre possibili nuovi interventi per rafforzare la concorrenza del settore.
Nella sua segnalazione, l'Autorità afferma che "lo scenario italiano appare ancora più incoraggiante alla luce delle esperienze francese, spagnola e tedesca. In Francia, i clienti domestici passati sul mercato libero sono circa il 5% del totale; il restante 95% è servito da EDF o da altre imprese locali di distribuzione, a tariffe determinate dai Ministeri per l'economia e per l'energia. In Spagna, - prosegue l'Aeeg - circa l'87% dei clienti finali è servito da fornitori di ultima istanza, indicati dal governo stesso (oggi coincidono con le società di vendita dei 5 principali distributori). Questi soggetti riforniscono tutti coloro che non scelgono il mercato libero a tariffe determinate dal Governo. In Germania, circa il 45% dei clienti domestici sono serviti dal fornitore di ultima istanza; circa 41% risulta servito dal fornitore storico a condizioni di libero mercato mentre il restante 14% ha scelto un fornitore diverso quello 'storico'".
L'Autorità sottolinea inoltre che, secondo uno studio dell'Associazione europea dei Regolatori dell'energia (ERGEG) su 30 paesi europei (27 Paesi Ue più Islanda, Norvegia e Croazia), emerge che misure a tutela degli utenti attraverso prezzi regolamentati per la fornitura di energia elettrica ai clienti civili esistono in 19 dei 30 Paesi monitorati.

La continuità del servizio elettrico di Enel in Italia è in costante miglioramento. Anche per il 2010, infatti, i risultati sono superiori alle attese e ai target previsti dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. La durata media delle interruzioni annue è scesa dai 48 minuti del 2009 a 45 minuti, a fronte di un obiettivo di 54 minuti fissato dall'Autorità. Il numero medio di interruzioni annue per cliente è di 4,13, minore rispetto all'obiettivo Authority di 4,65 interruzioni (considerando tutte le interruzioni di durata superiore a 1 secondo).
Questi miglioramenti sono frutti di investimenti che Enel ha effettuato sulla rete, raggiungendo l'eccellenza a livello europeo. "Il risultato di Enel sulla qualità del servizio ci posiziona ancora una volta tra i benchmark europei del settore - afferma Livio Gallo, Direttore Divisione Infrastrutture e Reti di Enel - Oggi infatti riusciamo a raggiungere in alcune regioni del Nord Italia una durata media delle interruzioni inferiore ai migliori risultati del Nord Europa. Dietro a questi numeri c'è il lavoro di quasi 20.000 donne e uomini presenti su tutto il territorio nazionale che ogni giorno assicurano la continuità e la sicurezza della fornitura".
Al Sud nel 2010 la durata delle interruzioni è migliorata di oltre 10 minuti; alcune regioni del Centro hanno ampiamente superato i target previsti dall'Autorità (la Toscana, le Marche e l'Umbria, rispettivamente con una media di 35, di 38 e di 33 minuti di interruzione). Risultati in progresso anche al Nord - una media di 30 minuti di interruzione per cliente - con il Friuli a 20 minuti, la Lombardia a 28 e l'Emilia Romagna a 24 minuti, registrando un netto scarto rispetto ai target previsti dall'Autorità. Miglioramento anche per le isole con una diminuzione media della durata delle interruzioni di oltre 13 minuti.

L'impatto delle liberalizzazioni sulla capillarità del servizio farmaceutico e il caso delle farmacie rurali: questo il tema della conferenza stampa che si terrà mercoledì 4 maggio, alle ore 10, presso la Sala Conferenze dell'Associazione della Stampa Estera (Roma, via dell'Umiltà, 83/C). Le liberalizzazioni allo studio sulla vendita dei farmaci sono un tema su cui da tempo si sta dibattendo e che vede le categorie interessate dividersi tra "favorevoli" e "contrari". Al fine di comprendere i reali costi-benefici di un'eventuale deregolamentazione del settore, l'Unione Nazionale Consumatori ha commissionato un'analisi economica ad un autorevole pool di studiosi che fanno capo alla facoltà di Economia dell'Università di Roma Tre. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di verificare quale può essere l'impatto delle liberalizzazioni farmaceutiche sulle amministrazioni locali e, di conseguenza, sull'intera collettività.

La Responsabilità Sociale di Impresa fa bene al mercato. Questo il tema del convegno che si svolgerà il prossimo 26 maggio a Milano, presso il Salone Dal dire al fare – Salone della Responsabilità Sociale di Impresa, Università Bocconi. Regione Lombardia e Sistema Camerale lombardo promuoveranno infatti il convegno "La RSI fa bene al mercato" per stimolare il dibattito sull’evoluzione del concetto stesso di Responsabilità Sociale d'Impresa e per illustrare le future iniziative a sostegno della competizione sostenibile del sistema impresa.

Prezzi leggermente in ribasso e ripresa delle volontà di acquisto e investimento nel mattone sono le due tendenze che si confermano nel mercato immobiliare italiano nella seconda metà del 2010. L'analisi proviene dalle compravendite effettuate attraverso le agenzie affiliate al Gruppo Tecnocasa, che rilevano inoltre un leggero incremento nel segmento dell'investimento immobiliare.
A livello nazionale, rileva Tecnocasa, "l'acquisto della prima casa ha visto protagoniste principalmente famiglie e in parte giovani coppie aiutate dalle famiglie d'origine. Quasi sempre i potenziali acquirenti hanno già a disposizione una parte di capitale (ottenuto dalla vendita di un altro immobile oppure risparmiato nel tempo). Si confermano le difficoltà per coloro che devono ricorrere a interventi importanti di mutuo per finanziare l'acquisto dell'immobile e in generale per coloro che non hanno sufficiente capacità di indebitamento, soprattutto per problemi legati alla stabilità e alla certezza del posto di lavoro".
Per quanto riguarda i prezzi, le grandi città hanno registrato, nel secondo semestre del 2010, una contrazione delle quotazioni dello 0,6%; a seguire l'hinterland delle grandi città con -1% ed infine i capoluoghi di provincia che chiudono il semestre con -1,4%. Ancora una volta sono le grandi metropoli a confermarsi come le realtà più dinamiche: in aumento i valori immobiliari a Roma e a Milano, rispettivamente con più 0,6% e più 0,3%.
"L'analisi delle compravendite realizzate attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa evidenzia che il 72,3% degli acquirenti ha comprato l'abitazione principale (sia essa prima casa o casa di sostituzione), il 22,3% ha comprato per uso investimento e il 5,4% come casa vacanza. Il segmento dell'acquisto per uso investimento ha registrato un lieve aumento rispetto alla prima parte dell'anno (da 20,7% a 22,3%). Il 69,5% degli acquirenti ricade nella fascia di età compresa tra 18 e 44 anni e si rivolge all'acquisto della prima casa".
Nelle grandi città, gli acquirenti chiedono per il 35,9% i trilocali, per il 30% i bilocali. La disponibilità di spesa maggiore si concentra nella fascia compresa tra 170 e 249 mila euro per le grandi città e nella fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila euro per i capoluoghi di regione e i capoluoghi di provincia .

"La mediazione nelle controversie civili ed il ruolo dell'avvocato" è questo il titolo del convegno, organizzato per domani, 29 aprile 2011, dal Centro Studi Persona Diritto e Mercato, che si svolgerà presso la sala congressi dell'Istituto Alberghiero di Brindisi (inizio ore 15.30).
"Abbiamo voluto organizzare questo convegno, il terzo del Centro Studi Persona Diritto e Mercato a Brindisi, su un tema, quale quello della mediazione, di particolare interesse non solo per la categoria forense ma anche per tutti i cittadini, i quali dal 21 marzo 2011, in molte materie, prima di poter promuovere una azione giudiziaria dovranno esperire il tentativo obbligatorio di risoluzione alternativa delle controversie" .
E' quanto ha affermato l'avv. Emilio Graziuso, Direttore Scientifico Centro Studi Persona Diritto e Mercato, che aggiunge: "Nell'ambito del convegno saranno affrontate le problematiche principali che l'istituto presenta ed in particolare i rapporti dello stesso con il processo civile ed il ruolo dell'avvocato. Come ogni evento formativo organizzato dal Centro Studi abbiamo voluto dare un taglio teorico pratico all'iniziativa attraverso la partecipazione di relatori, provenienti dalle Università di Bari e di Roma Tre che hanno approfondito la materia sotto molteplici aspetti e pubblicando i risultati delle proprie ricerche sulle più prestigiose riviste giuridiche italiane".

“Coerentemente con l’impegno che da sempre rivolge al tema della trasparenza e dell’attenzione nei confronti dei consumatori, Agos Ducato aderisce ad EBITEC, l’ente nato dall’accordo bilaterale sottoscritto lo scorso novembre tra Unirec (Unione nazionale delle imprese di recupero, gestione e informazione del credito) e l'associazione dei consumatori Adiconsum”. È quanto annuncia Agos Ducato in una nota.
Spiega Mirco Perelli, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Agos Ducato: “Attraverso l’adesione a EBITEC desideriamo testimoniare la nostra volontà di coniugare le esigenze aziendali con quelle dei consumatori che, a causa di situazioni economiche contingenti, si trovano in difficoltà. Questo non può prescindere da un impegno nel garantire la necessaria trasparenza in merito al corretto svolgimento dei rapporti con i nostri clienti, attraverso tutti gli abituali canali di contatto”.
L’ente bilaterale ha l’obiettivo di “garantire una gestione del recupero crediti che tenga conto delle difficoltà che le famiglie italiane talvolta incontrano durante il periodo di rimborso delle rate del finanziamento di credito al consumo sottoscritto per l’acquisto di un bene”. Fra gli obiettivi dell’accordo c’è la realizzazione di un Fondo di solidarietà per le famiglie in particolari condizioni di indebitamento, la realizzazione di un Osservatorio bilaterale paritetico per monitorare il settore, morosità compresa, e la redazione di una carta dei diritti e doveri del consumatore, oltre a uno sportello di ascolto delle famiglie e un numero verde dedicato all'informazione e all'assistenza ai cittadini. Sarà istituita inoltre una Commissione per la conciliazione extragiudiziale paritetica per le famiglie, per fornire consulenza gratuita e rapida.