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"Per affari e per amore. Gli italiani e le assicurazioni dal Risorgimento a oggi": è il libro di Vittorio Bruno (Rizzoli Editore) che sarà presentato domani a Milano alle 18.30 (Sala Buzzati, via Balzan 3). Insieme all’autore interverranno Fabio Cerchiai, presidente Ania, e Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera.

Scatta da domani l’aumento dell’Iva al 21% deciso nella manovra. Esclusi generi alimentari, bevande e sanità, saranno tantissime le voci che vedranno l’aumento di un punto percentuale: prodotti per l’igiene personale e per la casa, automobili, abbigliamento, carburanti, elettrodomestici, articoli sportivi, cinema e concerti, nonché i servizi sportivi ed estetici, le telecomunicazioni, servizi di liberi professionisti e di artigiani.
Le associazioni dei Consumatori si sono levate da giorni a denunciare i rincari veri e quelli possibili legati a eventuali arrotondamenti o a speculazioni, ma anche le ripercussioni sui prezzi che si avranno nella filiera dei carburanti.
Più contenute le stime odierne della CGIA di Mestre, per la quale l’aumento dell’Iva sulla spesa di una famiglia tipo (composta di 3 persone) sarà pari a 92 euro in più l’anno.
Oltre un terzo di questo aumento sarà riconducibile alle spese per il settore dei trasporti, ovvero all’aumento dei prezzi, in particolar modo, della benzina e del gasolio per autotrazione e dei biglietti dei bus e dei treni. Il gettito complessivo atteso con l’aumento dell’aliquota Iva dal 20 al 21% sarà di 700 milioni per l’anno in corso e, a partire dal 2012, di oltre 4,2 mld di euro.
Di 92 euro che le famiglie sborseranno in più ogni anno, stima la CGIA, 32 euro saranno per la spesa dei trasporti (aumento carburanti, acquisto mezzi di trasporto, ticket per bus/treni e voli aerei); 18 euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e per l’abbigliamento e le calzature; 12 euro verranno spesi in più per altri beni e servizi (effetti personali, servizi ai minori ed agli anziani, assicurazioni, cura della persona); 6 euro per la spesa per le comunicazioni (servizi postali, apparecchi telefonici, servizi di telefonia); 5 euro per i giochi, la cultura ed il tempo libero (articoli sportivi, cinema, teatro, pacchetti vacanze).

Si chiama “La tutela del consumatore: confronto europeo sulle ADR” il convegno che si svolgerà domani a Taranto, organizzato da Adiconsum Taranto e Cisl. I lavori apriranno alle 9.00 presso la Cittadella delle Imprese. Sono previsti gli interventi di Liliana Ciccarelli Segretario generale Consumers' Forum, Bianca Schultz Ass. Consumatori Francia, Jolanda Girzl Ass. Consumatori Svezia, Razvan Resmerita Ass. Consumatori Romania e Laura Blásquez Requena Ass. Consumatori Spagna. Le conclusioni saranno affidate a Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum.
“L’Adiconsum di Taranto, - spiega l’associazione - proseguendo l'impegno assunto nel 2004 con l'Ust Cisl, con questa iniziativa vuole fornire l'occasione di un confronto finalizzato alla conoscenza della tutela per il consumatore in materia di risoluzione delle controversie attraverso procedure alternative a quelle giudiziarie”.

La ripresa non arriva. I consumi vanno al rallentatore e l'Italia ormai non è più un paese caratterizzato da un elevato tasso di risparmio da parte delle famiglie: queste, infatti, hanno intaccato il reddito risparmiato proprio per non veder crollare il loro tenore di vita.
Il 2012 "si preannuncia come l'anno della non-ripresa con un Pil che fatica ad arrivare al +0,4%, i consumi delle famiglie scendono dal +0,6% di quest'anno al +0,3%, con l'export che l'anno prossimo dimezza l'attuale +4%. La situazione migliora leggermente sul piano della disoccupazione, in calo dall'8,2% del 2011 al 7,9% del 2012, mentre l'enorme debito pubblico che quest'anno toccherà il 120,5% dovrebbe ridiscendere al 119,8%".
La fotografia del rapporto Confesercenti-Ref presentata oggi disegna una economia "ferma o quasi", dove la ripresa non arriva e il potere d'acquisto delle famiglie è stato ridimensionato dall'aumento dell'inflazione, a sua volta alimentato dai rincari delle materie prime. Se paragonata alla modesta crescita del reddito, i consumi hanno tenuto, ma si sono mantenuti molto deboli. Infatti, rileva lo studio, "l'Italia è uno dei pochi paesi che anche durante la crisi hanno visto ridursi il tasso di risparmio delle famiglie: le famiglie hanno cercato di contenere la riduzione del loro tenore di vita riducendo la frazione di reddito risparmiata". L'aumento dei consumi delle famiglie rimane però "di modesta entità, e condizionato dall'ipotesi che la fase di riduzione del tasso di risparmio continui ancora nel biennio di previsione. Tale circostanza - spiega il rapporto - è però tutt'altro che scontata, nella misura in cui molte famiglie hanno esaurito l'ammortizzatore rappresentato dal flusso di risparmio, e la crisi ha anche ridimensionato la platea dei soggetti che possono contare sull'aumento del grado di indebitamento per sostenere il tenore di vita. Man mano che le famiglie interiorizzano che le prospettive di medio termine sono poco promettenti, potrebbe anzi verificarsi anche un nuovo aumento della quota di risparmio di natura precauzionale, finalizzata a fronteggiare eventuali shock inattesi sul reddito". E la recente manovra Iva (aumento dal 20% al 21%) secondo Confesercenti "penalizzerà ancor di più spesa e famiglie".

Il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio ha calcolato i rincari registrati da settembre 2001 a settembre 2011 su 100 voci. "Il risultato è sbalorditivo, con aumenti medi del 53,7% ed alcuni prezzi che sono letteralmente schizzati".
L'euro sta per compiere 10 anni: nel nostro paese entrò in vigore a tutti gli effetti il 1° gennaio 2002.
Ma già da settembre 2001 i listini dei prezzi cominciavano ad essere espressi nella doppia valuta. Il rapporto tra lira ed euro è stato fin da subito poco chiaro: il suo valore fissato a 1,936 lire ha fatto sì che, per semplicità, la conversione lira/euro fosse 2/1. Quando poi la doppia valuta è stata superata, i prezzi sono andati per conto loro e il valore della lira è diventato un lontano ricordo. Questo ha portato a significativi aumenti dei prezzi.
Le Associazioni dei consumatori aderenti a Casper - Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) hanno calcolato i rincari che si sono registrati da settembre 2001 a settembre 2011 su un paniere composto da 100 voci relative a beni e servizi di largo consumo, altamente rappresentativo dei consumi quotidiani dei cittadini italiani.
"Il risultato - affermano le 4 Associazioni - è sbalorditivo. I rincari, infatti, sono sempre a due cifre, e raggiungono una media del 53,7%, tenuta alta da prodotti i cui prezzi sono letteralmente schizzati". Tra questi ci sono il cono gelato che ha registrato un aumento del 159,7%, la penna a sfera, il cui prezzo è aumentato del 207,7%, il tramezzino al bar (+192,2%), i biscotti (+113,3% al kg), la lavanderia, il caffè o i supplì. Vi è poi tutta una serie di beni e servizi che hanno registrato un raddoppio (o quasi) dei prezzi: dalla pizza margherita (+93,5%) ai jeans (+95,2%), dalla giocata minima del Lotto (+96,1%) al balzello da pagare al parcheggiatore abusivo, passando per i pomodori pelati, per il biglietto del bus di una metropoli come Milano, fino ad arrivare alla mancia al ristorante.
"I rincari degli ultimi 10 anni - spiega Casper - hanno prodotto un progressivo impoverimento dei cittadini, ed una forte perdita del potere d'acquisto, in base ai nostri calcoli del 39,7% a famiglia. Ma l'ondata di aumenti non è finita. Il recente scatto dell'aliquota Iva dal 20 al 21% deciso dal Governo, produrrà un ulteriore incremento dei listini al dettaglio".

Aumentano i negozi di informatica e telecomunicazioni, mentre soffrono quelli di mobili e arredamento casa. Ipermercati, supermercati, grandi magazzini aumentano soprattutto nel Centro-Sud. E si dimostra dinamico lo sviluppo del commercio elettronico, di quello ambulante, della vendita attraverso distributori automatici. È quanto afferma Confcommercio, che ha aggiornato i dati del Rapporto sulle economie territoriali e il terziario di mercato.
In Italia i piccoli esercizi al dettaglio, a fine 2010, erano circa 758 mila, in modesta crescita (+0,4%) rispetto all'anno precedente. Il tasso maggiore di sviluppo si è registrato nelle regioni centrali (+1,1%), quello più basso nel Mezzogiorno (+0,1). Le medie e grandi superfici di vendita - dai supermercati agli ipermercati, dai grandi magazzini alle grandi superfici specializzate - si sono sviluppate soprattutto nel Centro Sud, con un incremento complessivo di 341 punti vendita (66% del totale).
Più dinamico lo sviluppo degli esercizi non food (aumentati dello 0,5%) rispetto a quelli dell'area food (+0,1%). Crescono in particolare i negozi di informatica e telecomunicazioni, mentre si ridimensiona il numero di negozi di mobili e arredamento per la casa.
"Un ruolo non secondario nel sistema distributivo italiano - spiega Confcommercio - hanno anche altre forme distributive, come il commercio ambulante (mercati quotidiani e periodici, fiere, venditori itineranti), il commercio elettronico e la vendita attraverso i distributori automatici, che negli ultimi anni hanno dimostrato una forte dinamicità in termini di sviluppo d'imprese e giro d'affari".

Una risparmiatrice ha ottenuto il rimborso dell'intero capitale investito in una polizza index linked. Il Tribunale di Ferrara ha sancito la nullità del contratto precisando che, nel momento in cui una polizza vita viene collegata ad azioni o obbligazioni, la compagnia deve stipulare una vera e propria operazione finanziaria e non un contratto assicurativo. Grazie all'intervento di Confconsumatori, la risparmiatrice ha ottenuto la restituzione integrale del capitale investito, pari a 50.000 euro.
Il Tribunale di Ferrara ha infatti condannato la compagnia di assicurazioni a rimborsare l'intera somma più gli interessi e le spese legali. Il Tribunale, nella sentenza, ha spiegato che il fatto che una polizza vita sia garantita da azioni e obbligazioni, all'andamento dei quali sia subordinata la quantificazione dell'importo spettante al cliente, comporta la ricorrenza di un contratto non assicurativo, a maggior ragione neanche di un'assicurazione sulla vita, ma di una vera e propria operazione finanziaria, analoga agli investimenti in azioni o obbligazioni.
Ed è quindi necessario applicare le norme del TUF (d.lgs. n. 58/98), in particolare l'art. 23, il quale richiede, sotto pena di nullità, la forma scritta non solo del contratto di acquisto degli strumenti finanziari, ma anche di quello generale d'investimento destinato a regolare tutti i rapporti negoziali tra banca e cliente. Mancando quest'ultimo, il Tribunale ha sancito la nullità del contratto generale e dell'investimento camuffato sotto il nome di polizza assicurativa.
Secondo il Tribunale, infine, non ha alcun rilievo il fatto che col d.lgs. n. 303 del 2006 sia stata aggiunta la lettera W bis, in forza della quale anche "i prodotti finanziati emessi da imprese di assicurazione" sono stati sottoposti alla disciplina dell'intermediazione finanziaria. Questa norma, si legge nella sentenza, è "meramente interpretativa, destinata ad eliminare contrasti ermeneutici sorti in ordine all'assoggettabilità dei prodotti in parola alle norme del TUF. Con l'effetto che, anche a prescindere da tale precisazione e quindi anche prima della modifica del d.lgs. cit., i prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione rientravano a pieno titolo nella disciplina dell'intermediazione finanziaria".

Un'etichetta per riconoscere i tour operator attenti ai criteri di sostenibilità ambientale e sociale. Nata da un accordo di collaborazione tra ICEA, AITR e TourCert la certificazione per gli operatori del turismo responsabile verrà presentata al Sana-Salone internazionale del naturale di Bologna venerdì 9 settembre nell'ambito del convegno "Il turismo responsabile si certifica".
Cosa resta nelle località turistiche quando le vacanze finiscono? Che impatto hanno sull'ambiente naturale i trasporti, i villaggi o i ristoranti tipici che i vacanzieri affollano? Le aziende che operano nel settore trattano con equità i loro dipendenti, rispettando i loro diritti e remunerandoli in maniera equa?
Queste sono solo alcune delle domande che il turista responsabile dovrebbe porsi prima di prenotare le sue vacanze. Ad orientare le sue scelte da oggi anche in Italia ci sarà un nuovo strumento, il CSR Tourism (Corporale Social Responsibility in Tourism), un sistema di livello internazionale che certificherà gli operatori del turismo attenti, appunto, alla propria Responsabilità Sociale d'Impresa: un vero e proprio marchio di qualità che servirà a riconoscere i tour operator in grado di proporre vacanze che soddisfino criteri di sostenibilità ambientale ed equità sociale.

Carenze sanitarie, barattoli arrugginiti e con rigonfiamenti causati da proliferazioni batteriche, grave situazione igienica in tutti i locali dell'azienda: è il quadro che si sono trovati di fronte i carabinieri del Nas di Latina che hanno sequestrato 136 mila confezioni di passata di pomodoro non sicura in un'azienda conserviera della provincia, che operava nella produzione e commercializzazione di preparati alimentari a base di pomodoro.
Nel corso dei controlli sono stati trovate, in un deposito aziendale, circa 45 tonnellate di passata di pomodoro, prodotta in conto terzi, confezionata in contenitori di vetro e in barattoli metallici, arrugginiti e con evidenti rigonfiamenti dovuti a proliferazioni batteriche. I contenitori era sporchi, contaminati da escrementi di volatili, in parte già pronti per la commercializzazione in mercati comunitari (Grecia, Germania e Francia), in parte ancora da etichettare per la successiva immissione in commercio.
I militari hanno poi riscontrato carenze igieniche in tutti i locali aziendali. Tale situazione, informano i Nas, ha reso indispensabile l'intervento di personale medico e tecnico della ASL di Latina. Il titolare dell'azienda è stato denunciato ed è stato deciso il sequestro penale dell'intero quantitativo di conserve rinvenuto in cattivo stato di conservazione. Sono state sequestrate, in via cautelativa, altre 51 tonnellate di prodotti finiti e semilavorati a base di pomodoro, sui quali saranno disposte analisi di laboratorio al fine di escludere ulteriori pericoli per la salute pubblica.
Il valore di mercato degli alimenti sequestrati ammonta a 140mila euro. Non è stato comunicato il nome dell'azienda.

A cinque giorni dall'entrata in vigore della legge Levi, che ha fissato al 15% il tetto massimo per gli sconti sui libri e al 25% quello delle grandi campagne promozionali, le Associazioni dei consumatori scendono in campo per protestare a gran voce.
"Si tratta di una legge assurda che danneggia prima di tutto i consumatori - afferma Casper - Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori - Se da un lato è giusto tutelare i piccoli editori, dall'altro è impensabile farlo agendo sui prezzi e limitando gli sconti. L'unica conseguenza di tale provvedimento, sarà un aumento dei listini per i cittadini, ed una riduzione del 30% dei libri acquistati ogni anno dagli italiani, con ripercussioni per l'intero settore dell'editoria".
Per tale motivo le Associazioni aderenti a Casper mettono i propri siti internet a disposizione di quelle imprese che vogliono disubbidire alla nuova legge, e vendere i propri libri con offerte e sconti superiori al 15%. Propongono, inoltre, agli editori di istituire i "libri aziendali", ossia testi che, così come funziona per le automobili, sono stati già utilizzati all'interno dell'impresa, e in quanto tali possono essere venduti con forti sconti sul prezzo. Casper, infine, chiede all'Antitrust il riesame del provvedimento dell'Autorità col quale si assolve la legge Levi.

L'e-commerce cresce, ma non in tutti i paesi europei. I meno interessati a fare acquisti online sono gli europei del Sud e dell'Est, secondo quanto emerge da un recente rapporto sul comportamento dei consumatori online. A Nord, invece, l'e-commerce vola: in Danimarca, Regno Unito, Olanda e Svezia, oltre il 65% della popolazione utilizza la rete per i proprio acquisti. Comunque la media europea di chi compra sul web aumenta: in 5 anni è raddoppiata, passando dal 20% del 2005 al 40% del 2010.
L'Italia, però, rientra tra i paesi ancora poco abituati all'e-commerce, come Grecia e Lituania, dove il dato di chi acquista online è appena sopra il 10%, superiore solo a Bulgaria e Romania. Queste differenze significative non sono dettate soltanto dalla scarsa fiducia di alcuni consumatori nel commercio elettronico, ma soprattutto dal numero di connessioni dei diversi paesi.
Anche se il 70% dei nuclei familiari all'interno dell'UE ha accesso a internet - secondo gli ultimi dati Eurostat - il divario tra gli stati membri è compreso tra il 33% e il 91%. Tornando ai dati sull'e-commerce è interessante vedere che la maggior parte dei consumatori preferisce comprare presso aziende del proprio paese e solo il 23% utilizza siti di altri stati membri. Sono vestiti e viaggi gli articoli più acquistati, mentre resta marginale il mercato dei prodotti hi-tech.

Attenti alle email truffa. Non inviate informazioni personali su moduli che solo in apparenza provengono dall'Enel. Il monito è lanciato da Enel stessa, che denuncia come in questi giorni sia in circolazione, da un indirizzo apparentemente riferito ad Enel, una email dal contenuto ingannevole.
Con la promessa di ricevere un rimborso sulla bolletta, il destinatario è invitato a compilare un modulo con i propri dati personali. Ma, precisa l'azienda, "questa email non è stata inviata né da società del Gruppo Enel né da società da essa incaricate".
È invece un tentativo illegale di estorcere dati personali, che potrebbero essere usati in modo illecito. "Enel - informa l'azienda - sta provvedendo a tutelarsi nelle sedi più opportune e invita chiunque riceva questo falso messaggio a non dar seguito alla richiesta di dati e a segnalarlo alle forze dell'ordine, all'indirizzo www.commissariatodips.it nella sezione Sicurezza Telematica".

Un call center, 45 sportelli informativi in 16 regioni italiane e un'applicazione per i-Phone. Perché il mercato dell'energia elettrica e del gas si è liberalizzato e offre tante opportunità ai consumatori, ma orientarsi è difficile, non mancano comportamenti commerciali scorretti e il faro, per il cittadino, è rappresentato soprattutto dall'informazione: deve sapere come scegliere fra le diverse scelte commerciali, come sfruttare la tariffa bioraria, quali passi intraprendere per ottenere eventuali bonus e per un consumo intelligente di energia.
Con questi obiettivi parte domani il progetto "Energia: diritti a viva voce", promosso da 17 associazioni dei consumatori (Federconsumatori, ACU, ADOC, Adiconsum, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela consumatori e utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) e finanziato dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico, su disposizione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, con l'obiettivo di rendere i consumatori più informati e consapevoli in materia di energia e gas.
Il progetto muove dal fatto che l'ingresso di nuovi operatori, frutto della liberalizzazione nel settore, ha reso il mercato movimentato ma ha creato anche criticità quali appunto comportamenti scorretti, doppie fatturazioni e ostacoli nel passaggio da un operatore all'altro. Il progetto lanciato dai Consumatori mette dunque a disposizione dei cittadini sportelli di assistenza e informativi, call center, campagne informative sul territorio nazionale e via web e una Applicazione (APP) per i-Phone dedicata.
I 45 sportelli informativi copriranno 16 Regioni. Gli operatori forniranno risposte e soluzioni ai clienti finali dei servizi elettrico e gas e saranno in grado di orientare i consumatori tra le diverse offerte commerciali (anche attraverso l'ausilio del sistema "trova offerte" dell'AEEG); informare ed educare il consumatore sul modo di sfruttare al meglio l'opportunità offerta dalla tariffa bioraria; fornire assistenza per l'ottenimento del bonus sociale gas/energia; supportare il cliente che dovesse trovarsi di fronte a un problema con il proprio gestore; informare i cittadini su come controllare i propri consumi quotidiani e promuovere un consumo consapevole.
L'APP per i-Phone e i-Pad consentirà di accedere ad una serie di servizi, tra i quali l'elenco di tutti i 45 sportelli previsti dal progetto, un'area Faq con le domande e risposte ai casi più frequenti, l'accesso a un'area dedicata alla normativa in materia di energia, che darà la possibilità a ogni consumatore di poter verificare la regolarità delle offerte proposte direttamente dal proprio cellulare. Ci sarà infine il numero verde gratuito 800 82 12 12 per chiamate da rete fissa, con l'obiettivo di fornire risposte e informazioni ai clienti del servizio elettrico e gas, attivo dal lunedì al venerdì (ore 9:00-13 e 14-18:00).

Oggi presso il Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo economico sono state aperte in seduta pubblica le offerte economiche presentate dalle società ammesse alla gara - Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3G - per l'utilizzo delle frequenze 4G (in banda 800, 1800, 2000, 2600).
Le offerte iniziali vincolanti presentate ammontano a un totale di 2,3 miliardi di euro.
È quanto rende noto il Ministero dello Sviluppo economico, ricordando che da domani comincerà l'asta nella quale i partecipanti, a partire da tale importo, potranno effettuare rilanci che incrementino l'ultima offerta in graduatoria di almeno il 3 per cento. Il meccanismo di gara lascia la possibilità alle società di rilanciare anche sui lotti non oggetto della propria offerta presentata nella seduta di oggi.