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Contro eventuali comportamenti scorretti, gli agenti di vendita di Enel Energia sono stati dotati di nuovi cartellini di riconoscimento, un “nuovo look” per facilitarne la riconoscibilità. È quanto rende noto l’azienda sottolineando che “tutti gli agenti di vendita devono rispettare un rigoroso codice di condotta commerciale oltre che munirsi sempre di tesserino di riconoscimento. Da oggi oltre a questo, tutti gli agenti che busseranno alle porte di casa, saranno muniti di materiale con logo ben visibile di Enel e anche “Energia in persona” che li identifica”.

La Camera di Commercio di Matera ha attivato un corso di formazione per “mediatore delle controversie civili e commerciali”. È riservato a 30 iscritti all’Ordine degli avvocati e procuratori l’avviso di selezione per l’ammissione al corso, che la Camera di Commercio ha attivato nell’ambito del “Progetto Conciliamo”, realizzato in collaborazione con gli ordini professionali per promuovere la conciliazione quale strumento fra i più efficaci per favorire la definizione delle liti in sede extragiudiziale. Le domande vanno presentate entro il 28 febbraio 2011. Possono partecipare professionisti iscritti all’Ordine degli avvocati e procuratori da almeno 12 anni e in possesso dei requisiti di onorabilità. Ai fini della selezione si terrà conto dell’ordine cronologico di arrivo delle domande di partecipazione, fino al raggiungimento dei posti disponibili. Il corso della durata di 54 ore si terrà dal 3 marzo al 21 marzo 2011, per un totale di sei giornate formative.

Il regolamento europeo sui diritti dei passeggeri di bus e pullman è completo. Il Parlamento Europeo ha appena approvato l'anello mancante: l'accordo, raggiunto in terza lettura, dopo due anni di negoziati, con gli Stati membri su un regolamento che dalla primavera del 2013 coprirà tutti i servizi regolari, sia nazionali sia transfrontalieri, per le distanze oltre i 250 km.
Per bus e pullman, le nuove regole prevedono una compensazione fino al 50% del prezzo d'acquisto, oltre al rimborso integrale del biglietto, nel caso più "grave", di annullamento del servizio da parte dell'operatore, senza che questi proponga un mezzo di trasporto o un percorso alternativo e dopo un ritardo di almeno 2 ore. Il passeggero che vuole invece rinunciare al viaggio, in seguito all'annullamento di una partenza o al ritardo di almeno 2 ore e in presenza di un itinerario alternativo proposto, avrà diritto al rimborso integrale del biglietto. Oltre i 90 minuti di ritardo sull'orario di partenza previsto, i passeggeri avranno diritto a un rinfresco.
In caso d'interruzione del viaggio, d'incidente o di un ritardo che implica il pernottamento, l'operatore del viaggio sarà tenuto a offrire fino a 2 notti in albergo entro il massimale di 80 euro. Tale regola non si applica nel caso di calamità naturali o condizioni meteorologiche avverse. Inoltre, l'operatore dovrà prevedere un rimborso, per un massimale di almeno 1200 euro, in caso di perdita o danneggiamento ai bagagli e sarà responsabile fino alla cifra di 220.000 euro (o di più se lo prevede la legislazione nazionale) in caso di morte o ferite riportate in seguito a un incidente.
Le piccole imprese hanno tempo di adattarsi alle nuove regole: il Parlamento ha concesso agli Stati membri la possibilità di esentare alcuni servizi regolari nazionali per un tempo di massimo 4 anni, rinnovabili una volta. In cambio, i deputati hanno ottenuto l'adozione di una lista di 12 diritti fondamentali che si applicheranno a tutti i servizi regolari indipendentemente dalla distanza percorsa. La lista include le informazioni che devono essere fornite prima e durante il viaggio, il rispetto delle necessità delle persone con handicap o con mobilità ridotta, la garanzia di non discriminazione nell'accesso ai mezzi di trasporto e il diritto all'indennità integrale nel caso di perdita di strumenti di mobilità quali le sedie a rotelle.

Uomo, 39 anni, con un lavoro a tempo indeterminato o da libero professionista. E' questo l'identikit di chi ha acceso un mutuo ipotecario in Italia nella seconda metà del 2010. Lo ha tracciato l'Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa che, attraverso i dati forniti dalle 330 agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas, presenti in buona parte delle province italiane, ha selezionato un campione di 6.200 mutui erogati in Italia nel secondo semestre 2010. Il campione, rappresentativo dell'universo famiglie, è nazionale e stratificato per macroaree (Nord Occidentale, Nord Orientale, Centrale, Meridionale, Insulare); nei casi di finanziamento intestato a due soggetti si è preso in considerazione soltanto il primo intestatario.
Per quanto riguarda il sesso del mutuatario tipo, nel 76% dei casi è maschio, quindi donna soltanto nel 24%. Questo dato è piuttosto uniforme per tutte le macroaree analizzate, con una prevalenza della componente maschile al Sud. Il 13% di chi ha acceso un mutuo nella seconda metà del 2010 è straniero: l'8,6% europeo e il 4,4% proviene da Asia, Africa e America (il restante 87% è di provenienza italiana). Gli stranieri che accendono un mutuo in Italia lo fanno soprattutto al Nord, con una punta del 29% nella macroarea Nord-Orientale; solo il 3% compra casa a Sud o nelle isole.

La Responsabilità Sociale d'Impresa e l'impegno di Regioni e Province Autonome: gli interventi principali che sono stati attuati riguardano salute e sicurezza sul lavoro, conciliazione famiglia-lavoro e pari opportunità. È quanto emerge dal Monitoraggio delle Politiche Regionali in materia di Responsabilità Sociale d'Impresa, pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche e risultato di un'indagine condotta nel dicembre 2010 dalla Fondazione per la Diffusione della Responsabilità Sociale d'Impresa su incarico del Ministero.
La funzione dello studio, essenzialmente conoscitiva, è volta a delineare il quadro delle iniziative poste in atto dalle Regioni e dalle Province Autonome italiane al fine di promuovere il tema della Corporate Social Responsibility (CSR).
Nel Monitoraggio è stato chiesto se la Regione o Provincia Autonoma avesse realizzato nel periodo 2005-2010 iniziative di stimolo o di sostegno alla CSR, con particolare riguardo a tre aree specifiche, quali salute e sicurezza sul lavoro, conciliazione famiglia-lavoro e pari opportunità: "Dai risultati - si legge nel documento - emerge che i temi sui quali è stato profuso maggiore impegno sono stati quelli della salute e sicurezza sul lavoro (78,3%) e della conciliazione famiglia-lavoro (69,6%) evidenziando l'estrema importanza che tali tematiche assumono nel nostro Paese. Più della metà degli Enti rispondenti ha dedicato specifiche iniziative al tema delle pari opportunità (52,2%)". Al Monitoraggio hanno risposto 15 fra Regioni e Province Autonome.

Sbarca in Sud America la certificazione dei ristoranti italiani, attraverso la consegna in Brasile delle prime trenta targhe del marchio di qualità “Ospitalità italiana-Ristoranti italiani nel mondo”. A San Paolo, nel corso di un evento organizzato dalla Camera di commercio Italo-Brasiliana in collaborazione con Unioncamere e Isnart, il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, e il presidente della Camera di commercio Italo-Brasiliana, Edoardo Pollastri, hanno infatti consegnato le prime 30 targhe del marchio Ospitalità Italiana.
Il progetto, lanciato da Unioncamere con la collaborazione dei ministeri degli Esteri, dello Sviluppo economico, delle Politiche agricole, dei Beni culturali e del Turismo, ha raccolto in soli 6 mesi, attraverso le Camere di commercio italiane all’estero, l’adesione di 1.129 ristoranti italiani di 45 paesi esteri. Ma solo dopo un’attenta valutazione da parte di un apposito comitato, composto da esperti tecnici rappresentanti le principali istituzioni ed organizzazioni coinvolte, viene rilasciata, come nel caso dei 30 ristoranti brasiliani, l’esclusiva certificazione “Ospitalità italiana. Ristoranti italiani nel mondo”. Per avere la certificazione gli esercenti devono dimostrare di rispettare un severo Decalogo e sottoporsi successivamente a periodici controlli diretti a verificare la sussistenza delle condizioni che hanno portato alla consegna del marchio.

Giustizia alternativa: sono state 93.400 le procedure avviate in Italia nel 2009 fra Corecom, negoziazione paritetica, mediazione amministrativa, arbitrati e riassegnazione nomi a dominio. Un dato importante, se si considera che i ritardi nella giustizia hanno un costo di 4 mila euro annui a impresa, 23 miliardi in Italia.
In primo piano c’è la conciliazione presso i Corecom (43.403 domande in materia di telecomunicazioni, il 46,4% del totale, in crescita del 12% per controversie relative soprattutto a telefonia fissa e servizi internet), seguita dalla negoziazione paritetica che nasce dai protocolli sottoscritti da imprese e associazioni di consumatori per la risoluzione di controversie in materia di consumo (30.213 domande, il 32,3%) e dalla mediazione amministrata da Camere di commercio o da altri organismi (18.958, il 20,3% del totale). L’arbitrato costituisce lo 0,9% di tutte le procedure (802 domande, +18%). Le materie del contendere sono state soprattutto telecomunicazioni, contratti bancari e finanziari per la mediazione, appalti e diritto societario per gli arbitrati.
Nelle Camere di Commercio, fra 2008 e 2009 sono aumentate del 21% le conciliazioni fra imprese, mentre sono diminuite del 14,5% quelle fra imprese e consumatori. Questi alcuni dei dati del Quarto rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia, realizzato da Camera di commercio di Milano, Unioncamere e Isdaci (Istituto per lo studio e la diffusione dell’arbitrato e del diritto commerciale internazionale), con il patrocinio di Camera dei Deputati, Ministero della Giustizia e Regione Lombardia, e presentato oggi in Camera di commercio di Milano.

Unioncamere, Camera di Commercio di Milano, Camera Arbitrale di Milano e ISDACI - con il Patrocinio della Camera dei Deputati e del Ministero della Giustizia - presentano il IV Rapporto annuale sulla diffusione della Giustizia Alternativa in Italia, in un convegno che si svolgerà il prossimo lunedì 14 febbraio presso la Sala Consiglio di Palazzo Turati, Via Meravigli 9/b, Milano, a partire dalle 9,00.
L’evento, anche quest’anno presieduto da Livia Pomodoro (Presidente Tribunale di Milano), verrà introdotto da Carlo Sangalli (Presidente Camera di Commercio di Milano); Roberto Formigoni (Presidente Regione Lombardia) e Costantino Capone (Vice Presidente Unioncamere).
Interverranno all’incontro Giovanni Deodato (Presidente ISDACI), Francesco Paolo Luiso (Coordinatore del Rapporto; Professore Ordinario di Diritto Processuale Civile, Università di Pisa), Augusta Iannini (Capo Ufficio Legislativo Ministero della Giustizia) e Guido Alpa (Presidente Consiglio Nazionale Forense).
Alla Tavola Rotonda, moderata da Luigi Ferrarella (Giornalista, Corriere della Sera), prenderanno parte Ilaria Pagni (Professore Ordinario di Diritto Processuale Civile, Università degli Studi di Firenze), Domenico de Stefano (Presidente Consiglio Notarile Lombardo), Paolo Giuggioli (Presidente Ordine Avvocati Milano), Felice Ruscetta (Consigliere Nazionale Delegato alle Funzioni Giudiziarie del Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili), Tiziana Pompei (Vice Segretario Generale Unioncamere), Stefano Azzali (Segretario Generale Camera Arbitrale Milano), Rosario Trefiletti (Presidente Federconsumatori).

Rete, telecomunicazioni, concorrenza. Secondo Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea e commissaria all'Agenda digitale, intervenuta ieri alla Conferenza sulle NGN (Next Generation Networks), “è importante che i prezzi restino accessibili e che gli operatori dominanti non impongano verticalmente limiti discriminatori".
Per massimizzare l'accesso dei cittadini europei alla banda larga è fondamentale lo sviluppo della fibra. Mentre il mercato europeo della banda larga si sta evolvendo sempre più verso l'alta velocità, la fibra e il cavo perdono terreno. L'attuale tasso di nuove connessioni è sceso a 25.000 al giorno e non è sufficiente a raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020. Nell’Agenda europea del digitale, uno degli obiettivi è creare un mercato unico del digitale, nel quale i cittadini possano usufruire di servizi commerciali e prodotti di intrattenimento culturale su base transnazionale. Altro requisito fondamentale dell'Agenda europea del digitale è la velocità delle connessioni a internet. L'obiettivo per il 2020 è di offrire l'accesso a internet a velocità pari o superiori a 30 Mbp a tutti i cittadini europei, connessioni a 100 Mbp ed oltre alla metà delle famiglie europee.
Kroes ieri ha sottolineato l'importanza degli investimenti e di una regolamentazione chiara. La Commissione Europea intensificherà i suoi sforzi per assicurare che la rete rimanga aperta alla concorrenza, affinché la competizione sui servizi produca benefici verso i consumatori.

Sono stati presentati a Roma i progetti vincitori del Bando Educazione dei Giovani 2010, promosso da Fondazione per il Sud e Enel Cuore Onlus. Sono 16 i progetti vincitori, considerati esemplari per il contrasto alla dispersione scolastica nel Mezzogiorno: le attività previste riguardano infatti azioni di educazione scolastica e interventi extrascolastici o ricreativi, in gran parte attraverso il coinvolgimento attivo delle famiglie e della comunità educativa.
I progetti finanziati sviluppano azioni di contrasto alla dispersione scolastica e di recupero alla scolarità con l’integrazione di diverse azioni, fra le quali il coinvolgimento delle famiglie nelle attività educative. Il contributo medio assegnato per ogni progetto è di circa 300 mila euro, per un totale di 4.765.000 euro erogati, di cui 400 mila euro assegnati da Enel Cuore. Le proposte selezionate interessano sia aree metropolitane sia territori provinciali, anche a livello interregionale: Napoli, Palermo, Catania, Reggio Calabria, Bari, province di Caserta e Crotone, Taranto.

C'è sempre una prima volta. E la prima volta riguarda l'incontro, che si è svolto nei giorni scorsi ad Atlanta (Georgia, Stati Uniti) fra i vertici della The Coca Cola e le associazioni di consumatori italiane.
Spiega Sergio Veroli, presidente di Consumers' Forum, presente all'iniziativa: "Importante è che sia stata la prima volta. Coca Cola prima non aveva rapporti con associazioni dei consumatori neanche negli Stati Uniti. Aveva rapporti con i consumatori, in quanto faceva campagne per capire quali erano i loro gusti e come venivano accolti i prodotti, ma non aveva un confronto con le associazioni dei consumatori. Questo è l'aspetto positivo dell'incontro: si è avuta la sensibilità di stabilire un rapporto e un confronto".
L'incontro è stato promosso da Centromarca, socio di Consumers' Forum. "Ci si confronta con grandi aziende e si sviluppano temi che riguardano i consumatori, che riguardano l'organizzazione del lavoro, la sicurezza, le strategie delle aziende. E il fatto che fosse la prima volta ha colto l'azienda un po' di sorpresa: forse non si aspettava che le associazioni avessero un atteggiamento così attento e professionale su tutti gli aspetti che riguardano sicurezza, sostenibilità, salute".
Veroli sottolinea il tema dell’educazione alimentare: “La Coca Cola si preoccupa che i propri prodotti siano buoni e gustosi, di fatto è una grandissima multinazionale che ogni giorno vende 1 miliardo 600 milioni di bottiglie. Noi abbiamo posto il tema che questi prodotti possano creare problemi dal punto di vista delle calorie e della salute: se fossero dati a pranzo e a cena c’è da considerare che l’equivalente delle calorie di un bicchiere di Coca Coca, 140 calorie, è quello di un bicchiere di vino. C’è anche un problema di educazione alimentare”.
E sul tema della pubblicità veicolata dalla Coca Cola, che si pone quasi come filosofia di vita, commenta Veroli: “Vedo un aspetto negativo e un positivo. Quello negativo – e glielo abbiamo detto – è che riteniamo sia discutibile voler inserire la Coca Cola nel programma dietetico alimentare di una famiglia, proprio per le calorie che contiene. Noi pensiamo alla Coca Cola come a un prodotto che si beve quando si è fuori, a una festa, ma se diventa un alimento quotidiano rischia di creare problemi. Su questo abbiamo espresso perplessità. Il discorso della felicità naturalmente è eccessivo, ma devo notare che la pubblicità della Coca Cola non è mai stata volgare. In un momento in cui la volgarità è dilagante e qualunque sia il prodotto c’è sempre una donna nuda o subalterna al prodotto, il fatto che la Coca Cola nella sua pubblicità evochi aspetti di giovani e famiglie può essere esagerato ma non mi sembra negativo”.
È in programma il 12 febbraio dalle 9.30, presso la "Scuola Dottorale Tullio Ascarelli" dell’Università degli Studi Roma Tre, la tavola rotonda “CSR: bilanci e prospettive”. L’iniziativa, cui presiederà Maria Claudia Lucchetti, presidente del Corso di Laurea Economia e Gestione Aziendale, sarà introdotta da Maria Francesca Renzi, presidente del Corso di Laurea in Economia e Management dell’Università Roma Tre. Interverranno Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori; Giovanna Zappa dell’ABI; Marina Migliorato dell’ENEL; Luca Ruini di Barilla; Liliana Ciccarelli di Consumers’ Forum. Concluderà un rappresentante dell’Autorità Antitrust.

Sono aperte le candidature per la quinta edizione del Premio Impresa Ambiente, il piú alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un'ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. Il premio si rivolge alle aziende che hanno fatto della politica verde una delle leve essenziali per essere competitive a livello nazionale ed europeo. Anche l’edizione di quest’anno si svolge in collaborazione con Ecopolis, la manifestazione internazionale dedicata all’ambiente urbano e alla sostenibilità che si svolgerà a Roma il prossimo marzo.
Il Premio si divide in quattro categorie: Miglior Gestione, Miglior Prodotto, Miglior Processo/Tecnologia, Miglior Cooperazione Internazionale. È inoltre previsto un "Premio Speciale Giovane Imprenditore", riservato a titolari o dirigenti d'impresa under 40 (già in gara per una delle quattro categorie), che si siano distinti per spiccate capacità imprenditoriali, innovazione ed attività di ricerca nell'ambito dello sviluppo ecosostenibile.
Possono partecipare al Premio Impresa Ambiente le imprese regolarmente iscritte alla Camera di Commercio di appartenenza. Per la sola categoria "Miglior cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile", possono concorrere anche le Amministrazioni pubbliche a qualsiasi livello territoriale, gli Enti non governativi, le istituzioni accademiche e di ricerca ma solo se in partnership con almeno un'azienda avente la propria sede in Italia. Le imprese possono presentare la propria candidatura entro il 28 febbraio 2011. Informazioni sul sito www.premioimpresambiente.it.

La responsabilità sociale d’impresa secondo Pirelli. È quanto racconta in un’intervista pubblicata su Borsa Italiana Filippo Bettini, direttore Sostenibilità e Governo dei Rischi di Pirelli, che spiega alla testa giornalistica: “Abbiamo grande attenzione per la responsabilità nella gestione delle società con cui collaboriamo. Tramite un revisore terzo specializzato controlliamo l’adesione dei nostri fornitori alle prescrizioni del diritto del lavoro dei paesi che ospitano i nostri impianti. Se si trovano irregolarità l’azienda in questione ha pochi mesi per predisporre un piano di recupero. Finora però non abbiamo trovato grandi casi critici. Questo perché imponiamo da subito un certo modo di lavorare con noi. Ci siamo imposti che almeno un quarto del fatturato relativo a fornitori di paesi occidentali rientri nel panel di controllo dei nostri sistemi di audit. Oltretutto i panel variano nel tempo per rendere più affidabili i campioni di volta in volta. Abbiamo anche deciso di controllare almeno un altro quarto del nostro fatturato risalendo ai fornitori di materie prime gomma naturale nei cosiddetti "Countries of concern", ossia i paesi con maggiore rischio ambientale o sociale”.