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Parte la newsletter "Io non voglio il falso. Dalla parte del consumatore contro la contraffazione", un progetto di Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codici, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino, cofinanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. La newsletter sarà trimestrale e prevede 8 numeri, fino ad aprile 2013.
Il primo numero mette in primo piano la tanto amata mozzarella di bufala Dop: si parte da un recente episodio di cronaca che ha visto il sequestro di oltre un quintale di mozzarella di bufala contraffatta, venduta come Dop, ma che non rispettava il disciplinare di produzione dell'UE. Il sequestro, avvenuto tra Benevento, Campobasso e Caserta, ha posto all'attenzione la questione dei controlli e della contraffazione. La newsletter ripercorre tutta la vicenda e passa poi a trattare la contraffazione in altri settori: dal mercato dei ricambi auto, all'abbigliamento, dai grandi marchi italiani ai cosmetici.

Dal Campidoglio difendono il provvedimento, ma le associazioni dei consumatori sono scese da subito sul piede di guerra: l'aumento del biglietto di metro e bus a Roma a 1,50 euro invece che a 1 euro a partire dal 2012 "non s'ha da fare".
L'assessore alla Mobilità di Roma Capitale Antonello Aurigemma difende il provvedimento di Atac SpA: "Con le misure adottate si permetterà ai cittadini romani, ai pendolari e ai turisti di usufruire di un servizio del trasporto pubblico di linea di maggiore qualità. La flotta dei mezzi di superficie sarà ammodernata e redistribuita, anche grazie ai benefici apportati dall'apertura delle nuove linee della Metropolitana che incrementeranno di oltre il 50% l'attuale rete. La lotta all'evasione del pagamento del biglietto si accompagnerà all'introduzione di nuovi mezzi a basso impatto ambientale, all'eliminazione delle barriere architettoniche al restyling di 11 stazioni della Metro, a nuovi interventi in tema di sicurezza - afferma Aurigemma - Va sottolineato, poi, che la nuova politica tariffaria lascerà invariate le quote degli abbonamenti delle fasce socialmente deboli, che costituiscono il 60% del totale nel trasporto pubblico di linea romano".
Secondo l'Adoc, con questo provvedimento i cittadini sarebbero costretti a pagare 70 euro in più l'anno. "E' assurdo il rincaro del 50% del costo del biglietto da parte di Atac, si scaricano sui cittadini gli errori dell'amministrazione - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - oltretutto il servizio non garantisce, ad oggi, uno standard di efficienza e di qualità, i romani e i turisti si lamentano continuamente della sporcizia, dei ritardi e della scarsa qualità del servizio".
Dall'Unione Nazionale Consumatori di Roma arriva una sonora bocciatura sia del provvedimento sia della qualità del servizio. "La ministangata indicata dal Campidoglio sul trasporto pubblico romano è una ulteriore riprova di come le amministrazioni locali mettano le mani nelle tasche dei cittadini", ha detto il coordinare UNC di Roma e del Lazio Riccardo Libbi. Secondo un'indagine fatta dall'associazione, l'utenza del trasporto pubblico romano è per il 58% insoddisfatta delle attese e del servizio, il 42% registra insicurezza e incertezza nella continuità del servizio, il 61% riscontra mancata igiene e pulizia. Non un buon lasciapassare in vista dei rincari.

Internet gratuito, veloce e sicuro negli uffici postali. Poste Italiane ha infatti attivato aree WiFi pubbliche in 22 uffici postali nelle quali i cittadini potranno connettersi e navigare gratuitamente su internet con il proprio personal computer, lo smartphone o i tablet. Nello spazio WiFi sarà in ogni caso disponibile un desk con un personal computer. Per fruire del servizio, messo a disposizione da Poste Mobile, l’operatore di telefonia mobile del Gruppo Poste Italiane, sarà sufficiente compilare via internet un breve form di accesso, inserendo alcuni dati personali e un numero di telefono mobile. La password per accedere al WiFi sarà comunicata con un sms al telefono cellulare.
Il numero di uffici postali “free internet” sarà progressivamente esteso su tutto il territorio nazionale. Le aree attive si trovano a Roma, Milano, Genova, Palermo, Bari, Bologna, Firenze, Cagliari, Taranto, Livorno, Modena, Pavia, Trento e Acqui Terme. A breve saranno disponibili al pubblico altri uffici postali dotati di area WiFi gratuita.

Navigazione più facile e maggiori informazioni: Acquirente Unico rinnova il suo sito internet intorno a questi due criteri per andare incontro alle esigenze informative in materia di energia dei consumatori, principali destinatari del nuovo portale.
È quanto informa in una nota Acquirente Unico, la SpA pubblica che garantisce la fornitura di energia elettrica a quasi 30 milioni di utenti (25 milioni di famiglie e 5 milioni di piccole e medie imprese), presenti nel mercato tutelato dopo la liberalizzazione del luglio 2007, per i quali approvvigiona quasi un terzo del fabbisogno di energia elettrica del Paese.
"Oltre a rispondere ai criteri di una migliore grafica e di più facile navigabilità e ad andare incontro alle esigenze di trasparenza di una società pubblica - ha detto l'amministratore delegato Paolo Vigevano - il nuovo sito intende dare maggiori informazioni, anche in relazione ai nuovi impegni affidati all'azienda, a partire dal Sistema Informativo Integrato, la nascente banca dati nazionale dell'energia". Il sito guarda dunque ai consumatori, in sintonia anche con l'attività dello "Sportello del Consumatore di energia", che l'azienda pubblica gestisce per conto dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, e che ha già ricevuto quasi un milione di telefonate lavorando più di 45 mila reclami.

“Donne e media: nuovi obiettivi” è il tema del tavolo di confronto che si svolge oggi a Roma presso l’Ufficio in Italia del Parlamento europeo (via IV Novembre 149 a partire dalle 14.30).
Sono stati invitati a partecipare i rappresentanti del mondo della comunicazione pubblicitaria e non, e dell'associazionismo femminile, al fine di coinvolgere maggiormente ed ascoltare tutte le forze impegnate su questa battaglia per un'immagine socialmente responsabile della donna. Tra gli altri, interverranno la dott.ssa Clara Albani, Direttrice dell'Ufficio d'Informazione in Italia del Parlamento europeo, Daniela Brancati, giornalista e scrittrice, Pina Nuzzo, Delegata nazionale UDI, Isabella Rauti, Consigliere Regione Lazio e Gabriella Cims, Promotrice Appello Donne e Media.

Diventa ancora più conveniente per le famiglie richiedere un finanziamento con Poste Italiane. Fino al 31 luglio prossimo il mutuo BancoPosta sarà ancora più vantaggioso grazie alla gratuità delle spese di istruttoria e di perizia.
La promozione si applica a tutte le richieste di mutuo, indipendentemente dalla durata e dalla tipologia di tasso scelta consentendo ai clienti di scegliere in piena libertà il tipo di finanziamento più in linea con le proprie esigenze. È quanto informa Poste Italiane in una nota, spiegando che “la gratuità delle spese di istruttoria e di perizia rappresenta un risparmio rilevante per coloro che intendono richiedere un mutuo visto che questo tipo di spese incidono sul costo totale del finanziamento”.

Gli italiani continuano a essere preoccupati, e molto, della crisi economica. In 9 su 10 pensano che il peggio non sia affatto passato. Oltre la metà ritiene che fra un anno la situazione economica italiana sarà ancora negativa. 7 italiani su 10 temono di perdere il proprio lavoro. Detto questo, c'è qualche spiraglio di ottimismo sulle previsioni della propria situazione familiare, se è vero che il 57% ritiene che questa sarà positiva.
I dati vengono dall'ultima rilevazione Confesercenti-Ispo: "Se nell'ottobre 2009, data di inizio del sondaggio periodico, per l'87% il peggio non era passato, attualmente quella percentuale resta immutata. Probabilmente, anche a causa degli eventi internazionali, il livello di preoccupazione per la situazione economica italiana resta molto elevato: passa dal 91% di ottobre 2009 al 97% di oggi. Percentuale che si ripete rispetto ai timori per il mercato del lavoro (97%)".
In particolare, interrogati sul livello di accordo con l'espressione "il peggio della crisi sembra davvero passato", solo l'11% degli italiani si dichiara d'accordo (diviso fra chi è abbastanza d'accordo e chi, solo il 2%, è molto d'accordo) mentre l'87% del campione esprime disaccordo (ripartito in questo modo: 57% per nulla d'accordo e 30% poco d'accordo).
Per circa un terzo degli italiani (32%) fra un anno la situazione economica italiana avrà "una lieve ripresa" - da notare che nessuno pensa che ci sarà "una forte ripresa". Il 24% degli intervistati afferma invece che ci sarà un peggioramento - lieve per il 18%, forte per il 6%. Per tutti gli altri, la situazione in bene o in male non cambierà: questa sarà infatti "invariata, cioè positiva come ora" per l'11% degli intervistati; "invariata, cioè negativa come ora" per un buon 30%. Fra i "fiduciosi" -rileva il sondaggio - spiccano imprenditori, lavoratori autonomi e studenti. Per aree geografiche i più speranzosi in una ripresa sono gli abitanti del centro Italia, poi viene il Nord Ovest, il Nord est, chiude il Sud.
Sulle famiglie c'è un dato positivo: diminuisce di 5 punti percentuali rispetto al marzo scorso (dal 14% al 9%) la quota di nuclei familiari nei quali qualche componente ha perso il lavoro. E diminuisce, rispetto a marzo 2011, il numero di famiglie che dichiara di esser stata coinvolta dalla crisi dal punto di vista lavorativo. Il 70% degli intervistati è però preoccupato per il proprio posto di lavoro, e un italiano su tre si dichiara molto preoccupato.
Alla domanda "come pensa che sarà la situazione economica delle sua famiglia fra un anno?", il 57% complessivamente indica che sarà positiva, contro il 34% che prevede peggioramenti. La ripartizione delle risposte, in particolare, indica che per il 33% degli intervistati la situazione sarà "invariata, cioè positiva come ora", mentre per il 24% sarà "abbastanza migliorata" - nessuno si spinge a dire però che sarà "molto migliorata". Allo stesso tempo, per il 24% del campione la situazione sarà "invariata, cioè negativa come ora"; per il 10% sarà peggiorata (per il 9% un po', per l'1% molto peggiorata). Quest'ultimo dato sale, comprensibilmente, al 17% fra chi ha perso il lavoro o è in cassa integrazione.

In Francia l'Autorità per la concorrenza ha imposto alle banche di abbassare, dal 1° ottobre 2011, le commissioni sui pagamenti via bancomat e carte prepagate. Soltanto qualche mese fa l'Authority aveva inflitto ad 11 istituti di credito francesi una maxi-multa di 384 milioni di euro per le commissioni eccessive sugli assegni.
Nonostante le banche avessero già accettato, nell'aprile scorso, di ridurre le commissioni applicate ai commercianti sui pagamenti tramite bancomat dallo 0,47% allo 0,37% del valore della transazione, l'Authority chiede loro di scendere ulteriormente, allo 0,3%. Questo ridurrà i proventi complessivi delle commissioni su questa forma di pagamento, molto utilizzata in Francia, da 1,5 miliardi di euro a poco meno di 1 miliardo. E la Francia si posizionerà al quinto posto tra i Paesi europei per il livello più basso di commissioni di interscambio.

Bambini e anziani sono le persone più esposte ai farmaci e quelle che più ricevono prescrizioni farmaceutiche. 8 bambini su 10 ricevono in un anno almeno una prescrizione, in particolare di antibiotici e antiasmatici, mentre negli anziani, in corrispondenza di una maggiore prevalenza di patologie croniche (quali l'ipertensione e il diabete), si raggiungono livelli di uso e di esposizione vicini al 100%.
È uno dei dati contenuti nel rapporto nazionale OsMed 2010 sull'uso dei farmaci in Italia realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l'Aifa.
La spesa farmaceutica è stabile mentre è in leggero aumento la quota di farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Ogni cittadino spende in media ogni anno 434 euro per i medicinali.
Rileva il rapporto: "La spesa farmaceutica territoriale complessiva, pubblica e privata, è rimasta stabile rispetto all'anno precedente (-0,1%), mentre quella a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è cresciuta dello 0,4%. Per un totale di oltre 26 miliardi di euro, di cui il 75% rimborsato dal SSN".
Ci sono differenze regionali, per cui la regione con la spesa pubblica per farmaci di classe A-SSN più elevata è la Calabria con 268 euro pro capite, mentre quella con il valore più basso è la Provincia Autonoma di Bolzano (circa 153 euro).
I farmaci di maggior uso sono in assoluto quelli del sistema cardiovascolare, con oltre 5 miliardi di euro e con una copertura di spesa da parte del SSN di oltre il 93%. Seguono i farmaci gastrointestinali (12,9% della spesa), i farmaci del sistema nervoso centrale (12,7%) e gli antineoplastici (12,6%), questi ultimi erogati esclusivamente a carico del SSN, attraverso le strutture pubbliche.
I farmaci maggiormente a carico dei cittadini, quelli che pagano di tasca propria, sono nell'ordine soprattutto i medicinali dermatologici (per l'88% della spesa), del sistema genito-urinario ed ormoni sessuali (57%) e dell'apparato muscolo-scheletrico (52%). La spesa privata (farmaci di fascia A acquistati privatamente, farmaci di fascia C con ricetta, farmaci per automedicazione) è stata pari a 6.071 milioni di euro, con una variabilità regionale che va dai 64 euro pro capite del Molise ai 123 euro della Liguria.
Una classifica delle categorie terapeutiche più prescritte vede un aumento quasi generale delle dosi rispetto al 2009: in particolare, ci sono aumenti di prescrizione soprattutto per i farmaci gastrointestinali (+6,7%), del sistema nervoso centrale (+3,4%) e del sistema cardiovascolare (+2,9%). Infine la prescrizione di farmaci equivalenti rappresenta nel 2010 oltre metà delle dosi, con una certa omogeneità tra le Regioni.

A cinque mesi dal suo insediamento, il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas Guido Bortoni si presenta e illustra la strategia dell'Authority nei confronti del nuovo scenario energetico, che mette insieme crisi economica, tensioni sul mercato delle materie prime, sviluppo delle fonti rinnovabili, ripensamento del nucleare, instabilità politica di alcune aree chiave per i mercati energetici: una strategia delle "quattro C" fondata su Crescita, Coordinamento, orientamento Comunitario e Consapevolezza del consumatore. Bortoni sottolinea infatti l'importanza che il consumatore abbia piena consapevolezza del proprio ruolo nel mercato, delle opportunità e dei vincoli nei confronti del fornitore di energia elettrica e gas.
Sostiene il presidente dell'Autorità: "Promozione della concorrenza e tutela del consumatore sono sempre state le direttrici dell'azione dell'Autorità e così sarà anche per questo mandato. La promozione della concorrenza è infatti la prima e la più potente forma di tutela del consumatore". Ma, aggiunge Bortoni, "perché la concorrenza possa pienamente dispiegare i suoi effetti è necessario promuovere la capacità di valutazione da parte del consumatore", in modo che le sue scelte siano consapevoli. "La regolazione - spiega il presidente dell'Aeeg - deve quindi essere sempre più mirata a conferire al cliente finale la capacità sostanziale di prendere decisioni, più che limitarsi a riconoscergli la facoltà formale di farlo". Il consumatore deve dunque avere tutti gli strumenti per muoversi in autonomia e in piena consapevolezza nel mercato.
Le parole del presidente sono quelle della presentazione della relazione annuale che si è svolta questa mattina a Montecitorio. Il presidente dell'Autorità ha denunciato esplicitamente le pratiche di attivazione di contratti non richiesti. "Nei mercati liberi - afferma Bortoni - è da tempo presente una patologia più deleteria di altre per lo sviluppo e la credibilità della concorrenza: quella dell'attivazione di contratti di vendita non richiesti. Si tratta di un fenomeno particolarmente odioso perché più di altri contiene un esplicito elemento di malafede e di fraudolenza che rende il consumatore diffidente nei confronti del mercato libero e delle imprese che vi operano". Da qui l'impegno dell'Autorità che "è disponibile a coinvolgere tutti gli operatori attivi nella vendita al mass market e le associazioni dei consumatori che tanto hanno segnalato tale spiacevole fenomeno affinché, assieme, si possa giungere a risanare il mercato da questa patologia, che altrimenti saremo costretti ad affrontare, da soli, con gli altri mezzi a disposizione". Per Bortoni, serve "una gestione intelligente dei reclami". Ribadito l'impegno a valorizzare le conciliazione e i meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie.
I numeri delle bollette di energia elettrica e gas per consumatori e famiglie dicono che ci sono ancora differenze con l'Europa.
Sul versante elettricità, le famiglie italiane con bassi consumi pagano l'energia elettrica a un prezzo inferiore del 12% al lordo delle imposte, rispetto ai livelli medi europei. Si può stimare che il 60% delle famiglie italiane residenti, con consumi annui inferiori a 2.500 kWh, paghi per l'elettricità prezzi più bassi della media europea. Invece per i consumi più elevati l'Italia ha prezzi lordi dell'energia elettrica più elevati del 12,3% al lordo delle imposte rispetto alla media europea, anche se il divario si sta attenuando. Il confronto annuale evidenzia infatti una diminuzione dei prezzi dell'energia elettrica per usi domestici in Italia del 4%, contro un incremento medio per i prezzi europei che si attesta intorno al 5%. Il passaggio al mercato libero, in questo settore, presenta un tasso di switch al 17% per i clienti domestici: sono circa cinque milioni le famiglie che sono passate al mercato libero dell'energia elettrica.
Sul versante gas, i prezzi delle famiglie sono in media più elevati rispetto all'Europa. Rilevano i dati dell'Aeeg che "nel 2010 il prezzo italiano del gas al netto delle imposte, per un consumatore domestico, si è collocato su livelli in linea con la media europea per tutte le classi di consumo, con scostamenti positivi o negativi inferiori o intorno al 5%. Il prezzo del gas per le utenze domestiche si è collocato a un livello superiore rispetto al prezzo medio europeo se calcolato al lordo delle imposte, con scostamenti positivi progressivamente crescenti per le classi di consumo più alte (consumi annui superiori a 525 m3), in conseguenza di un livello di imposizione fiscale relativamente elevato rispetto alla media dei paesi europei".

La conciliazione paritetica arriva anche per i clienti A2A Energia che, accogliendo l'invito dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, ha firmato un accordo con Casartigiani, CNA, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato Imprese, Confcommercio Imprese per l'Italia e Confesercenti. Lo strumento permetterà la risoluzione stragiudiziale di alcune tipologie di controversie, non risolte da precedenti reclami, concernenti i rapporti di fornitura di energia elettrica e gas, sia nel mercato tutelato sia in quello libero, tra imprese aderenti alle Confederazioni firmatarie e A2A Energia.
"Siamo molto soddisfatti per la sigla del protocollo di conciliazione che - ha sottolineato il vicepresidente di Confagricoltura Antonio Piva - riguarderà anche le imprese agricole associate a Confagricoltura. Con esso si attiveranno nuovi e positivi rapporti tra clienti business ed A2A, migliorando la qualità del servizio e la trasparenza dell'informazione con notevoli benefici sull'efficienza complessiva del mercato". "Il protocollo - ha aggiunto il vicepresidente di Confagricoltura - creerà le condizioni per semplificare le relazioni tra le imprese e un player importante, contribuendo in maniera significativa al buon funzionamento del mercato. Sarà più semplice risolvere problemi aventi ad oggetto accertamenti, contestazioni e gestione delle problematiche relative alle forniture di energia elettrica o gas come, ad esempio, quelli connessi alla fatturazione dei consumi".

Domani, 6 luglio 2011, presso l'aula magna della Corte di Cassazione in piazza Cavour a Roma si tiene una giornata sulla mediazione dal titolo "Mediazione: il ruolo degli ordini professionali" organizzata dall'associazione Sistema Conciliazione. Sistema Conciliazione è un'associazione senza scopo di lucro costituita nel 2008 da alcuni dei principali organismi di conciliazione italiani: Adr Notariato, Conciliatore Bancario, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Consiglio Nazionale Forense e Unioncamere.
La giornata di domani verrà aperta dai saluti del Presidente della I Sezione Civile della Corte di Cassazione, Vincenzo Proto e del Presidente di Sistema Conciliazione, Alberto Vladimiro Capasso. Seguirà l'intervento del Capo Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia, Augusta Iannini, su "Mediazione volontaria - Strumento di miglioramento dei rapporti contrattuali".
La tavola rotondo verterà sulle prospettive di miglioramento del contenzioso giudiziario, sulle clausole di mediazione volontarie e sul sistema virtuoso per il progressivo miglioramento dei contratti. Alla discussione prenderanno parte, tra gli altri, Tiziana Pompei, vice segretario generale Unionacamere, Guido Alpa, Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Giancarlo Laurini, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato e il Ministro della Giustizia Angelino Alfano.

"Da questa settimana entra nel vivo la fase operativa dell'accordo siglato dall'azienda con le Associazioni dei consumatori per la risoluzione delle controversie nate a seguito del malfunzionamento del sistema informatico verificatosi negli Uffici Postali ad inizio giugno": è quanto informa una nota di Poste Italiane, che ricorda come la procedura di conciliazione possa essere attivata dal singolo consumatore.
Sarà poi il Tavolo di Conciliazione, costituito da Poste Italiane e dalle Associazioni dei Consumatori, a prendere in esame i casi in cui si siano verificati dei danni economici documentabili. I moduli per presentare la domanda sono a disposizione negli Uffici Postali e nei siti web di Poste Italiane e delle Associazioni. E le domande di conciliazione potranno essere presentate fino al 31 dicembre prossimo.
L'avvio della conciliazione fa seguito ai disservizi di Poste che si sono verificati nei primi dieci giorni di giugno, quando gli uffici postali di tutta Italia sono finiti in tilt per problemi informatici, con migliaia di utenti che hanno subito disagi per l'impossibilità di effettuare prelievi e pagamenti, in concomitanza con il giorno di ritiro delle pensioni.

Sui treni di questa estate, destinazione vacanza, si prevedono più di 20 milioni di viaggiatori. A luglio saranno 800 mila i passeggeri attesi ogni week end sui treni a lunga percorrenza. A loro si aggiungono altri milioni di italiani che prenderanno treni regionali per le gite giornaliere verso mare, montagna e città d'arte. Sono le previsioni di Ferrovie dello Stato, per le quali le stime "confermano un trend già in atto da alcuni anni e dimostrano come il treno - nonostante il forte rincaro registrato da carburanti e tariffe - resti una delle modalità di trasporto più convenienti e gradite".
Trenitalia annuncia di aver predisposto 300 treni aggiuntivi sulle rotte estive più frequentate. E ricorda le offerte, fra le quali Bimbi Gratis che "consente, su tutti i treni nazionali, di far viaggiare gratis fino a un massimo di quattro bambini per gruppo, a patto che non abbiano più di 12 anni e siano accompagnati da almeno un adulto". Con l'offerta Sabato Italiano, invece, sarà possibile viaggiare il sabato in due al prezzo di uno sia in prima che in seconda classe con un risparmio del 50% su tutti i treni e tutte le rotte nazionali.