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Che cos'è la garanzia legale post-vendita? Quali sono i termini per farla valere? Quali sono i difetti che permettono di attivarla? E quali sono i rimedi per il consumatore? Da oggi, per fornire una risposta a questi ed altri interrogativi, è disponibile lo sportello di consulenza e assistenza ai consumatori presso la sede centrale di Roma dell'Unione Nazionale Consumatori (Via Duilio n. 13 - tel. 06.32695359, fax06.3234616, e-mail
L'iniziativa, che consente di mettere a disposizione degli acquirenti un valido aiuto nei rapporti con i venditori, rientra nel progetto "Guarda che ti riguarda!", finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato da cinque organizzazioni di consumatori: Movimento Difesa del Cittadino Unione Nazionale Consumatori, Assoutenti, Codacons, Confconsumatori.
Oltre alla tematica delle "garanzie post-vendita", il progetto approfondirà le pratiche commerciali scorrette, il telemarketing, i servizi turistici e il credito al consumo e servizi finanziari a distanza. Per saperne di più sulle varie tematiche, è possibile consultare il sito del progetto www.guardachetiriguarda.it.

Presso Unioncamere si è insediata la Commissione infrastrutture: l’organismo, informa una nota, “ha l’obiettivo di sensibilizzare le Camere di commercio sulla questione infrastrutturale, focalizzando l’attenzione su temi specifici, proponendo soluzioni innovative e redigendo linee strategiche da mettere in comune all’interno della rete camerale. Tra i progetti di sistema che potrebbero per primi essere affrontati dalla Commissione, quelli riguardanti la diffusione della banda larga e le reti per l’energia”.
Oltre al presidente di Unioncamere e a diversi presidenti di Camere di Commercio, la Commissione Infrastrutture sarà coadiuvata anche da alcuni esperti del settore: Giuseppe Cerroni, Direttore generale Comunicazione e Affari Istituzionali – Autogrill S.p.A; Stefano Conti, Direttore Affari Istituzionali – Terna; Gian Maria Gros-Pietro, Ordinario di Economia dell’Impresa – LUISS e Lanfranco Senn, Presidente – Metropolitana Milanese S.p.A., mentre è in corso di individuazione un esperto di telecomunicazioni che possa supportare la Commissione sui temi riguardanti la banda larga.

Telecom Italia e ATM (Azienda trasporti milanesi) insieme per una sperimentazione che permetterà agli utenti dei servizi pubblici milanesi di comprare l’abbonamento con il proprio telefono cellulare. Attraverso il telefono cellulare si potrà infatti acquistare l’abbonamento per i mezzi pubblici e per convalidarlo basterà avvicinare il cellulare, anche spento, ai tornelli presenti nella metropolitana e alle convalidatrici sui tram, autobus e filobus. La sperimentazione prenderà il via l’11 aprile prossimo a Milano ed è frutto della collaborazione fra ATM e Telecom per l’avvio del cosiddetto “mobile ticketing”.
Attraverso il cellulare si potranno acquistare tre tipologie di abbonamento (ordinario, studenti e senior) da utilizzare sui mezzi di superficie e in metro: attraverso una tecnologia radio a corto raggio chiamata NFC (Near Field Communication), integrata nel cellulare, il dispositivo sarà in grado di interagire con il sistema di bigliettazione elettronico-magnetica di ATM. Così per convalidare l’abbonamento basterà avvicinare il cellulare, anche spento, ai tornelli in metropolitana e alle convalidatrici. Il servizio si basa su un’applicazione software configurata da Telecom Italia sulla SIM Card del telefonino Samsung GT – S5230N Edge Quad Band fornito gratuitamente da ATM per la sperimentazione.
Ha commentato l’amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabè: “Con questa iniziativa Telecom Italia conferma il proprio ruolo di azienda leader nell’innovazione tecnologica e l’impegno nello sviluppo di servizi ICT di nuova generazione che vedono il telefonino diventare sempre più la porta di accesso ad una molteplicità di applicazioni evolute. Abbiamo introdotto per primi in Italia il sistema di mobile ticketing con tecnologia NFC e l’avvio di questa sperimentazione è un ulteriore passo in avanti nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini e nel processo di crescita del Paese”.

“La situazione patrimoniale di imprese e famiglie è nel complesso solida. La propensione dei risparmiatori verso strumenti finanziari ad alto rischio è bassa; l’indebitamento è contenuto, anche se concentrato in passività a tasso variabile, intrinsecamente più rischiose. Il problema dell’economia italiana, non è mai superfluo ricordarlo, è la difficoltà strutturale a crescere”: è quanto ha detto oggi il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi intervenendo all’Università del Sacro Cuore di Milano sul tema “L’euro: dal passato al futuro”.
“Il compito, difficile, della politica economica è cambiare questo stato di cose riducendo al tempo stesso l’incidenza del debito pubblico sul prodotto – ha detto Draghi – Ripristinare rapidamente un solido avanzo primario e non sottrarsi all’esigenza di mettere in campo interventi che sostengano strutturalmente la crescita, questa è la sfida”.
Per quanto riguarda le tasse, sostiene Draghi: “Aumentare le aliquote fiscali è fuori discussione: comprometterebbe l’obiettivo della crescita, sottoporrebbe i contribuenti onesti a una insopportabile vessazione; le aliquote andrebbero piuttosto diminuite, man mano che si recuperino evasione ed elusione. Non resta che il controllo della spesa, ma un controllo selettivo, orientato innanzitutto dalla distinzione fra ciò che favorisce la crescita e ciò che la ostacola. Scelte politiche sagge non possono che poggiare su una valutazione capillare degli effetti anche macroeconomici di ogni voce di spesa”.

Il decreto sulla mediaconciliazione obbligatoria entra oggi in vigore: le parti sono obbligate a cercare un accordo stragiudiziale per tutte le controversie commerciali e civili, a parte per le liti di condominio e per i risarcimenti danni da incidenti stradali per cui è previsto lo slittamento al 20 marzo 2012.
A partire da oggi dunque, ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, le "parti, anziché trovarsi davanti a un giudice per nove anni, possono con una stretta di mano chiudere la vertenza, grazie a un mediatore professionale, in 120 giorni". E se entro i quattro mesi prefissati la conciliazione non si trova, "i cittadini possono sempre far ricorso al loro giudice naturale".
La pubblicazione del regolamento attuativo a novembre scorso ha anche chiarito la posizione delle Associazioni dei consumatori. Le richieste delle Associazioni dei consumatori sono state infatti inserite nell'articolo 7 del Decreto attuativo che consente di utilizzare gli esiti delle conciliazioni paritetiche anche nel corso di un procedimento di mediazione. Il dubbio che avevano le AACC rispetto, soprattutto, alle controversie con le banche e con le assicurazioni era quello che il cittadino, nei rari casi in cui la conciliazione paritetica avesse avuto un esito negativo (che sono la minoranza dei casi), avrebbe dovuto rifare tutto daccapo per andare dinanzi ad un organismo di mediazione. Con l'articolo 7 si è ipotizzata una possibilità di raccordo tra le conciliazioni paritetiche e il procedimento di mediazione. Le Associazioni dei consumatori continueranno comunque a fare conciliazioni paritetiche e continuano a pensare che queste siano uno strumento molto efficace per la risoluzione extragiudiziale delle controversie.
Sono invece scontenti e protestano gli avvocati. Secondo l'Organismo unitario dell'avvocatura, "rendere obbligatoria la conciliazione è contro la Costituzione". Il punto più critico per gli avvocati riguarda la formazione dei mediatori: per mediare cause anche importanti è sufficiente una laurea, anche breve, e un corso di 50 ore. Gli avvocati denunciano anche il business dei corsi di formazione.

Energie rinnovabili e incentivi: oggi pomeriggio si svolgerà il tavolo tecnico con il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani. L’incontro vede la partecipazione del Consiglio nazionale consumatori e utenti (CNCU) che porterà le sue richieste di coinvolgimento dei consumatori, chiamati a esprimersi sui temi delle rinnovabili e degli incentivi - "Fino a quando saranno i consumatori a pagare, essi devono essere coinvolti nelle sedi decisionali, del Governo o dell'Autorità, dove si stabiliscono le fonti da incentivare, le quantità di energia che godono degli incentivi, la dimensione degli incentivi, le modalità di erogazione e le attività di controllo", si legge nell’intervento che verrà presentato - e a continuare questo ragionamento nella prossima riunione del CNCU, in calendario a fine mese.
Prosegue il documento: "La rilevanza strategica delle energie da fonti rinnovabili, il dibattito pubblico suscitato dal decreto legislativo del 3 marzo, le crisi e le tragedie in atto a livello mondiale connesse alla disponibilità e all'uso delle risorse energetiche, ci hanno suggerito che già per la riunione, programmata da tempo il prossimo 31 marzo del CNCU, le Organizzazioni dei Consumatori e degli Utenti assumano un impegno di attenzione permanente sul tema".
Fra le richieste che saranno portate oggi dal CNCU c'è anche quella aumentare l'obiettivo del raggiungimento del 17% di energia da rinnovabili al 2020. E infatti, si legge nel documento, "auspichiamo preliminarmente di poter disporre e valutare i dati che riguardano tutte le filiere del settore delle fonti rinnovabili in un contesto, anche internazionale, dove appare auspicabile aumentare l'attuale obiettivo del 17% per meglio far fronte alle criticità del mercato dei combustibili fossili e del nucleare".
Prosegue l'intervento: "Si richiede una programmazione concordata tra tutte le parti coinvolte, comprese le Organizzazioni dei Consumatori rappresentate dal CNCU, nel definire un piano coerente degli incentivi eliminando tutte le storture del mercato dell'energia (e non solo delle rinnovabili), fondando tutti gli interventi pubblici e privati su criteri condivisi di miglioramento dell'efficienza energetica, di trasparenza di tutte le filiere (e quindi di tutte le fasi dalla produzione al consumo), prevedendo puntuali ed efficaci controlli, cercando di prevenire al meglio i fenomeni fraudolenti".

“La correttezza della pubblicità tra Autodisciplina e controllo pubblico”: questo il tema sul quale si articolerà la tavola rotonda organizzata in occasione dell’apertura dell’anno IAP 2011 dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, che si svolgerà a Milano il 22 marzo presso la Fondazione Corriere della Sera.
Dopo la relazione introduttiva sull’attività dell’Istituto nel 2010, a cura del segretario generale IAP Vincenzo Guggino, e una relazione sul ruolo del Giurì fatta da Antonio Gambaro, Ordinario di Diritto civile, Presidente del Giurì, ci sarà la tavola rotonda. È prevista la partecipazione di Mario Barbuto, Presidente della Corte d’Appello di Torino; Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità; Antonio Catricalà, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato; Gustavo Ghidini, Ordinario di Diritto industriale, Presidente onorario Movimento Consumatori e Aldo Grasso,Ordinario di Storia della radio e della televisione e Critico televisivo del Corriere della Sera.

"L'evoluzione principale è che sono aumentati i protocolli delle conciliazioni nei confronti di altre aziende importanti e si sono un po' ridotte le conciliazioni, perché alcune questioni riguardanti le banche si stanno risolvendo mentre nel settore delle telecomunicazioni si sono ridotte le conciliazioni relative a questioni quali tariffazione aggiuntiva e piccoli abusi". È quanto afferma Sergio Veroli, presidente di Consumers’ Forum, segnalando una prima differenza fra il primo e il secondo rapporto sulle conciliazioni, presentato di recente da CF.
“Le telecomunicazioni sono il settore più antico, quello dove nascono le conciliazioni: c'è stato un picco che è conciso con le liberalizzazioni. È stato un momento difficile ma è stato superato: ora si va verso una situazione positiva di accordi con le aziende. Il settore delle banche ha avuto un momento delicato quando ci sono state le grandi crisi, Cirio, Parmalat, ma anche in questo caso le grandi crisi si stanno risolvendo, non ce ne sono altre e dunque c'è un calo. Poi c'è il settore energia – spiega Veroli - dove ultima è arrivata in ordine di tempo la liberalizzazione. Per ora le conciliazioni sono ancora poche, c'è bisogno di una maggiore informazione e di sviluppare conciliazioni più semplici per i cittadini e per i conciliatori”.
Importante è inoltre l’azione assunta nei confronti dell’Europa. Spiega Veroli: “Abbiamo risposto unitariamente come Consumers' Forum, aziende e associazioni, alla consultazione proposta dalla Commissione europea sull'ADR in preparazione della nuova direttiva. Abbiamo dato una risposta importante e unitaria in difesa della nostra esperienza di conciliazione paritetica e penso che sia un forte obiettivo raggiunto. Questo serve da una parte a difendere la conciliazione paritetica, dall'altra a far sapere che in Italia esiste un organismo come Consumers' Forum, unico in Europa, che vede lavorare insieme su molte questioni associazioni e aziende”.

Responsabilità sociale d’impresa: in Lombardia è un investimento da quattro miliardi di euro l’anno che vede concentrarsi i maggiori investimenti a Milano, Brescia e Bergamo. Sono circa 400 mila le imprese lombarde attive con iniziative di responsabilità sociale, quasi una su due. In media ogni attività impegnata spende annualmente circa 10 mila euro in buone pratiche, per una spesa complessiva stimata in quattro miliardi di euro all’anno. Prima per investimenti risulta la provincia di Milano, con circa un miliardo e quattrocento milioni, seguita da Brescia (mezzo miliardo di euro) e Bergamo (425 milioni). È quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese e dell’indagine “La responsabilità sociale delle piccole e medie imprese” nel 2010.
Un terzo delle aziende è mosso dalla motivazione etica dell’imprenditore (38,4%), che viene messa in pratica con l’attività di tutti i giorni (44,5%), in particolare con attività sportive e culturali (rispettivamente 27,5% e 19,7%). Nello specifico, per quanto riguarda l’ambiente, il 77,3% degli imprenditori presta attenzione ai rifiuti mentre la salute e la sicurezza dei lavoratori sono la priorità nel campo dei diritti dei dipendenti per il 69,4% delle aziende. Gli strumenti più utilizzati per misurare questo impegno sono il codice etico (8,3%) e le certificazioni (6,1%).

Quali e quanti “caramelli” sono presenti nelle bibite in commercio? La domanda dell’Unione Nazionale Consumatori scaturisce da una recente decisione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha rivisto e ridotto il consumo giornaliero accettabile per uno dei coloranti caramello, l'E150c. Al riguardo, il segretario nazionale UNC Massimiliano Dona ha annunciato di aver chiesto formalmente alle aziende produttrici di bevande chiarimenti sui controlli effettuati per verificare che nelle bibite commercializzate sul mercato non vi sia più di un caramello.
“Di recente - ricorda Dona- l’Efsa ha valutato la sicurezza dei quattro ‘caramelli’ utilizzati come coloranti nella produzione di bibite, definendo le dosi accettabili giornaliere di ognuno. Seppur la presenza contemporanea dei quattro ‘caramelli’ all’interno della stessa bevanda sembra essere probabile, nelle etichette dei vari prodotti commercializzati sul mercato si rinviene di norma la presenza di un solo caramello e talvolta non è neanche specificato di quale dei quattro ‘caramelli’ si tratti”.
“In questo modo – prosegue Dona- il consumatore riceve un’informazione incompleta e non è messo nelle condizioni di valutare se la sostanza è presente nella bibita entro i limiti stabiliti. Per questo abbiamo chiesto formalmente alle aziende del settore di fornire informazioni sulle attività di controllo che svolgono per verificare la presenza contemporanea di più ‘caramelli’ e di effettuare una stima della dose accettabile giornaliera di questo colorante fornita con il consumo di bibite”.

Secondo un sondaggio realizzato da 8 Associazioni dei Consumatori su un campione di 4000 consumatori, il 90% conosce i rischi derivanti dall'acquisto contraffatto ma questo non impedisce l’acquisto, sul quale gioca come richiamo il fattore del prezzo. Il 90% degli intervistati dichiara di conoscere il rischio di sanzioni amministrative derivanti dall'acquisto di prodotti contraffatti, tuttavia l'elemento "prezzo" gioca un ruolo fondamentale nella motivazione di acquisto, soprattutto in un contesto economico delicato come quello attuale. Il campione afferma di essere disposto a correre rischi sia pecuniari che di salute pur di ottenere un effettivo risparmio economico.
Il dato è emerso da un'indagine quali-quantativa realizzata su un campione di 4000 consumatori realizzata nell'ambito della Convenzione che vede collaborare la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione - UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico e le 8 associazioni dei consumatori (ACU - Associazione Consumatori Utenti; Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codici, Federconsumatori, Movimento Consumatori; Movimento Difesa del Cittadino).
Un prezzo accessibile ed allettante rappresenta il principale stimolo all'acquisto di prodotti falsi (82,3%), al quale si accompagna una significativa, quanto allarmante affermazione se si indaga ulteriormente circa la qualità del prodotto contraffatto: il campione dichiara infatti di non riscontrare difetti di qualità.
Altro elemento di rilievo è da individuare nel rispetto della legalità: il 72,9% degli intervistati "non si sente in colpa nei confronti del fisco, né nel contribuire ad alimentare gli interessi della criminalità organizzata, né per il danno economico arrecato al Paese".
Sorprendentemente, chi dichiara di aver acquistato merce contraffatta, esprime soddisfazione rispetto ai prodotti ed intende ripetere l'acquisto, proprio ad indicare una sorta di "normalizzazione" del comportamento. Un dato risulta apparentemente discordante: solo 586 intervistati su 4000 (14,65% del campione) ha dichiarato di acquistare prodotti contraffatti; tuttavia se si considera che il 90% del campione ha ammesso di essere consapevole di commettere un reato nell'acquisto di un falso, ne risulta una evidente reticenza ad affermare la propria parte attiva nel fenomeno. Nell'ambito di possibili interventi per arginare il fenomeno, da parte del campione, emerge l'esortazione a ideare e inserire nel mercato linee di prodotti originali/di marca a prezzi più accessibili (91,5%) oppure a una maggiore accessibilità economica verso i prodotti originali (87,3%), oltre alla comminazione di sanzioni per i venditori di prodotti contraffatti (79,6%), assolvendo tuttavia chi, come i consumatori (solo il 50%), in realtà contribuisce più o meno consapevolmente ad alimentare il fenomeno proprio attraverso l'acquisto.

Le celebrazioni partiranno il 16 marzo durante la Notte Tricolore con uno speciale alzabandiera: un tricolore monumentale, di 40 metri quadrati, verrà issato davanti a Roma Termini, la stazione principale della Capitale. Ci sarà poi uno speciale Frecciarossa Tricolore che arriverà in stazione durante l'alzabandiera e viaggerà tutto l'anno sull'Alta Velocità, testimonial FS dei 150 anni. La nuova stazione Roma Tiburtina sarà nominata stazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. In mostra in diverse città ci saranno testimonianze e documenti storici delle FS, filmati, locomotori e modelli di convogli d'epoca, e l'anteprima assoluta del nuovo Etr 1000, il treno ad Alta Velocità dei prossimi decenni. Queste le iniziative delle Ferrovie dello Stato per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
I festeggiamenti sono all'insegna di "prezzi mini" e offerte speciali che permetteranno di muoversi in treno con sconti fino al 60%. È quanto annuncia oggi l'azienda: "Così le Ferrovie dello Stato offrono il loro contributo alle celebrazioni dei 150 anni dell'Italia: con milioni di biglietti a prezzo ridotto per viaggiare tra le città e i luoghi dell'Unità, visitare mostre e prendere parte alle tante iniziative in calendario".
Potranno essere acquistati un milione e mezzo di biglietti al mese con sconti fino al 60% e prezzi dinamici, che varieranno in ragione del treno scelto e del momento di acquisto. Sarà quindi possibile, programmando per tempo il proprio viaggio, muoversi, anche sulle Frecce ad Alta Velocità, a partire da 9 euro tra Milano e Venezia, 19 tra Roma e Bari, 24 tra Bologna e Roma, 29 tra Milano e Bari, 49 tra Torino e Napoli come tra Roma e Milano. Inoltre, con l'offerta "Sabato Italiano", da aprile fino all'11 giugno, su tutti i treni nazionali, in prima e in seconda classe, si potrà viaggiare in due spendendo la metà.
Il Frecciarossa tricolore che entrerà in stazione durante la Notte Tricolore ospiterà, il 20 marzo, il Presidente della Repubblica, in viaggio da Torino a Milano, e continuerà a circolare tutto l'anno effettuando servizi di linea, come testimonial dell'Unità d'Italia.
Il 17 marzo, il giorno della festa nazionale, verrà celebrato in 150 stazioni con "l'onore alla bandiera": le note dell'inno nazionale risuoneranno, eseguite dalle bande cittadine, al cospetto di sindaci e autorità locali. Si passa poi a ottobre quando la nuova stazione dell'Alta Velocità di Roma Tiburtina sarà nominata stazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, con dedica a Camillo Benso conte di Cavour.

Più 136% per il fotovoltaico, più 20% per l'eolico, più 38% per le biomasse, con la sola eccezione del settore idrico che segna meno 6,6%. In ogni caso, aumenta la produzione di energia elettrica da rinnovabili, complici la presenza degli incentivi e l'aumento del prezzo del petrolio. I numeri sul boom delle rinnovabili vengono dal rapporto Updating ed e-gazette.it presentato nei giorni scorsi al convegno sulla Microgenerazione in Camera di Commercio di Milano.
Secondo i dati diffusi dal rapporto, il settore del fotovoltaico aumenta e arriva a un installato di 3.469 MW e una produzione di 1,6 TW/h (+136% rispetto al 2009). L'eolico segna +20%, con un installato di 5.797 MW e una produzione di 8,37 TW/h. Le biomasse invece registrano un incremento del 38%, con un installato di 3.040 MW capace di erogare 7,87 TW/h di energia. In controtendenza è il comparto dell'energia idroelettrica, che registra un calo del 6,6%, su cui ha inciso negativamente la scarsa piovosità di marzo e aprile dello scorso anno. Fra i fattori decisivi dell'aumento ci sono lo stanziamento di numerosi incentivi, l'arrivo in massa di investitori stranieri e la possibilità di usufruire di fondi esteri, l'abbassamento dei tassi e l'aumento costante del prezzo del petrolio, che sottolinea la necessità di ricorrere a nuove forme di energia alternativa.
E per quest'anno? Bisogna attendere gli effetti dello sviluppo del quadro legislativo nonché l'impatto sul mercato italiano della sovra-capacità cinese nel settore. "Il mercato del 2011 - afferma una nota della CCIAA Milano - dovrà focalizzarsi sulle biomasse per la produzione di biogas e calore diretto, dovrà sfruttare le potenzialità della Trigenerazione nel residenziale e puntare sull'idricità. I principali fattori limitanti sono il mancato ampliamento della rete, legato a difficoltà di pianificazione dell'espansione, la gestione di situazioni giudiziarie locali, e la concentrazione sulla produzione di energia elettrica".

"Il Centro servizi per i prodotti tipici e tradizionali è la casa ideale delle produzioni di qualità, luogo deputato alla presentazione professionale della gamma di eccellenze locali e sede di numerose attività di animazione incentrate sui diversi territori che, ciascuno con la propria specificità, caratterizzano la campagna intorno a Roma. Qui si possono visitare 'virtualmente' i territori delle Strade del vino e dell'olio che circondano la Capitale": è quanto si legge sul sito www.tipicietradizionali.com, che accompagna l'avvio del Centro Servizi per i Prodotti tipici e tradizionali (Cstt) realizzato dalla Camera di Commercio di Roma nella sede di piazza Sant'Ignazio.
Il progetto è realizzato dall'Azienda Romana Mercati, l'Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma per lo sviluppo e la promozione del sistema agroalimentare. La sede intende rappresentare "un luogo di incontro e di confronto per i produttori, gli operatori professionali e i consumatori".
La struttura ospiterà uno showroom dei prodotti di eccellenza e sarà anche un luogo di informazione e di confronto: "Qui il visitatore - afferma la CCIAA di Roma - avrà a disposizione una banca dati con la descrizione di oltre 400 prodotti, oltre a delle postazioni sensoriali dove sarà possibile approfondire, con chiavi di lettura diversificate - a seconda della propria cultura gastronomica - la conoscenza dei prodotti stessi. Inoltre, si potranno scaricare, gratuitamente, i dati del navigatore enogastronomico curato dall'Azienda Romana Mercati o crearsi una geoguida all'acquisto dei prodotti di eccellenza nella città di Roma. Si potrà, poi, partecipare a percorsi di educazione, all'assaggio e alla qualità o conoscere la mappatura sensoriale dei prodotti".