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Domani, 1° luglio, scatta il nuovo taglio delle tariffe di roaming: il tetto massimo per le telefonate effettuate da un altro Stato membro passa da 0,49 a 0,35 centesimi al minuto (Iva esclusa), mentre per quelle ricevute scende da 0,15 a 0,11. Questi nuovi tetti resteranno in vigore fino al 30 giugno 2012. E da domani il limite massimo delle tariffe all'ingrosso per la trasmissione dati in roaming (tariffe applicate dagli operatori fra loro) scenderà da 80 centesimi a 50 centesimi per megabyte.
Inoltre, i consumatori e gli uomini d'affari in viaggio continueranno ad essere protetti contro il rischio di bollette "shock" per aver telecaricato dati in reti di telefonia mobile, visto che le bollette mensili relative al telecaricamento di dati sono limitate a 50 euro a meno che il cliente accetti esplicitamente altre condizioni.
Certo da quanto la Commissione europea ha stabilito i tettii costi del roaming sono scesi, ma resta il problema dell'assenza di concorrenza nei servizi di roaming ed i tetti fissati per le tariffe, anziché essere considerati come limiti massimi, sono usati dagli operatori della telefonia come tariffe vere e proprie.
E' quindi necessario un nuovo intervento normativo che permetta di raggiungere durevolmente l'obiettivo definito Agenda digitale per l'Europa di azzerare - o quasi - entro il 2015, la differenza tra le tariffe di roaming e quelle nazionali. Questo obiettivo sarà raggiunto se la concorrenza sui mercati di telefonia mobile offrirà ai consumatori la possibilità di scegliere rapidamente e facilmente i servizi di roaming a prezzi identici o simili a quelli dei corrispondenti servizi nazionali offerti in concorrenza. La Commissione Europea annuncia che la settimana prossima presenterà una proposta in grado di offrire una soluzione a lungo termine ai problemi strutturali dei mercati dei servizi di roaming vocale, di testo e di dati.
"Questi nuovi massimali tariffari - ha dichiarato Neelie Kroes, vice-presidente della Commissione europea responsabile per l'Agenda digitale - ridurranno temporaneamente i prezzi al dettaglio per le chiamate vocali effettuate e ricevute mentre ci si trova in un altro Stato membro dell'UE, nel corso del prossimo anno. Occorre tuttavia affrontare i problemi legati al roaming alla radice, mediante una strategia strutturale di lunga durata. A tal fine la Commissione si accinge a presentare nuove proposte globali atte ad offrire soluzioni a lungo termine al problema fondamentale, ossia la mancanza di competitività sui mercati del roaming."

Pietro Giordano è il nuovo segretario generale Adiconsum. "Rinnovamento nella continuità" è la linea programmatica scelta dal neosegretario e presentata al Consiglio generale e all'Assemblea dei quadri Adiconsum, alla presenza del Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Pietro Giordano succede a Paolo Landi, alla guida di Adiconsum dal 1987.
Ha detto Giordano: “Adiconsum è sempre radicata nel presente e nel passato e in questi anni il lavoro dell'organizzazione è stato portato avanti da decine di lavoratori. La mia linea sarà in continuità con tutto questo, ma sono convinto che siamo ad una svolta nel movimento consumerista italiano: accanto alla tradizionale tutela individuale che si è fatta presso gli sportelli delle Associazioni, oggi è indispensabile andare verso la tutela collettiva. Questo vuol dire che al di là dei vari regolamenti di conciliazione raggiunti con questa o con quella azienda bisogna realizzare una vera e propria negoziazione che tuteli collettivamente i consumatori. Sono anche convinto – ha aggiunto il nuovo segretario generale - che il futuro del movimento consumerista sia la bilateralità. Bilateralità che significa non pensare più ai fondi pubblici, che sono stati quelli che hanno permesso finora la sopravvivenza delle AACC, ma cominciare a pensare a veri e propri enti bilaterali. Devono essere questi enti, sulla scorta della negoziazione che si realizza, a finanziare questo tipo di attività. Soprattutto in un momento di crisi come questo, in cui i fondi pubblici vanno a diminuire, è necessario sviluppare nuovi strumenti di finanziamento e di proselitismo".

"Conciliazione. Mediazione. Azione collettiva. Quale futuro?" sono i temi che saranno dibattuti domani nel corso di una tavola rotonda organizzata da Adiconsum in occasione dell'Assemblea dei quadri dell'associazione. L'evento ha il patrocinio di Roma Capitale e si svolgerà presso l' Hotel Villa Pamphili (via della Nocetta 105) a partire dalle 9.00.
Interverranno Paolo Landi, già segretario generale Adiconsum, Federico Flaviano, Direttore Direzione Tutela Consumatori di AGCOM, Antonio Catricalà, Presidente Antitrust, Alberto Biancardi, Commissario Autorità Energia elettrica e gas, Maria Cristina Russo, Capo Unità DG Sanco UE, Augusta Iannini Responsabile Ufficio legislativo, Ministero di Grazia e Giustizia, Alessandro Palmigiano Segr. gen. Camera Arbitrale CCIAA Palermo e Paolo Mezzio - Segretario Confederale Cisl. Le conclusioni saranno affidate a Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum.

Lunedì 27 giugno prende il via, alle ore 10, il VI Congresso Nazionale dell'Adoc, dal titolo "Consumatore Terra Straniera". I temi principali in discussione saranno: federalismo, alimentazione, risparmio, teledemocrazia e immigrazione. Sono previsti inoltre focus sulla situazione dei prodotti alimentari e del nucleare in Giappone e sulla sicurezza dei prodotti. Il Congresso ospiterà interventi di esponenti del mondo del consumerismo nazionale e internazionale, delle imprese, delle istituzioni e dei lavoratori secondo un percorso tematico, animato e stimolato nel corso del confronto dai dirigenti dell'Adoc.
Parteciperanno al dibattito, tra gli altri, il Presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà, il Consigliere economico dell'Ambasciata del Giappone Chihiro Tobe, che interverrà sulla sicurezza alimentare dei prodotti nipponici a seguito degli eventi di Fukushima e sul tema dell'energia nucleare, l'Assessore alla mobilità del Comune di Roma Antonello Aurigemma, il Segretario Generale della Uil Luigi Angeletti, il Responsabile del Pd per i consumatori Antonio Lirosi e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia e al servizio civile Sen. Carlo Giovanardi.

Nell'epoca della conoscenza, dei social network, dell'esposizione globale di sé, della trasparenza che diventa pretesa di conoscere e controllare tutto e tutti, si va verso il mondo del "controllo globale". Gli smartphone e le loro applicazioni rischiano di lasciare le nostre tracce una dietro l'altra, come se ognuno di noi fosse un "Pollicino elettronico". La libertà di stampa si scontra con la "pornografia del dolore". Il web è anche uno spazio politico di lotta per la democrazia e la libertà. E sul versante più spiccatamente consumerista, la nuova normativa sul telemarketing semplicemente non funziona.
Sono alcuni dei punti nodali toccati dalla Relazione dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti, presentata oggi a Montecitorio.
Il diritto alla riservatezza in un'epoca di esposizione globale è una delle questioni aperte sottolineate da Pizzetti: "La pretesa, e in alcuni casi la convinzione, dell'esistenza di un generale diritto a conoscere si estende verso forme di potenziale controllo di tutti su tutti". Il Garante fa riferimento all'esposizione individuale e collettiva che si attua attraverso i social network e i blog per dire: "Viviamo nel mondo della autoesposizione e della trasparenza globale che sta diventando, senza che ce ne accorgiamo, quello del controllo globale".
Il problema della protezione dei dati va oltre internet. C'è il cloud computing e per Pizzetti si rischia di "smarrirsi nella nuvola". "Le tecnologie cloud consentono di trattare e conservare i dati su sistemi di server dislocati nelle diverse parti del pianeta e sottoposti, nella loro inevitabile materialità, a molti rischi, da quelli sismici a quelli legati a fenomeni di pirateria, non solo 'informatica', e ad atti di terrorismo o a rivoluzioni imprevedibili". Poi ci sono i rischi degli smartphone e delle loro applicazioni, che "derivano essenzialmente dal fatto che i nostro telefonini - spiega Pizzetti - sono costantemente localizzati, e che il gran numero di dati e informazioni in essi contenuti, dalle rubriche telefoniche all'agenda, dalle foto alle annotazioni, possono essere conosciuti, trattati, conservati, utilizzati da soggetti dei quali non abbiamo consapevolezza né controllo". Il Garante richiama alla memoria una famosa, antica favola: "Con gli smartphone ognuno di noi è, quasi sempre inconsapevolmente, un Pollicino che ha in tasca il suo sacchetto di sassolini bianchi che escono uno ad uno per segnarne gli spostamenti". Risultato: bisogna "informare sui rischi" delle tecnologie, come accade per i farmaci.
Ma la Rete ha anche immense potenzialità e rischia di scontrarsi con la volontà di controllarla per paventati motivi di sicurezza. "È su questo terreno - ha detto Pizzetti - che si colloca il pericolo di un controllo oppressivo e repressivo, che può limitare la libertà dei cittadini e vanificare la grande risorsa positiva della rete come comunicazione globale". La memoria va alle recenti rivolte politiche nel Mediterraneo. "La rete - afferma Pizzetti - è oggi anche lo spazio politico in cui si combatte la lotta tra democrazia e repressione".
Non manca un richiamo forte nei confronti di alcuni eccessi mediatici, di "forme di accanimento informativo" registrate in televisione e sul web, quelli della cronaca nera e delle tragedie, che porta alcuni studiosi a parlare di "pornografia del dolore". Spostandosi su un terreno più consumerista, il Garante non manca di criticare il sistema del registro delle opposizioniche contro il telemarketing dimostra grandi limiti.
"Oggi chiunque può ricevere chiamate a fini di marketing, e la sola difesa possibile è quella di iscriversi ad un apposito registro delle opposizioni, sul cui funzionamento anche il Garante è chiamato a vigilare". Ma, spiega Pizzetti, "l'esperienza dei primi quattro mesi sta manifestando limiti e difetti maggiori di quanto previsto. Da febbraio abbiamo già ricevuto circa mille segnalazioni e proteste, più del doppio del 2010, e più del novanta per cento riguarda proprio la violazione del registro delle opposizioni". Continua infatti a essere disturbato anche chi si è iscritto al registro.
Contando anche i primi sei mesi di quest'anno, le sanzioni amministrative riscosse dal Garante ammontano a più di quattro milioni di euro.

"Entro il 2015 i treni AV delle Ferrovie dello Stato Italiane percorreranno la tratta AV Roma - Milano in due ore e venti minuti a fronte delle attuali tre ore". E a fine anno "verrà presentata la rivisitazione degli interni della flotta Alta Velocità, curata da Giugiaro, con quattro livelli di servizio al posto delle due attuali classi". È quanto annunciato dall'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti alla presentazione odierna del nuovo Piano industriale 2011-2015 di FS.
Intanto le FS diventano "italiane". Cambiano infatti logo e denominazione e si presentano come "Ferrovie dello Stato italiane": in questo modo "tracciano un significativo cambiamento - si legge in una nota - nel segno dell'italianità e della forte identità nazionale in un mercato ormai sempre più europeo e internazionale".
Sul versante dell'Alta Velocità, FS ha annunciato che il risparmio di tempo sulla tratta Roma-Milano avverrà in due passaggi e "sarà conseguito dal completamento del sottopassaggio del Nodo di Bologna nel 2012, che consentirà un risparmio di 10 minuti, e di quello di Firenze entro il 2015, con altri 10 minuti risparmiati, da interventi migliorativi sulla rete e, infine, dall'entrata in servizio del nuovo treno, che potrà raggiungere velocità di 360 km/h".
Il nuovo Piano industriale prevede "investimenti per 27 miliardi di euro in 5 anni, di cui 6 in nuovi treni, e un fatturato di Gruppo che nel 2015, con le attività estere, punta a superare i 10 miliardi di euro. Abbattimento dei costi operativi di ulteriori 300 milioni con un'incidenza sul fatturato contenuta al 74% e con l'obiettivo di far crescere tutti i principali indicatori di redditività". Ancora: si intende elaborare un'offerta ad hoc per la mobilità delle grandi aree metropolitane, rilanciare il trasporto merci, espandersi sui mercati internazionali, aprire eventualmente alcuni business ai capitali privati e istituzionali.
Sul fronte dei servizi universali di lunga percorrenza, "il Gruppo FS si pone l'obiettivo di rivedere, insieme ai ministeri competenti, l'offerta a contratto razionalizzando il network, le frequenze e le fermate, proponendo nuovi modelli dedicati al Sud".
Altro tema delicato è quello dei servizi universali regionali e locali: "il Piano industriale prevede uno sviluppo dei servizi metropolitani e una coerente specializzazione della flotta dedicata - spiega FS - L'obiettivo, da negoziare con le Regioni interessate, è velocizzare e razionalizzare l'offerta dei treni provenienti/destinati a aree esterne ai grandi bacini urbani, aumentando al contempo le corse e le fermate dei convogli operanti all'interno delle aree metropolitane. Il Piano industriale evidenzia il perdurante e consistente gap tra i ricavi unitari del trasporto regionale in Italia (12,9 cent. euro a passeggero/km) rispetto, ad esempio, a Germania (19,5) e Francia (22,4). Ogni centesimo di euro di incremento medio dei ricavi unitari permetterebbe l'acquisto, ogni anno, di 20 nuovi treni metropolitani".

Gli italiani sono talmente affezionati al denaro contante che la sfida portata avanti da tempo è quella di "convertirli" al maggiore uso della moneta elettronica, delle carte di credito e del bancomat, ormai diffuse ampiamente ma usate relativamente poco. Oggi si svolge, sotto il patrocinio della Presidenza del Consiglio e del Ministero dello Sviluppo economico, la giornata senza contante - No Cash Day, in cui si invita gli italiani a ridurre l'uso del cash e a usare solo sistemi di pagamento elettronico per almeno 24 ore.
L'iniziativa è così accolta dall'Adoc: "Aderiamo solo se viene eliminata la tassa sul prelievo del contante". Per l'associazione, infatti, il cambiamento delle abitudini d'uso dei soldi e la conversione ai pagamenti elettronici vanno accompagnati innanzitutto dalla diminuzione delle commissioni sulle carte di credito e dall'eliminazione delle commissioni applicate allo sportello.
Commenta a sua volta Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori: "Prima o poi anche nel nostro Paese la moneta elettronica dovrà sostituire l'uso delle banconote, uniformandosi a ciò che accade già da tempo negli altri Paesi della Comunità Europea dove la circolazione del danaro contante è solo una ridotta percentuale dei flussi monetari".

Presentata oggi la Relazione annuale dell'Autorità Antitrust: nel 2010 sono state inflitte 200 milioni di euro di sanzioni per la tutela della concorrenza; 25 milioni di euro vengono da 339 provvedimenti avviati per la tutela del consumatore.
Il Presidente dell’Autorità Antonio Catricalà ha lanciato un appello forte all'Italia affinché recuperi il tempo perduto, perché senza concorrenza è a rischio la già compromessa economia del paese.
"Il primo disegno sulla concorrenza non ha mai visto la luce - ha detto Catricalà nel suo intervento - Questo ritardo è grave: rallenta il processo di ammodernamento del paese; fa perdere fiducia agli imprenditori che vogliono sfidare i monopolisti e agli stessi creditori". Il Presidente dell'Antitrust ha esortato a recuperare il tempo perduto, introducendo assetti di mercato realmente competitivi nei settori fondamentali per la crescita, quali sono le infrastrutture (ferrovie, aeroporti e autostrade), le banche e le assicurazioni.
Proprio da oggi scatta una novità interessante per i consumatori italiani che potranno denunciare pratiche commerciali scorrette o pubblicità ingannevoli direttamente online sul sito del Garante.

La società Telefortunesat ha continuato a diffondere messaggi promozionali che facevano credere ai consumatori di poter avere previsioni "azzeccate" per vincere al lotto e al superenalotto. La trasmissione era sul canale 917 del circuito in chiaro Sky, e si avvaleva del supporto di cosiddetti "lottologi" - presentati come esperti del gioco del lotto - che invitavano a telefonare a numeri a sovrapprezzo "899" per avere previsioni di numeri del lotto da giocare per l'estrazione successiva. Previsioni naturalmente spacciate per vincenti.
Un comportamento reiterato nel tempo, che ha portato l'Antitrust a decidere una sanzione di 75 mila euro per aver violato una delibera di dicembre 2008 sulla scorrettezza di tale pratica.
Telefortunesat era già stata sanzionata, ma richieste di intervento arrivate da due consumatori hanno evidenziato che nel 2010 ha continuato a trasmettere programmi con un contenuto sostanzialmente invariato: i "lottologi" promuovevano pronostici come sicuramente vincenti, mentre a fondo schermo apparivano scritte a scorrimento veloce per le quali tali pronostici sarebbero stati realizzati "su base statistica probabilistica e matematica". Venivano anche mostrati i fax di telespettatori che dichiaravano di aver vinto.

L'Enel ha deliberato l'emissione di obbligazioni per i piccoli risparmiatori, per un importo massimo di 5 miliardi di euro. Le emissioni potranno essere effettuate direttamente da parte di Enel S.p.A e da parte della controllata olandese Enel Finance International N.V. Sarà l'Amministratore Delegato a ripartire le emissioni obbligazionarie tra le 2 società, definendo anche gli importi, le valute, i tempi e le caratteristiche delle singole emissioni, con facoltà di richiederne la quotazione presso uno o più mercati regolamentati.

Dall'anno prossimo le creme solari non avranno più messaggi ingannevoli: la Food and Drug Administration americana, ieri, ha votato delle nuove regole per evitare informazioni sbagliate al consumatore.
Le nuove regole vietano ai produttori di affermare che le creme sono waterproof o sweatproof, cioé resistenti all'acqua o al sudore; si potrà dire tutt'al più per quanti minuti resistono all'acqua, secondo i risultati dei test.
Inoltre solo sulle creme con un fattore di protezione solare da 15 in su si potrà scrivere che aiutano a prevenire le scottature e ridurre i rischi di cancro alla pelle e invecchiamento precoce. Quelli con protezione da 2 a 14 dovranno avere un avviso in cui si dice che il prodotto non protegge da tumori della pelle e invecchiamento precoce. Inoltre, le creme solari dovranno proteggere sia dai raggi uvb che dai raggi uva. I primi causano scottature, i secondi le rughe, e insieme possono provocare il cancro. I test sulla protezione ai raggi uva diventeranno standard.
Il prossimo obiettivo della FDA è quello di avere più informazioni sulle creme solari spray, per capire se con questo tipo di somministrazione si ha la giusta quantità di crema e cosa succede se vengono inalate.

Le grandi città sul web sono trasparenti? Sono in grado di offrire informazioni chiare e servizi online? A indagare sul grado di innovazione delle grandi città sul web ha provveduto un'analisi del Forum PA condotta sui siti internet dei 20 capoluoghi regionali. Le pagelle delle città sul web dicono che "Torino, Venezia, Firenze, Cagliari, Bologna e Bari sono le "prime della classe"; ancora lontane dal traguardo sono Potenza, Palermo, Campobasso, Catanzaro e L'Aquila".
Sostiene il Forum PA che "in generale, sembra ancora lunga per tutti la strada da percorrere per arrivare effettivamente alla "costruzione" di siti migliori, dove per migliori si intende: chiaramente identificabili, accessibili, in grado di fornire informazioni, di offrire servizi on line, di rivelarsi strumenti di trasparenza attraverso i quali i cittadini possono conoscere il livello di efficienza e produttività degli uffici pubblici".
I siti web dei comuni capoluogo sono stati analizzati seguendo sette dimensioni: Organigramma PA; Caselle di posta elettronica e PEC; Trasparenza, Valutazione e Merito; Procedimenti Amministrativi; Pubblicità legale e policy; Bandi di gara e di concorso; Servizi on line. Se un sito risponde a tutte le indicazioni suggerite e alle normative vigenti in materia di amministrazione digitale, che le Linee guida raccolgono e sistematizzano, il punteggio massimo che può ottenere è 100.
La classifica complessiva vede al primo posto Torino con 73,4 punti, seguita da Venezia a 64,8, da Firenze a 63,3, da Cagliari a 61,7, da Bari e Bologna entrambe con punteggio di 59,4. Napoli ottiene un punteggio di 53,1, Roma si ferma a 50, Milano non supera 47,7.

Amministratori di condominio e Associazioni dei consumatori insieme per sperimentare la conciliazione paritetica anche nelle controversie condominiali.
Il prossimo 23 giugno 2011, infatti, presso la sede nazionale dell'ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari), Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Unione Nazionale Consumatori sottoscriveranno con l'ANACI un Protocollo d'intesa che prevede la costituzione di un Tavolo nazionale permanente di confronto nel settore condominiale ed immobiliare per la tutela dei diritti dei consumatori-condomini e la conciliazione paritetica.
Il Protocollo prevede una collaborazione e un confronto permanente tra le parti sull'applicazione della normativa del settore condominiale valorizzando le specifiche competenze ed i saperi di ciascuna organizzazione, nonché la costituzione di sportelli sul territorio, gestiti congiuntamente e la sperimentazione di una Commissione di conciliazione paritetica a livello nazionale e locale per la definizione stragiudiziale delle controversie.

Nel 2010 i servizi di telefonia fissa hanno generato 20,33 miliardi di euro di ricavi lordi, in calo di oltre il 4% rispetto al 2009, con una perdita di quasi un miliardo (1,5 miliardi rispetto al 2008). In calo anche i ricavi della rete mobile: 22 miliardi contro i 22,6 miliardi del 2009 e i 23,44 del 2008. In totale, il ricavo del settore delle telecomunicazioni, in Italia, ha generato 42,33 miliardi nel 2010, in frenata del 3,4% su base tendenziale. E' questo il dato principale della Relazione annuale dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, presentata oggi a Roma dal presidente Corrado Calabrò. Nel 2010 "il peso di Telecom Italia nel mercato retail dei servizi di tlc complessivamente considerato (accesso, voce, dati, sms) ha registrato per la prima volta un valore inferiore al 50%". L'azienda si è fermata infatti al 48,9% della spesa finale degli utenti di rete fissa e mobile, contro il 51,6% dell'anno precedente.
La quota di mercato è, invece, cresciuta per quasi tutti gli altri operatori: Vodafone dal 20,6 al 21,4%, Wind dal 12,5 al 13,6%, Fastweb dal 4,6 al 4,9%, H3G dal 3,7 al 4,2%. In lievissimo calo é solo Bt Italia, che passa dal 2,8 al 2,7%. In crescita costante è il traffico dati: nel primo trimestre del 2011 sono stati consumatori 42.143 terabyte (mille gigabyte), il 57% in più rispetto allo stesso periodo del 2010 (26.915).
Il Presidente dell'Agcom ha sottolineato il fatto che nel settore delle tlc la concorrenza si sia definitivamente affermata. "Nell'ultimo anno i prezzi del settore sono diminuiti del 5,4%, proseguendo una dinamica che porta a quasi 65 punti, dal 1997, la forbice tra l'indice di tali prezzi, diminuito quasi del 33% e l'indice nazionale dei prezzi e servizi, cresciuto di oltre il 31%. Un aumento del potere di acquisto e di scelta per il cittadino, in controtendenza con tutti gli altri servizi, regolati e non. Nessun altro Paese europeo è così virtuoso. E il percorso di discesa delle tariffe di terminazione sulle reti mobili - elaborato sulla base del modello europeo - porterà a ulteriori sensibili riduzioni nel prossimo triennio".
Ma abbiamo un'Italia a due velocità. Nella rete mobile, il primato acquisito da tempo in Europa per il tasso di penetrazione del telefono cellulare si sta trasferendo anche sulla larga banda mobile per il traffico dati (diffusione del 35%). Vantiamo il dato più elevato di diffusione degli apparecchi idonei a ricevere e trasmettere dati in mobilità (dagli smartphone - circa il 30% del totale dei telefonini - alle chiavette USB). Nella rete fissa, invece, la situazione è più stagnante, sebbene oltre 5 milioni di linee siano attive in unbundling e nonostante il miglioramento della qualità della rete. La penetrazione del 22% della banda larga fissa migliora il dato del 20,6% dello scorso anno ma rimane indietro rispetto alla media EU del 26,6%. La percentuale di abitazioni connesse alla banda larga (fisso e mobile) è inferiore al 50%, a fronte di una media europea del 61%. Esiste ancora un 4% di digital divide da colmare, cui si aggiunge circa il 18% della popolazione servita da adsl sotto i 2 Mbit/s. Siamo sull'orlo della retrocessione in serie B. Questo potrebbe anche precludere all'Italia la possibilità di estendere il servizio universale alla banda larga.
Nei primi tre mesi di quest'anno le Sim-dati sono salite del 27% raggiungendo i 17,6 milioni, contro i 13,8 milioni del primo trimestre 2010. In crescita anche i ricavi televisivi che, grazie al contributo crescente della pay-tv, sono ammontati l'anno scorso a 8,97 miliardi di euro (+4,5%), con un buon risultato anche per il fatturato della tv gratuita cresciuta a 5,66 miliardi dai 5,42 del 2009. La pay tv, tra satellitare e digitale terrestre, ha superato i 3,3 miliardi di euro.
Ed è boom dei social network. Calabrò ha ricordato che ovunque i social network "stanno cambiando la società, il costume, le forme di democrazia, l'uso dei diritti", come dimostrano le vicende del Nord Africa e del Medioriente, ma gli italiani restano sostanzialmente tele-dipendenti quando si tratta di informarsi.
"Nonostante le nuove tecnologie/piattaforme frammentino l'audience e spostino l'attenzione sulla rete - e benché gli italiani siano fra i più avidi consumatori di social network - il caso Italia - rileva il presidente dell'Agcom - evidenzia come sia ancora la tv il veicolo di gran lunga prevalente per l'informazione: quasi il 90% nel 2010; poi vengono i quotidiani col 61%; Internet è per ora soltanto al 20%".