In 2016 1,7 mld danni per casse Stati, -80mila posti lavoro. Nel 2016 il commercio internazionale di prodotti farmaceutici contraffatti ha raggiunto i 4,4 miliardi di euro e il costo a carico dei governi dell'Ue per il mancato gettito derivante dai medicinali contraffatti si aggira intorno a 1,7 miliardi di euro. Lo riporta uno studio dell'Ufficio Ue per la proprietà intellettuale (Euipo) realizzato in collaborazione con l'Organizzazione per la cooperazione de lo sviluppo economico (Ocse) che stima la perdita di 80 mila posti di lavoro per contraffazione nel settore farmaceutico dell'Ue e in altri settori connessi.

L’ASviS ha realizzato una prima analisi dell’effetto della crisi derivante dalla pandemia sulle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile e ha elaborato, insieme al Forum Disuguaglianze e Diversità, una proposta per migliorare gli strumenti di welfare e proteggere le fasce di popolazione meno tutelate, adottando il motto dell’Agenda 2030 “Nessuno resti indietro”.

L’Autorità, nell’adunanza di domenica 22 marzo 2020, ha avviato un procedimento istruttorio e, al contempo, disposto in via cautelare sia l’oscuramento del sito web http://testcoronavirus.shop/it, avvalendosi a tal fine della collaborazione della Guardia di Finanza, Nucleo Speciale Antitrust, sia la sospensione dell’attività di promozione pubblicitaria e commercializzazione del “Rapid Test COVID-19”, al prezzo di 24,86 €. Il provvedimento di oscuramento e sospensione è motivato dall’esigenza di interrompere la diffusione di una pratica estremamente grave, tale da rendere urgente e indifferibile l’intervento dell’Autorità.

Lo Pseudomonas sp. TDA1 è stato isolato nell'ambito di uno studio dell'Unione Europea. Si è dimostrato in grado di rompere i legami chimici che compongono il poliuretano. Uno specifico batterio in grado di intaccare il poliuretano, il materiale plastico di difficile smaltimento utilizzato nella realizzazione di mobili, frigoriferi e altri prodotti, potrebbe rivelarsi utile per risolvere il problema dell'inquinamento da plastica. Lo sostengono gli scienziati dell'Helmholtz Center for Environmental Research-UFZ di Lipsia in un articolo pubblicato sulla rivista Frontiers in Microbiology.

Risparmi complessivi di 184 euro/anno per la famiglia-tipo. L’emergenza Coronavirus e i bassi consumi riducono le quotazioni all’ingrosso. Aumentata a 1,5 mld di euro la disponibilità del “conto COVID” per interventi a favore dei consumatori.  Nel secondo trimestre 2020 bollette dell'energia elettrica e del gas in forte ribasso. Le perduranti basse quotazioni delle materie prime nei mercati all'ingrosso, legate ad una decisa riduzione dei consumi anche a causa dell'emergenza COVID-19, e una sostanziale stabilità nel fabbisogno degli oneri generali portano infatti ad una riduzione del -18,3% per l'elettricità e del -13,5% per il gas per la famiglia tipo in tutela.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il dpcm che introduce ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale.

Di seguito il testo del Dpcm.

 Mi hanno girato questa splendida poesia di un'autrice irlandese dell'800 che sembra essere scritta per noi ora. La voglio condividere con voi tutti.
Sergio Veroli, Presidente di Consumers' Forum

 Sarà comunque assicurata la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti,  Possibili ulteriori provvedimenti al protrarsi degli effetti dell’emergenza epidemiologica nel settore dei trasporti. Alla luce di quanto previsto dal decreto legge n. 18/2020 (detto “Cura-Italia”), l’Autorità di regolazione dei trasporti ha quest’oggi disposto (delibera n. 69/2020) che il periodo compreso tra il 23 febbraio e il 15 aprile 2020 non sarà computato nel calcolo dei termini relativi allo svolgimento di procedimenti pendenti alla medesima data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente. Resta ferma la previsione del DL Cura-Italia secondo la quale le pubbliche amministrazioni adottano ogni misura idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati.

Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, dopo aver analizzato i contenuti del Decreto legge “Cura Italia” relativamente ai settori di propria competenza, ha assunto nella riunione odierna un primo pacchetto di decisioni volte a garantire il funzionamento dei servizi di pubblica utilità e ogni altra iniziativa che tenga conto del quadro di emergenza e delle sopravvenute necessità delle strutture pubbliche coinvolte nella gestione della crisi, delle famiglie e delle imprese chiamate a contribuire al superamento dello stato di emergenza e ad accelerare il ritorno alla normalità.

martedì 17 marzo 2020, ore 12:01 - Integrazione sul divieto assoluto di mobilità per i soggetti in quarantena o affetti da "COVID-19"
È on line il nuovo modello di autodichiarazioni in caso di spostamenti che contiene una nuova voce con la quale l'interessato deve autodichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dall'art. 1, comma 1, lett. c) del D.P.C.M. 8 marzo 2020 che reca un divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus "COVID-19".

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, hanno illustrato in conferenza stampa il Decreto #CuraItalia, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri e recante le nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell'emergenza coronavirus sull'economia.

L’Autorità, in data odierna, ha avviato due distinte istruttorie nei confronti delle piattaforme Amazon (Amazon Italia Customer Service, Amazon Eu, Amazon Service Europe) e Ebay (Ebay Italia e Ebay Gmbh) concernenti alcuni profili relativi alla commercializzazione di prodotti igienizzanti/disinfettanti per le mani, di mascherine di protezione delle vie respiratorie e di altri prodotti igienico-sanitari in occasione dell’emergenza sanitaria derivante dal Covid-19 (c.d. Corona Virus). Oggetto dei due procedimenti avviati sono, da un lato, la presenza di claim relativi all’asserita efficacia dei singoli prodotti in termini di protezione e/o di contrasto nei confronti del suddetto virus COVID 19; dall’altro lato, l’ingiustificato e consistente aumento dei prezzi fatto registrare per la vendita degli indicati prodotti nelle ultime settimane.

 
Fino a 1 mld per attuali e futuri interventi per consumatori, differite anche le più vicine scadenze previste dalla regolazione. Tutte le eventuali procedure di sospensione delle forniture di energia elettrica, gas e acqua per morosità - di famiglie e piccole imprese - vengono rimandate dal 10 marzo scorso e fino al 3 aprile 2020. Viene inoltre istituito un conto presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali, con disponibilità fino a 1 miliardo, per garantire la sostenibilità degli attuali e futuri interventi regolatori a favore di consumatori e utenti.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm recante ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 sull'intero territorio nazionale. Di seguito il testo del decreto.
 

 
L’assistente digitale (o smart assistant) è un programma che interpreta il linguaggio naturale tramite algoritmi di intelligenza artificiale ed è in grado di dialogare con gli esseri umani al fine di soddisfare diversi tipi di richieste (ad esempio: rispondere direttamente a  richieste di informazioni, fare ricerche su Internet, ricercare e indicare percorsi stradali, ecc.) o compiere determinate azioni (ad esempio: fare un acquisto online, regolare la temperatura o l’illuminazione di un’abitazione, chiudere o aprire serrature di case o automobili intelligenti, attivare elettrodomestici come la lavatrice, ecc.). Questa tecnologia è ormai molto diffusa e viene installata su vari dispositivi (la troviamo nei nostri smartphone, nelle auto, nelle case sotto forma di “altoparlanti intelligenti”).
  
Gli assistenti digitali possono raccogliere e memorizzare una grande quantità di dati personali - non solo relativi all’utilizzatore diretto, ma a chiunque si trovi nello stesso ambiente - riguardanti, ad esempio:
• scelte, preferenze e abitudini relative a stili di vita, consumi, interessi, ecc.; 
• caratteristiche biometriche, come ad esempio quelle della voce e del volto, se dotati di videocamera; 
• geolocalizzazione (posizione, percorsi abituali o frequenti, domicilio, indirizzo del posto di lavoro, ecc); 
• numero e caratteristiche (età, sesso, ecc.) delle persone che si trovano nell’ambiente in cui operano; 
• stati emotivi.
 
E’ quindi opportuno  cercare di fare un uso informato e consapevole di questi strumenti, per tutelare in modo adeguato i nostri dati personali e quelli di tutte le persone che entrano, volontariamente o meno, nel campo di azione degli assistenti digitali. 
 
Informati sempre su come vengono trattati i tuoi dati. Se per attivare l’assistente digitale o le eventuali app di gestione è necessario registrarsi fornendo dati personali, è bene leggere con attenzione l’informativa sul trattamento dei dati personali, che deve sempre essere disponibile, ad esempio sul sito dell’azienda che offre il servizio o nella confezione del dispositivo in cui è installato lo smart assistant (smartphone, altoparlante intelligente,ecc.).
 
In particolare, è importante cercare di comprendere:
• quali e quante informazioni saranno acquisite direttamente dall’assistente digitale (ad esempio, tramite microfono e/o videocamera); 
• come potrebbero essere utilizzati o trasferiti a terzi i dati raccolti (solo per far funzionare lo strumento o anche per altre finalità); 
• chi e come potrebbe ricevere i dati raccolti e se sono possibili, per qualsiasi ragione, accessi “in diretta” al microfono e alla videocamera dello smart assistant da parte di addetti della società che lo ha prodotto o della società che gestisce i servizi offerti dallo smart assistant; 
• dove sono conservati questi dati e per quanto tempo.
 
Non dire troppe cose allo smart assistant. Nel momento in cui si attiva per la prima volta lo smart assistant è meglio fornire solo le informazioni specificamente necessarie per la registrazione e attivazione dei servizi ed eventualmente utilizzare pseudonimi per gli account, soprattutto se riferiti a minori. In generale, si potrebbe decidere di evitare che questi ultimi possano utilizzare o smart assistant, impostando password o impronte vocali che limitano l’accesso al servizio solo a specifici utenti adulti.
 
Meglio evitare di utilizzare l’assistente digitale per memorizzare informazioni delicate come quelle relative alla propria salute, le password, i numeri delle carte di credito, ecc..
 
Occorre valutare anche rischi e benefici dell’eventuale accesso da parte dello smart assistant ai dati conservati sul dispositivo in cui è installato, come ad esempio l’archivio fotografico, la rubrica, il calendario dello smartphone, ecc.. 
 
Disattiva l’assistente digitale quando non lo usi. Quando è acceso ma non viene utilizzato, l’assistente digitale è  in uno stato detto di passive listening, una sorta di “dormiveglia” da cui esce non appena sente la parola di attivazione che abbiamo scelto.
 
Ecco allora alcune precauzioni: 
• (se è consentito) scegliere con cura la parola di attivazione, evitare parole di uso frequente (nomi di persona o di oggetti di uso quotidiano) che possono causare, qualora captate, attivazioni involontarie dello smart assistant; 
• ricordare che durante il passive listening l’assistente digitale è potenzialmente in grado di “sentire” (tramite il microfono del dispositivo su cui è installato) ed eventualmente anche di “vedere” (tramite la videocamera del dispositivo su cui è installato) tutto quello che diciamo e facciamo. Questi dati possono anche essere memorizzati e inviati a terzi, o comunque possono essere conservati non sul dispositivo, ma su server esterni.
 
Per evitare ogni possibile acquisizione e trasmissione non desiderata di dati, quando non si usa l’assistente digitale (ad esempio la notte, quando non si è in casa, ecc.), si può: 
• (se è consentito) decidere di disattivare il microfono o la videocamera o entrambi gli strumenti, a seconda dei casi, attraverso appositi tasti presenti sul dispositivo che ospita l’assistente digitale (ad esempio: smartphone, altoparlante intelligente, ecc.) o utilizzando le impostazioni sulle app di gestione;
oppure: 
• disattivare del tutto l’assistente digitale tramite le impostazioni del dispositivo su cui è installato, oppure spegnere direttamente il dispositivo che lo ospita. E’ una scelta forse un po’ scomoda, perché comporta il dover riattivare il dispositivo quando necessario; ma può servire a garantire una maggiore protezione della propria riservatezza.
 
Decidi quali funzioni dell'assistente digitale mantenere attive.
 
Se l’assistente digitale è in grado di svolgere particolari azioni, come inviare messaggi ad altre persone (tramite sms o sistemi di messaggistica), pubblicare contenuti sui social o effettuare acquisti online, si può decidere di: 
• disattivare tali funzioni; 
• inserire, laddove possibile, una password per autorizzare l’uso solo su specifica richiesta dell’utente.
 
Gli assistenti digitali, come tutti i dispositivi e servizi che sono parte dell’Internet delle cose (IoT), non si limitano ad essere in connessione con la rete, ma sono anche in grado di "dialogare" con altri dispositivi IoT. Questa capacità amplifica la possibilità di raccolta, incrocio dei dati e diffusione di informazioni personali. 
 
Ad esempio, gli assistenti digitali con funzioni domotiche possono essere connessi con oggetti e servizi presenti nelle nostre case, dagli elettrodomestici alle smart TV, dalle luci ai sistemi di sicurezza e videosorveglianza.
 
Si tratta di funzioni che semplificano la vita, perché in questo modo molti oggetti diventano controllabili a distanza con il solo utilizzo della voce. Tuttavia è sempre bene: 
• informarsi con attenzione su come e da chi vengono raccolti, elaborati, conservati ed eventualmente a chi vengono resi accessibili i dati personali; 
• considerare il possibile impatto sulla privacy domestica.
 
Occorre inoltre valutare se disattivare alcune funzioni di controllo domotico e inserire apposite password per controllare l’attivazione o disattivazione dei sistemi, in modo da poter utilizzare lo smart assistant con maggiore sicurezza. Si pensi, ad esempio, al rischio eventuale che la voce dell’utente venga in qualche modo captata e clonata da malintenzionati e utilizzata per controllare elettrodomestici o ingressi o sistemi di protezione della casa, oppure per “spiare” l’interno dell’abitazione utilizzando microfoni e videocamere.
 
Cancella periodicamente la cronologia delle informazioni registrate. Per limitare il trattamento dei dati personali raccolti dall’assistente digitale, si può periodicamente cancellare la cronologia delle informazioni in esso registrate, o quantomeno eliminare dalla cronologia alcune tipologie di dati (ad esempio, quelli ritenuti più delicati). Questa operazione si può effettuare di solito utilizzando il sito web o l’app dedicati alla gestione dello smart assistant, oppure utilizzando le funzioni di impostazione del dispositivo su cui è installato (smartphone, smart speaker, automobili intelligenti intelligenti, ecc.).
 
Sicurezza e privacy. 
Come per tutti i servizi digitali, una buona regola di base è impostare password di accesso complesse, sia per l’uso dello smart assistant che per la sua connessione a Internet. 
 
Sono precauzioni importanti: 
• verificare che la crittografia della rete Wi-Fi sia impostata preferibilmente sul protocollo di sicurezza WPA 2; 
• cambiare periodicamente la password; 
• verificare se sul dispositivo in cui è installato lo smart assistant siano presenti sistemi di protezione anti-virus e tenerli costantemente aggiornati. 
 
Se il sistema operativo dell’assistente digitale o della app di gestione prevedono delle impostazioni privacy, è opportuno controllarle e regolarle sui livelli di protezione desiderati.

Se dai via lo smart assistant, non dare via i tuoi dati. 
Nel caso in cui il dispositivo (smartphone, smart speaker, automobili intelligenti intelligenti, ecc.) su cui è installato lo smart assistant venga eventualmente venduto, regalato o dismesso, è bene disattivare gli eventuali account personali creati - ad esempio per attivarlo e connetterlo online - e provvedere alla cancellazione di tutti i dati eventualmente registrati al suo interno o sulla app di gestione.
 
Se i dati raccolti sono stati trasmessi e conservati nei database dell’azienda produttrice o di altri soggetti è opportuno chiederne la cancellazione.

A prova di privacy. 
Il Codice privacy (in particolare l’art. 3) e il Regolamento (UE/2016/679) in materia di protezione dei dati personali prevedono che i sistemi elettronici siano prodotti e configurati per ridurre al minimo la raccolta e il trattamento di dati personali (privacy by design e privacy by default). Occorre inoltre siano rispettati alcuni principi fondamentali, come quello di trasparenza riguardo al trattamento dei dati, e i diritti delle persone fisiche.
 
Tali regole e principi debbono essere rispettati anche dai produttori di assistenti digitali. 
 
Nei casi in cui ci siano dubbi sull’effettivo rispetto delle norme o sul corretto uso dei propri dati personali, ci si può rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
 
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